Lo storico marchio statunitense arricchisce la sua offerta con piatti dedicati all’effettistica dalla versatilità sorprendente.

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Negli ultimi anni la popolarità dei piatti “speciali”, dedicati a suoni diversi – spesso ispirati alla musica elettronica – è aumentata enormemente e, di conseguenza, anche l’offerta da parte dei vari marchi produttori (per una retrospettiva più completa consigliamo lo speciale pubblicato sul numero di Ottobre 2015). Zildjian non fa eccezione e amplia la linea FX con una serie di modelli dal diametro ridotto, pensati per essere usati sia come componenti di uno stack (due o più piatti sovrapposti) che individualmente. I modelli Spiral Stacker da 10” e da 12”, derivati dal modello Spiral Trash da 18”, che possiamo notare nei set di sempre più batteristi (Chris Dave, per citarne uno), sono fondamentalmente pensati come piatti da sovrapporre ad altri modelli, senza limiti di tipologia. Gli Oriental China Trash da 8” e 10”, invece, sono principalmente dedicati all’uso singolo, ma, come vedremo, si comportano benissimo anche abbinandoli ad altri.

Il test

Come da aspettative, gli strumenti messi a disposizione per il nostro test risultano realizzati in modo impeccabile. Il materiale usato è il bronzo, B20 per gli Oriental China “Trash” e – crediamo – una lega più povera di stagno per gli Spiral Stacker; l’utilizzo di una lega meno “nobile” (oltre a contribuire alle caratteristiche sonore) permette di mantenere un prezzo di vendita al pubblico più basso. Partiamo dagli Oriental China Trash. Sono strumenti ascrivibili alla categoria “mini china”, quei piatti a cui si può ricorrere nelle situazioni in cui un china sarebbe eccessivo e uno splash troppo delicato. L’attacco rapidissimo e penetrante li rende ideali per l’esecuzione di accenti brevi e secchi, il decadimento rapido permette di eseguire più accenti in rapida sequenza e il carattere “china-sporco” contribuisce ad aumentarne aggressività e immediatezza. Il diametro ridotto fa sì che il volume non risulti eccessivo o sbilanciato. Formando uno stack con i due modelli (quello da 8”, rovesciato, sovrapposto al modello da 10”, anch’esso rovesciato) si ottiene un’esplosione rapida e penetrante di rumore, dal decadimento immediato (e controllabile a seconda di quanto si stringe la vite superiore dell’asta reggipiatto), ottima per accentuazioni ultra rapide, o come fonte di accompagnamento alternativa all’hihat. Il diametro ridotto li rende anche ideali come piatti da appoggiare sul rullante, per creare tonalità ibride tra acustica ed elettronica, o su tom e timpani, per creare un set intero dal sapore organico-industriale. I modelli Spiral Stacker da 10” e da 12” sono invece pensati per l’abbinamento ad altri piatti. Possiamo affermare che, di base, aggiungono uno “sfrigolio” al suono del piatto su cui vengono appoggiati. In coppia con il piatto superiore di un hihat lo Spiral Stacker dona alle aperture un bellissimo effetto di distorsione che praticamente scompare quando suoniamo l’hihat chiuso, creando una sorta di hihat convenzionale che impazzisce per un attimo sulle aperture. Accoppiato ad un crash l’effetto “sfrigolio-distorsione” aumenta senza oscurare il suono del piatto principale, ma, piuttosto, sovrapponendo una voce a quella già esistente e accorciandone il decadimento, evitando però troncarlo di netto, grazie al peso leggerissimo e alla configurazione a spirale che permette al piatto inferiore di vibrare in modo più naturale. Abbinato a un ride aggiunge una specie di effetto chiodato, ma molto meno raffinato ed educato, lasciando sempre intuire il timbro del piatto che lo ospita. Sovrapposto a un china, lo rende ancor più… china, sporcandone il suono e creando un timbro di sapore decisamente elettronico. La scelta del diametro dello Spiral Stacker (10” o 12”) influisce principalmente sulla quantità di effetto che si vuole aggiungere al piatto sottostante: maggiore il diametro, maggiore l’effetto. Suonati da soli, sperimentandoli con diverse tipologie di battenti, risultano molto intriganti, con attacco morbido e pronto, decadimento rapido, con un bell’effetto flanger e volume sempre sotto controllo.

Conclusioni

I nuovi modelli Zildjian FX soddisfano pienamente le aspettative e risultano anzi più versatili di quel che ci aspettassimo. Viste le loro caratteristiche – e il prezzo – possiamo affermare che l’aggiunta di un paio di modelli, a un set di piatti, può contribuire a espanderne le possibilità timbriche, senza dover per forza dare fondo ai propri averi. Prova più che consigliata.

Mogar Music

Tel. 02.935961
www.mogarmusic.it
info@mogarmusic.it

10” Spiral Stacker 120,78 euro Iva compresa
12” Spiral Stacker 132,98 euro Iva compresa
8” Oriental China Trash 140,30 euro Iva compresa
10” Oriental China Trash 157,38 euro Iva compresa

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Strumenti Musicali n. 1 — Gennaio 2016

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