— Giulio Curiel

[quote_box_center]In un mondo di interfacce piccole, economiche e autoalimentate, la Tascam UH-7000 va controcorrente: larga mezza unità rack e alta due, pesante, di aspetto e costruzione premium.
L’obiettivo è perseguire la massima qualità audio nella categoria di appartenenza.[/quote_box_center] [su_slider source=”media: 2825,2826,2824,2827″ link=”lightbox” title=”yes”] [su_dropcap size=”5″]D[/su_dropcap]iciamoci la verità: nel criticissimo passaggio della conversione A/D spesso ci accontentiamo di prodotti di qualità non eccelsa, specialmente in campo home-studio. La poca disponibilità di budget insieme all’intrinsecamente basso fascino di un’interfaccia audio inducono molti utenti ad acquistare prodotti da poche centinaia, talvolta poche decine di euro, e dalle prestazioni certamente buone, ma niente affatto stellari. A questo stato di cose contribuisce anche una crescente diffusione di una crassa ignoranza in termini di conversione analogico/digitale, alimentata forse dalle recenti teorie neopauperiste e dall’eterna ricerca del “gomblotto” in base al quale ci sarebbe sempre qualche multinazionale pronta a fregarci. Accade così che alcuni appassionati, magari in buonissima fede, ma dotati di udito poco fino e ancor meno educato, finiscano per dire che le interfacce audio di oggi sono tutte uguali, perché i chip di conversione usati sono sempre gli stessi e perché con 24 bit e 96 kHz si superano di gran lunga le capacità uditive dell’orecchio umano. Ci spiace molto, ma non è così: anzitutto dello stesso chip di conversione vi possono essere diverse selezioni, più o meno qualitative. Poi vi è il delicatissimo problema dei componenti circostanti i chip: il suono infatti non è responsabilità del solo circuito integrato di conversione, ma anche della topologia degli stadi analogici di ingresso e uscita, della qualità dei componenti utilizzati, e infine della pulizia dell’alimentazione. Già, l’alimentazione: la maggioranza delle interfacce audio a due canali si autoalimenta attraverso il bus USB. Peccato che tale bus porti un’alimentazione sporchissima e piena di segnali digitali spuri che a un mouse o a una stampante non danno alcun fastidio, vero, ma a un dispositivo audio sì. Entra la Tascam UH-7000: si tratta di un bel prodotto dalla costruzione caratterizzata da materiali pregiati, dal non trascurabile peso di 2,2 kg e da una generale cura costruttiva ben superiore all’interfaccina da pochi soldi. In più l’alimentazione è interna, desunta direttamente dalla rete 220 V, e questo ha permesso la realizzazione di un alimentatore con le caratteristiche di dimensionamento energetico, pulizia e qualità volute dal costruttore. Tecnicamente la Tascam UH-7000 è un’interfaccia audio su bus USB, con due canali di I/O analogico e due di I/O digitale. Gli IN analogici sono su jack TRS per i segnali linea e su XLR per i segnali microfonici, tutti sul pannello posteriore. Gli OUT analogici sono invece solo su XLR. Gli ingressi digitali usano anch’essi connettori XLR, ma possono essere configurati via software sia per gestire segnali AES/EBU che S/PDIF. Le frequenze di campionamento ammesse sono di 44.1, 48, 88.2, 96, 176.4 e 192 kHz con 24 bit di risoluzione, in accordo alle recenti necessità di audio in alta risoluzione. Gli ingressi microfonici usano un preamplificatore proprietario denominato HDIA (High Definition Instrumentation Architecture) a elevata trasparenza e dinamica, mentre il clock generato internamente è garantito avere una stabilità con deviazione di soli +/-1 ppm dal valore nominale. Il pannello anteriore offre interrutore di alimentazione, presa cuffia, due grandi manopole di regolazione per IN 1 e 2, un doppio level meter di picco con 20 segmenti, controllo del livello cuffia (opzionalmente può controllare anche il livello linea, per essere usato in abbinamento a monitor amplificati) e due pulsanti a doppia funzione: il primo attiva sul PC collegato il pannello software del mixer, mentre il secondo mette in link i due canali di linea. Tali pulsanti, se premuti a lungo attivano anche la phantom power da +48 Volt sugli ingressi micro. Due parole sul citato software di controllo: esso permette la normale configurazione della UH-7000, ma anche l’accesso alle funzioni di mixer ed effettistica integrate. L’interfaccia Tascam può infatti usare un processore virtuale interno con funzioni di Compressor, Noise Suppressor, De-Esser, Exciter, Limiter/Low-cut, più un secondo effector dedicato al Reverb. Tali effetti possono essere usati in Rec oppure solo in monitoraggio, grazie alla struttura a bassa latenza della combinazione hw/sw predisposta da Tascam. Oltre i 96 kHz di sampling rate gli effetti si disabilitano. Da segnalare infine la possibilità di usare l’unità anche come semplice convertitore A/D e D/A tra gli I/O analogici e digitali di bordo, senza bisogno di ingaggiare il computer.

