Tommaso Colliva, il produttore dei Muse, al Wired Next Fest di Milano

Tommaso Colliva
PH Eugenio Vasdeki

Si avvicina la data della quarta edizione del Wired Next Fest 2016, il festival (a ingresso libero e gratuito) organizzato dalla rivista Wired, che quest’anno si terrà dal 27 al 29 maggio nei Giardini Pubblici Indro Montanelli a Milano.

L’evento vedrà intervenire più di 150 relatori che parleranno di tecnologia, economia, medicina, scienza, cinema e musica. Ci saranno inoltre laboratori di stampa 3D, droni in volo, film, documentari e due concerti, quello dei Subsonica che festeggeranno i loro venti anni di attività venerdì 27 maggio e quello dei rapper Fabri Fibra e Marracash (sabato 28).

I nomi di richiamo saranno tantissimi: tra i tanti segnaliamo quello di Tommaso Colliva, produttore dei Muse che domenica 29 parlerà di Musica, Spazio e Tempo.

Colliva è un produttore discografico 35enne originario di La Spezia. Dal 2002 al 2006 ha lavorato alle Officine Meccaniche di Mauro Pagani e in breve tempo è diventato fonico e produttore di spicco della scena musicale internazionale. Nel 2007 ha fondato i Calibro 35, un gruppo funk, jazz, alternative rock italiano e negli anni ha collaborato con diversi artisti, tra i quali, gli Afterhours, i Ministri, Franz Ferdinand e i Muse, per cui ha curato quattro album. Nel 2011, Colliva ha vinto il premio MArte Award come miglior produttore dell’anno, l’anno successivo il Premio Indipendente della Musica Italiana (promosso dal MEI) come miglior produttore artistico.

In attesa dell’incontro di domenica, vi proponiamo un estratto dell’intervento di Tommaso Colliva sulla rivista Backstage in cui racconta alcuni aneddoti tecnici della registrazione del disco Drones dei Muse.

«Collaboro con i Muse dai tempi di Black Holes and Revelations e ho preso parte a tutto ciò che hanno realizzato in studio da dieci anni a questa parte: album, dvd, b-side e colonne sonore. Ho iniziato come ingegnere del suono curando alcune fasi della registrazione e pian piano il mio ruolo si è evoluto, registrando interamente gli ultimi due dischi, curando alcuni mix e supervisionando l’intero processo produttivo delle ultime release. Dopo due dischi (“Resistance’ e “The 2nd Law”) prodotti in toto dalla band, per Drones si è deciso di tornare a collaborare con un produttore esterno; in questo caso Robert John “Mutt” Lange, il leggendario produttore sud africano che sta dietro a dischi come Back in Black degli AC/DC e Pyromania dei Def Leppard.
L’idea era quella di trovare uno studio in una città nella quale fosse per tutti possibile concentrarsi interamente sulla realizzazione del disco, senza distrazioni ma con la possibilità di registrare al meglio (con i Muse le sessioni tendono ad essere abbastanza complicate ed esigenti in termini di flessibilità dello studio).
La soluzione trovata è stata quella di registrare ai Warehouse studios di Vancouver, una struttura di altissimo livello con uno dei più bei banchi Neve del mondo, un Montserrat, e una sala di ripresa eccellente. Rispetto ai dischi precedenti, le sessioni di registrazioni sono durate relativamente poco, circa sei settimane, con una seconda fase più diluita di sovraincisioni e piccoli cambiamenti.
Le parti orchestrali sono state registrate a Milano, alle Officine Meccaniche, una sala che usiamo ormai da anni per questo scopo, mentre per i mix abbiamo lavorato in parte agli AIR Studios di Londra e in parte agli El Dorado a Burbank, California, con Rich Costey. Come ormai consuetudine da alcuni anni a questa parte, la fase di mastering è stata gestita completamente in remoto. Dopo alcune prove iniziali abbiamo scelto di affidarci a Giovanni Versari, che è da anni il mio fonico di fiducia per questa operazione e che ha fatto davvero un ottimo lavoro. Una volta ultimato il processo di mastering delle versioni digitali del disco (alta risoluzione, download e cd) ho anche supervisionato il taglio delle lacche per il vinile. Insieme a Matt Colton di Alchemy Mastering a Londra abbiamo sperimentato diverse soluzioni e abbiamo deciso di procedere con un cutting half speed che ottimizza dinamica, volume e risposta in frequenza del disco».

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