— Francesco Sgarbi

[quote_box_center]Zoom entra nel mondo elitario dei prodotti per Mac, puntando su semplicità ed economicità.[/quote_box_center] [su_slider source=”media: 3204,3201,3203,3202″ link=”lightbox” title=”no”] [su_dropcap size=”5″]N[/su_dropcap]el 2009 Apple e Intel Labs uniscono le forze per sviluppare una tecnologia di interconnessione più veloce di USB 3 e Firewire 800. Nasce così Thunderbolt, in grado di trasferire fino a 10 gigabit al secondo, che in ambito audio si traduce in una latenza prossima allo zero. Inoltre l’energia trasportata è di 10 watt/18 volt, invece dei 2,5 watt/5 volt dell’USB, che assicura un’alimentazione Phantom stabile e permette di sfruttare componenti di maggior qualità. Lo standard Thunderbolt si diffonde lentamente, più che altro nell’ambito professionale, soprattutto a causa dei costi elevati. È in questo scenario che Zoom presenta l’interfaccia a due canali TAC-2, che apre le porte a tutti grazie alla grande semplicità di utilizzo e al prezzo contenuto. Oltre a questo il prodotto non ha nessuna pretesa di innovazione, ma cerca di andare sul sicuro seguendo percorsi già tracciati e affidandosi a poche caratteristiche estetiche e funzionali. La TAC-2 è il modello più economico della nuova serie di interfacce Thunderbolt TAC (Thunderbolt Audio Converter). Il design è lo stesso già sfruttato da altri marchi concorrenti, che vede una grossa manopola centrale con cui gestire tutti i parametri. Sullo schermo un LED si accende per indicare le entrate e le uscite selezionate e se è attiva l’alimentazione Phantom, mentre due meter a sette segmenti LED sono usati per impostare i livelli di input e output, e si trasformano automaticamente in vu-meter quando non utilizzati. Sono disponibili due ingressi combo XLR/TRS per i segnali microfonici e di linea, più un ingresso jack ad alta impedenza per collegare direttamente strumenti come basso e chitarra elettrica. Quando l’ingresso ad alta impedenza è in uso viene automaticamente escluso il primo dei due combo. Ci sono infine un’uscita cuffie e due uscite L – R jack bilanciate. Le frequenze di campionamento disponibili sono 44,1, 48, 88,2, 96, 176,4 e 198 kHz a 24 bit di risoluzione. La TAC-2 è provvista del software dedicato TAC-2 MixEfx, comunque non necessario per il funzionamento dell’interfaccia, che permette di mixare i due ingressi analogici con il segnale del computer, di aggiungere effetti, o semplicemente di controllare tutti i parametri senza toccare materialmente l’interfaccia.

Il test

La Zoom TAC-2 si presenta solida e robusta, realizzata in plastica, ma con uno spesso strato di metallo che ricopre la parte superiore, adatta ad essere portata in giro agevolmente, anche grazie a dimensioni e peso ridotti. Anche le connessioni sono robuste e di buona qualità. Una volta installato il driver e riavviato il computer, l’interfaccia funziona senza problemi e si presta a essere usata facilmente anche da chi è alle prime armi. Si impara ad usare in maniera semplice e intuitiva l’unica manopola in dotazione, che permette di raggiungere rapidamente ogni parametro e non fa quasi rimpiangere la mancanza di un controllo dedicato per ogni input e output. La sorgente in ingresso è facile da gestire, sia microfonica che di linea o instrument, e si ottiene agevolmente un segnale corposo e senza rischio di clip. L’audio è molto pulito, senza interferenze, distorsioni o disturbi di sottofondo. Preamplificatori e convertitori lavorano in maniera regolare su tutto lo spettro di frequenze, assicurando registrazioni chiare e ricche, sicuramente di buon livello per un’interfaccia entry-level. Purtroppo i due meter a LED sono un po’ limitati come movimento e possono mostrare solo un parametro alla volta, ma rispondono bene agli impulsi e sono in linea con la fascia economica del prodotto. Il software TAC-2 MixEfx si apre automaticamente appena collegata l’interfaccia e aggiunge una serie di caratteristiche a cui sarebbe impossibile accedere dall’interfaccia hardware. Tuttavia non è indispensabile al funzionamento del dispositivo, e anzi, potrebbe confondere i meno esperti. Prima di tutto permette di mixare i segnali dei due canali analogici con quello del computer, in modo da gestire meglio l’ascolto in cuffia o in monitor senza dover cambiare i gain. Inoltre con la funzione Loopback si può inviare il mix di nuovo al computer, creando appunto un loop. Questo può essere utile per registrare una sola traccia con già le tre sorgenti mixate, oppure, lasciando a zero il volume degli input analogici, per effettuare campionamenti direttamente da sorgenti interne al computer. È presente una sezione con quattro effetti di bassa qualità (Room, Hall, Plate, Echo), con due varianti ciascuno, dei quali però non è possibile modificare le caratteristiche, ma solo la quantità assegnata al canale. Tuttavia questi non vengono registrati dal sequencer, ma servono soltanto in fase di registrazione per sentire il segnale effettato, per esempio una voce con riverbero, senza appesantire il software aggiungendo plug-in alla traccia. Sui due canali analogici è possibile attivare l’inversione di fase e un filtro passa basso impostato a 80 Hz. È anche presente la funzione di Auto Gain con soglia massima possibile a 0, -6 e -12 dB, che però risulta più macchinosa del settaggio manuale. Infine sono disponibili tre slot per richiamare velocemente le proprie impostazioni preferite.

Conclusioni

Con la TAC-2 Zoom presenta un’interfaccia entry level dalla buona qualità audio e di semplice utilizzo, che si propone di rendere accessibile a tutti la nuova tecnologia Thunderbolt. Il prezzo può sembrare eccessivo, ma è il più basso in circolazione a meno che non si passi agli standard USB e Firewire.

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Strumenti Musicali n. 6 — Dicembre 2015

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