Il test

La prova sul campo ha permesso di apprezzare anzitutto la qualità costruttiva della Tascam UH-7000, davvero notevole e inusitata per questi tristi tempi in cui molti dei prodotti che testiamo sembrano essere stati progettati in stringente economia. Solo le manopole di livello mostrano una rotazione e un feeling onesti sì, ma un po’ economici, ma sono sciocchezze. Per il resto si apprezza soprattutto l’ottimo level meter, finalmente con una risoluzione elevata grazie ai suoi 20 segmenti, e non ai quattro/sei led che di solito compaiono su prodotti analoghi. I preamplificatori microfonici di bordo colpiscono subito per alcune importanti caratteristiche: anzitutto vi è una grande pulizia e un’assenza di grana che li distaccano nettamente dai pre montati in prodotti più economici. Si apprezza poi un’eccellente risposta che è sì pulita in alto, ma anche lineare e ben estesa verso il basso, e anche questa è una caratteristica che differenzia i progetti più qualitativi da quelli maggiormente economici. Infine vi è tanto, tanto headroom e quindi la capacità di gestire sia segnali molto forti che pianissimi. Gli ingressi linea sono anch’essi pulitissimi e trasparenti, e questo ci porta dritti dritti alla caratteristica di base della conversione di UH-7000: con questo prodotto si può infatti apprezzare il suono dei convertitori di ultima generazione, finalmente puliti, privi di sgranature, aliasing o altri artefatti digitali. La rappresentazione dell’evento audio è pulita, trasparente, viva e tridimensionale, come ben di rado capita di sentire in prodotti di prezzo inferiore alle quattro cifre. Una prestazione davvero molto, molto valida. Menzione di interesse infine per gli effetti di bordo: personalmente non li useremmo per registrare o nel mixdown preferendo loro i più aggiornati plug-in, ma in compenso si rivelano utilissimi per il monitoraggio in cuffia del cantante! Utile dunque la loro presenza, che sulle prime ci era sembrata ridondante in un prodotto qualitativo di questo calibro.

Conclusioni

La Tascam UH-7000 rappresenta un prodotto pressoché unico sul mercato delle interfacce audio a due canali: non è né un’economica scatoletta dalle prestazioni buone, ma ancora amatoriali, né un convertitore ultra-professionale da studio, tanto qualitativo quanto monetariamente irraggiungibile. La UH-7000 rappresenta infatti quel “giusto mezzo” in cui prestazioni molto elevate e una sonorità trasparente e pulitissima convivono con un prezzo ancora raggiungibile dall’appassionato di home recording che voglia fare le cose davvero per bene. A tale tipo di utente va quindi la nostra più sentita raccomandazione verso questa bella box di Tascam!

Exhibo

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Strumenti Musicali n. 5 — Ottobre 2015

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