— Andrea Beccaro

[quote_box_center]Una nuova serie che presenta le classiche caratteristiche Yamaha con un leggero “boost” sui fattori controllo e aggressività.[/quote_box_center] [su_slider source=”media: 1793″ link=”lightbox” title=”no”] [su_dropcap size=”5″]Y[/su_dropcap]amaha sta rivedendo una per una tutte le sue linee di batterie (tranne l’ammiraglia, cioè la PHX, che, in questo caso, serve anche da fonte di ispirazione); tale rinnovamento ci ha portato, l’anno scorso, la bellissima e fortunata Live Custom in quercia, mentre quest’anno il marchio nipponico ci offre una nuova visione della storica Absolute. La prima cosa che colpisce è l’inserimento dello strato centrale di wenge in un fusto classico in acero. L’influenza della PHX è evidente; è stata infatti la prima linea ad usare un fusto ibrido con l’essenza più rigida al centro; che incrementa l’attacco e promuove uno sviluppo radiale delle frequenze (vedi test PHX, Strumenti Musicali Settembre 2013). I bordi presentano un taglio di 45° (rullante, tom e timpani) e 30° (cassa) con leggero arrotondamento. Un’altra novità è rappresentata dalla finitura interna dei fusti, che prevede l’utilizzo della verniciatura Vintage Natural. Nuovo è anche il sistema di sospensione dei tom, denominato YESS III, che presenta una piastra in legno (e non in metallo) ancorata al fusto in tre punti. Le chiavi Hook Lug a sgancio rapido non rappresentano una vera novità, in quanto già disponibili su richiesta sulla serie Absolute (ma con notevole aumento di prezzo). I cerchi sono i classici Die Cast Yamaha in alluminio. Molto belli, e funzionali, il nuovo alloggiamento del reggitom alla cassa (ridimensionato) e i blocchetti per l’ancoraggio delle gambe ai timpani. Per il nostro test ci sono stati messi a disposizione due set: uno con cassa da 22”x18”, tom da 10”x7” e 12”x8”, timpani da 14”x13” e 16”x15”, con pelli originali come elencate in tabella, più un bop kit con cassa da 18”x14”, tom da 12”x8” e timpano da 14”x13”, con pelli battenti Remo Ambassador sabbiate. Il rullante per entrambi i kit è un 14”x6”.

Il test

La qualità di costruzione e la cura maniacale di rifiniture e dettagli – tipica Yamaha – sono rimaste intatte: trattandosi di uno strumento professionale, tutto è come dovrebbe essere. Partiamo dal set con cassa da 22” e pelli originali: la cassa è ricchissima di punta e molto controllata anche in assenza di sordina; “out of the box” è pronta per essere amplificata, con corpo presente ma assai disciplinato. Tom e timpani, accordati medio-bassi, sfoggiano un ottimo equilibrio attacco-corpo-coda, con uno sviluppo radiale delle frequenze che ricorda la serie PHX. La formazione di armoniche indesiderate è pressochè assente e la qualità di bordi e tiranti li rende sensibilissimi (ma anche facili) all’accordatura. Il rullante (anch’esso con accordatura medio bassa) possiede un attacco preciso ed incisivo, con corpo profondo e ottima sensibilità dinamica e della cordiera. Il cerchio Die Cast assicura cross-stick presenti e corposi. Il controllo delle armoniche indesiderate è sempre presente. Passiamo al bop kit. La cassa da 18”, grazie alla pelle battente sabbiata senza anello di sordina, ci regala una coda più evidente, ma pur sempre con un certo controllo. Tom e timpano ripropongono le caratteristiche sopracitate, ma, con pelle sabbiata e accordatura alta, restituiscono un suono pulito e melodico gradevole e musicale. Il rullante, con accordatura alta, accentua l’attacco pronto, con corpo frizzante ma mai sottile (la profondità da 6” fa il suo lavoro), con sensibilità invariata. In generale possiamo dire che la Yamaha Absolute Hybrid Maple è uno strumento dalla qualità impeccabile, molto versatile, sensibilissimo a scelta di pelli e accordature, coerente con la caratteristica di pulizia e controllo tipica del marchio giapponese (caratteristica accentuata, in questo caso), che possiede le qualità tipiche dell’acero a cui va aggiunto un certo mordente sull’attacco, grazie all’inserimento dello strato di wenge al centro del fusto.

Conclusioni

Un marchio che si avventura in una profonda revisione dei suoi prodotti si guadagna sempre la nostra ammirazione, specialmente quando non va a stravolgere i suoi gloriosi precedenti, ma li rivede con l’intento di aggiornarli e migliorarli. Ovviamente il pubblico si dividerà in sostenitori del vecchio corso e fan del nuovo, come sempre accade in questi casi. Ciò che più importa, a nostro avviso, è che gli strumenti proposti siano sempre di qualità impeccabile e di indubbia affidabilità. Yamaha, ancora una volta, si rivela uno dei marchi di riferimento in entrambi i settori.

Yamaha Music Europe – Branch Italy

Tel. 02.935771
http://it.yamaha.com
Cassa 22”x18” 1.556,00 Euro  Iva compresa
Cassa 18”x14” 1.277,00 Euro  Iva compresa
Tom 12”x8” 545,00 Euro  Iva compresa
Timpano 14”x13” 731,00 Euro  Iva compresa
Timpano 16”x15” 789,00 Euro  Iva compresa
Rullante 14”x6” 628,00 Euro  Iva compresa

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Strumenti Musicali n. 4 — Agosto 2014

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