— Filippo Bertipaglia

[quote_box_center]Questo modello, considerato la quintessenza della chitarra acustica moderna dalla stessa casa produttrice, si apprezza per la sua versatilità d’esecuzione e qualità costruttiva.[/quote_box_center] [su_slider source=”media: 635,629,628,627″ link=”lightbox” title=”no”] [su_dropcap size=”5″]P[/su_dropcap]er il 40° anniversario di fondazione della casa produttrice, caduto nell’anno appena trascorso, Bob Taylor ha deciso di ridisegnare una delle sue serie più importanti: la 800. Grazie al prezioso aiuto e competenza del neoarrivato Andy Powers sono state messe in atto migliorie e modifiche di vari aspetti costruttivi che influiscono prevalentemente sul risultato sonoro di queste seicorde.
Per quanto riguarda il modello 814ce durante gli anni si è rivelato come uno dei più venduti e apprezzati diventando un marchio di fabbrica specificatamente Taylor grazie alla sua cassa armonica dalle misure innovative chiamata Grand Auditorium, a metà tra una dreadnought e una Grand Concert. Nella versione 2014 troviamo modificato il sistema d’incatenatura che prevede una sorta di ibrido tra le catene scalloped e il metodo cosiddetto parabolico, con l’aggiunta di controfasce per irrobustire l’incollaggio del piano armonico in abete sitka (che presenta il battipenna in palissandro) e del fondo in palissandro indiano. Le tre catene del fondo, invece, sono state incollate inclinate per modificare la tensione interna. Un’altra novità è l’uso di colla di pesce per il fissaggio delle catene che ha la proprietà d’incrementare la diffusione sonora tra le varie parti dello strumento, mentre per l’incollatura tra il ponte in ebano e il top è stata utilizzata tradizionale colla animale a caldo. L’azienda poi si è sforzata di ridurre il più possibile lo spessore di verniciatura utilizzata e da 6, si è passati a 3,5 millesimi di pollice, per permettere alla tavola armonica di vibrare maggiormente. Per quanto riguarda il sistema di amplificazione, c’è stata una rivisitazione del tradizionale trasduttore piezoelettrico, dividendolo in tre parti, e soprannominato New Expression System 2. I sensori non si trovano direttamente sotto l’osso del ponte, ma leggermente dietro di esso, per permettere al suono di essere meno cristallino e sintetico. La distanza che intercorre tra il piezo e l’osso può essere regolata tramite delle viti a brugola poste sulla placca del ponte. Taylor però, per una questione di prudenza, non allega alcuna chiave a brugola (inclusa quella per il trussrod) per evitare che l’acquirente non esperto possa rovinare lo strumento. Chi lo ritiene opportuno potrà rivolgersi direttamente a Taylor per l’acquisto. Infine le corde utilizzate per la 814ce sono delle Elixir HD Light, ovvero una scalatura light per i bassi (.053 .042 .032) un diametro particolare per la terza corda (.025) e una scalatura medium per le prime due corde (.017 .013).

Il test

La Taylor 814ce si presenta come una chitarra dal forte appeal estetico e dal peso contenuto. Abbracciando lo strumento lo troviamo ergonomicamente prossimo alla perfezione, grazie alle misure non invadenti della cassa. Una volta messe le mani sulla tastiera la nomea che hanno gli strumenti Taylor d’essere facili da domare si conferma nettamente. La suonabilità è davvero ai massimi livelli, l’action è bassissima eppure non avvertiamo il minimo buzz dietro l’angolo. Non c’è alcun problema nell’eseguire complicati accordi, linee polifoniche o scale alla Al di Meola, grazie alla spalla mancante inoltre riusciamo a suonare sulle ultime posizioni senza problema alcuno. Perfino i bending di un tono risultano immediati su questa seicorde. Il suono è molto definito dando risalto alle varie voci, con una predominanza di frequenze medio-basse, anche se il volume, non strabordante, risulta un po’ compresso quando s’inizia a calcare per bene la mano destra. Il sustain è davvero lungo in tutte le zone della tastiera. I cantini hanno la stessa pregnanza ed importanza sonora dei bassi, senza essere soffocati da quest’ultimi e una solida ragione probabilmente risiede nell’accuratezza della scelta di scalatura di corde utilizzata. Un altro aspetto che colpisce positivamente è la risposta sensibilmente differente che lo strumento offre in termini sonori se si utilizzano materiali diversi per sollecitare la corda. Avvertiamo nettamente la differenza tra un plettro spesso un millimetro, un altro più leggero e il contatto dei polpastrelli delle dita e sono presenti molteplici sfumature timbriche tra ponte e manico. È un chiaro segnale della risposta brillante e precisa dello strumento, e dell’ottima costruzione volta ad esprimere la precisa sensibilità esecutiva del chitarrista. Inseriamo il jack nel combo e il suono con l’EQ a due bande in flat è rotondo e un filo “gommoso”. La definizione delle varie voci è altissima, e ci divertiamo con un po’ di travispicking lungo il manico e fingerstyle più tradizionale. Tecniche a plettro come il flatpicking o crosspicking risultano congeniali per esaltare le sonorità della Taylor 814ce, mentre assoli melodici possiedono una morbidezza timbrica e dinamica tale da renderli sempre godibili e mai “sferraglianti”. Il classico strumming da spiaggia suona molto caldo e hi-fi, paragonandolo a chitarre più inclini a quest’utilizzo come i modelli jumbo, ma è comunque credibile. Infine, per tutti gli amanti delle tecniche più moderne come il tapping, tap harmonics e via dicendo, c’è proprio di che rallegrarsi.

Conclusioni

La Taylor 814ce è una chitarra realizzata con ottimi livelli costruttivi, un notevole comfort esecutivo e una nutrita tavolozza timbrica. La vorremmo consigliare caldamente al professionista che ricerca un manico facile e voglia possedere una seicorde che suoni credibile con le più tecniche più svariate, ma che al contempo si distingua per il suo timbro oltremodo personale. Malgrado il costo, la Taylor 814ce è una chitarra che farà gola a molti, moltissimi chitarristi.

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Strumenti Musicali n. 1 — Febbraio 2015

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