— Fabrizio Di Tano

[quote_box_center]Un grande strumento per commemorare un grande anniversario.[/quote_box_center] [su_slider source=”media: 2213,2214″ link=”lightbox” title=”no”] [su_dropcap size=”5″]L[/su_dropcap]a storia di Tama inizia nel 1908, con la società giapponese Hoshino Gakki, di Matsujiro Hoshino, che importava per il mercato giapponese i prestigiosi marchi americani Slingerland e Ludwig. Successivamente, nel 1955, la compagnia del signor Hoshino inizia a esportare strumenti con il marchio Star. Modelli di batterie denominati Star, Artstar e Starclassic. Il marchio Tama nasce successivamente, nel 1962, per iniziativa di Junpei Hoshino, parente di Matsujiro (Tama, che in giapponese significa “gioiello”, era il nome della moglie di Hoshino). Tama inizia ad affermarsi sul mercato musicale mondiale a metà anni Settanta, grazie ai suoi prezzi molto vantaggiosi, in effetti il mogano filippino usato dall’azienda giapponese è molto più economico rispetto al legno d’acero offerto dalle case occidentali Rogers, Ludwig e Slingerland. Verso la fine degli anni Sessanta Tama e DW (Drum Workshop) acquistano la fallita “Camco Drum Company”. L’accordo tra le due parti prevede l’acquisizione di attrezzature e impianti di produzione da parte della Drum Workshop, invece il nome, i progetti e i diritti di brevetto spettano alla Tama. Grazie a questo affare, l’azienda giapponese ha un grande incremento a livello qualitativo e riesce a raggiungere un ottimo livello competitivo con le case occidentali, soprattutto quelle statunitensi, fino a quel momento leaders nel mercato delle percussioni. Tama è anche tra le prime aziende a immedesimarsi nelle necessità del batterista e ad acquisire consigli e opinioni direttamente dai musicisti. Fu infatti tra le prime a introdurre sul mercato meccaniche pesanti e robuste, presentando un sistema di montaggio proprio, a differenza della maggior parte delle altre aziende che, a parte poche eccezioni, proponevano invece meccaniche standard. La serie di meccaniche Pre-Titan del 1972 e la serie Stage King del 1974 sono senza dubbio state una rivoluzione nella loro fascia di prezzo. Il sistema a inclinazione Titan stilt e i lever glide usati per i pedali hi-hat ne sono ancor oggi un’importante testimonianza. L’azienda ha anche inventato gli Octoban e il Gong Drum, tamburi largamente utilizzati da numerosi batteristi moderni, in particolare modo Stewart Copeland e Simon Phillips sono senza dubbio i due batteristi tra i più rappresentativi utilizzatori di questi strumenti meravigliosi. Sonorità che hanno contraddistinto il loro sound e il loro drumming nel mondo. Tama consolida il proprio ruolo negli anni Settanta, in particolar modo con la produzione di due batterie, la ImperialStar e la Superstar. Tama, per commemorare questi primi 40 anni, ha creato una serie limitata di 50 rullanti per tutto il mondo. Noi di Strumenti Musicali abbiamo in prova il numero uno! Uno strumento che rappresenta in tutto e per tutto i tratti distintivi e le caratteristiche di un tamburo di livello superiore. “Il Tamburo, il mito, la leggenda”.

Il test

Partiamo dal fusto che sicuramente è l’essenza della sonorità: è un cilindro di 14 pollici per 5 realizzato in un pezzo unico di ottone, senza saldature (seamless), con uno spessore di 3 mm. I cerchi sono die cast a 10 fori e la macchinetta tendi cordiera è una moderna Linear-Drive Strainer & Butt. La cordiera è una 20 fili in ottone. I blocchetti naturalmente sono gli original Superstar. Il tamburo monta di serie pelli Remo Ambassador, sabbiata quella battente e trasparente la risonante. Il peso di questo rullante è veramente importante! Con una accordatura media attacchiamo la cordiera e subito buttiamo lì un rimshot! Wow! Il suono è fermo e piuttosto scuro. Iniziamo con un leggero press roll a partire dal bordo fino ad aumentare la dinamica spostandoci verso il centro. Le armoniche sono contenute e sembra quasi di suonare un rullante in legno. È un rullante veramente divertente. La chiavetta si muove con disinvoltura, sotto le dita, e i cambi di accordatura risultano facili ed intuitivi. In effetti, quello che ci ha impressionato di più in questo test è il range di accordatura che questo fusto è capace di sostenere. Senza usare moon gel o sordine, nonostante i suoi soli 5 pollici di altezza, le accordature basse risultano molto stabili, mentre le accordature molto alte, diversamente da quello che ci aspettavamo, faticano un po’ ad arrivare. Un rullante da rock “anni Settanta”. Quando si suona piano risulta docile e preciso, con una cordiera che copia perfettamente il nostro respiro, ma quando si suona forte la pressione sonora si fa decisamente importante e, se non siamo ben corazzati con il resto del drumset, rischiamo di sentire solo lui!

Conclusioni

Oggi ci è passata tra le mani una grande emozione: questo rullante Tama del Quarantesimo Anniversario è un oggetto che, sia per il suo aspetto che per il design e il timbro, ti trascina immediatamente nel passato, nell’essenza del tamburo stesso. Ottimo!

Mogar Music spa

Tel. +039 02 935961
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1.350,00 Euro  Iva compresa
Rullante realizzato in tiratura limitata (50 pezzi al mondo)

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Strumenti Musicali n. 4 — Agosto 2015

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