The good storyteller firmato Elisabetta Guido

Da lunedì 21 marzo sarà in distribuzione in Italia e all’estero nel circuito IRD e nei migliori store digitali, “The good storyteller”, nuovo lavoro discografico della vocalist e autrice jazz Elisabetta Guido, prodotto dall’etichetta Dodicilune, nella collana editoriale Koinè.

Dopo “Let your voice dance” (Dodicilune, 2013) la poliedrica artista che spazia dal jazz al soul, dal gospel al repertorio lirico, docente e pianista, cantante e direttrice di coro, autrice di musiche e testi e arrangiatrice, torna con questi tredici brani. Negli undici inediti – scritti interamente o cofirmati dalla stessa Guido – si parla di donne e del loro modo di vivere l’amore: dalla vittima del narcisista manipolatore alla donna folle per amore, passando attraverso l’amore romantico ed il ricordo dell’amore perduto.

Completano il cd “Crystal Silence” di Chick Corea e la ghost track “The dry cleaner from des moines” di Charles Mingus e Joni Mitchell in una versione drum’n’bass arrangiata dal batterista Francesco Pennetta.

Nel lavoro traspare l’amore viscerale della cantante salentina per il ritmo (i brani sono un mix di funk, swing, drum’n’bass, poliritmia e ritmi popolari), al servizio di atmosfere ricche di modulazioni armoniche, senza però mai allontanarsi dalla tradizione melodica italiana. Grande spazio è lasciato anche all’improvvisazione. Il disco ospita, infatti, due “Total impro”, brani composti in studio durante la registrazione del cd con il pianista Danilo Tarso, presenza costante in tutto questo lavoro. Con loro nel cd, il sassofonista barese Roberto Ottaviano, il contrabbassista e bassista elettrico Stefano Rielli e il batterista Francesco Pennetta.

Merita un capitolo a parte “Salento Rhapsody”, una piccola opera in tre movimenti; un omaggio di Elisabetta Guido alla sua regione, da sempre terra d’incontro, comunione e integrazione fra culture musicali appartenenti a diversi Paesi e a diverse etnie, ancor di più in un momento storico in cui questi valori sono messi in discussione in tutto il mondo occidentale. Nei tre movimenti (“La mia fortuna”, “Mare Mare” e “19 aprile 2015”) la cantante collabora con due formazioni di musica popolare, Zimbaria e I tamburellisti di Otranto, e con il violinista Francesco Del Prete. La stessa autrice descrive così il suo lavoro «Il primo movimento ha la forma di una pizzica classica, il secondo è una pizzica con atmosfere afro, che si avvertono sia al livello melodico sia ritmico, inframezzata da un inciso free che descrive la tempesta in mare. Il terzo movimento si snoda su un ritmo 7/8 lento, tipicamente balcanico, come di ispirazione balcanica è anche la melodia che scaturisce da un “modo” frigio dominante. La Rhapsody è dedicata alla terribile tragedia del 19 aprile 2015 nel Mare di Sicilia che causò la morte di molte centinaia di migranti che navigavano in direzione delle nostre coste».

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