Il Synth Cafè raggiunge i 10.000 iscritti

synthcafe

Il Synth Cafè, uno dei progetti dell’associazione culturale NoiseCollective, ha raggiunto e superato i 10.000 utenti. Abbiamo intervistato l’ideatore del gruppo facebook Luca Minelli, che ci ha spiegato meglio questo fenomeno, che conta tra i propri iscritti centinaia di utenti stranieri e personaggi noti del panorama musicale italiano.

Synth Cafè è il più importante gruppo facebook italiano dedicato al mondo dei synth. Com’è nata l’idea?

L’idea è nata praticamente per caso, nel 2011, in uno di quei pomeriggi dove ti chiedi: “perché impazzire per cercare una risposta in un forum?”.
Addentrarsi nei forum classici richiedeva un certo spirito avventuriero: informazioni frammentarie, domande da cercare in mille posti diversi, email da aspettare nell’attesa di una risposta. Insomma, un mondo macchinoso e lento per avere una risposta (forse) esatta.
Nello stesso momento, arrivavo da un Myspace ormai in declino, dove grazie al mio profilo musicale ho avuto la possibilità di conoscere amici musicisti. Il periodo “myspaceiano” è stato importantissimo per uscire un po’ dal software e iniziare a conoscere l’hardware.
Sono partito come tanti: poche basi e mille dubbi; a malapena conoscevo il modo per collegare gli strumenti via MIDI. Il sintetizzatore è sempre stato uno strumento terribilmente affascinante e misterioso e forse tutta questa passione mi ha portato poi a creare il forum, trascinando inizialmente con me le persone conosciute su Myspace. Tendenzialmente Synth Cafè è nato come mini-forum tra amici, palesemente per risolvere i miei dubbi. Basti pensare che il mio primo sintetizzatore è stato un Roland SH2. Non sapevo nemmeno cosa fosse un sintetizzatore monofonico. Immaginate la mia delusione una volta scoperto che non potevo fare accordi!

Quali le ragioni, secondo te, del successo di questo progetto?

Parlare di successo forse è un po’ esagerato, si parla sempre di una nicchia ma probabilmente potremmo parlare di uno “standard”. Synth Cafè è un posto dove hai la sensazione di trovarti tra un gruppo di amici, dove, alle domande più specifiche e particolari, puoi trovare post ironici, consigli su come migliorare un brano che devi ancora finire. Inoltre, puoi trovare le domande del professionista fino alle domande di un padre che vuole comprare il primo strumento al figlio. Si tratta di un “mondo” molto variegato, ma legato da regole votate dagli utenti stessi. Per me uno dei fattori più importanti del successo è stato quello di aver creato una sorta di ambiente “protetto”, lontano da annunci di negozi, da siti dedicati alla vendita e da spam ossessivo e anonimo. La totale trasparenza che offre Synth Cafè è davanti agli occhi dell’utente.
Siamo i primi in Italia che creano compilation “roulette” create tramite un sorteggio, dove due utenti che non si sono mai visti, creeranno un brano assieme a distanza.
Siamo i primi in Italia ad avere una lista nera sui cattivi venditori sempre aggiornata, un archivio con materiale didattico condiviso, suoni creati dagli utenti e condivisi, patches realizzate per esser poi “regalate”. Ci sono persino delle tesi di laurea!
Ecco, forse è la condivisione quello che caratterizza questo forum, condivisione forse più umana che virtuale. Non è solo vedersi su un forum: organizziamo pizzate, andiamo nei negozi assieme a vedere magari l’anteprima di uno strumento e ci riconosciamo ai concerti perché qualcuno ha una maglietta dove ha attaccato del nastro di carta con scritto “Synth Cafè!”. Insomma, vedendo la cosa con un occhio oggettivo, siamo sanamente pazzi!
Adoro lo spirito di condivisione, a mio parere ne abbiamo tantissimo negli argomenti che trattiamo ed è tremendamente bello uscire dall’ottica classica del “musicista elettronico chiuso nel suo studio”, idea molto “Kraftwerkiana”, che forse rimane ancora oggi, ma in modo un po’ più umano.
Ci tengo molto a questa questione, mi ritengo una persona che deve molto a chi in passato mi ha aiutato e quindi ritengo che ogni domanda fatta nel forum meriti rispetto, anche quella più scontata e semplice. In fondo sono partito da lì e non mi sento di negare un aiuto, un consiglio, a chi è davvero alle prime armi. Ritengo questa cosa essenziale.
noise collectivePoi capitano quelle coincidenze nella vita, quella di conoscere gente eccezionale nel forum; oltre alle carissime persone che ho trovato qui, che oggi potrei definire lo “zoccolo duro”, mi è capitato di conoscere Francesco Mulassano e Luca Torasso di Synth Meeting (ad un loro Synth Meeting appunto) e qualche anno dopo fondare “Noisecollective”, un’associazione culturale che si occuperà di gestire eventi e corsi dedicati al mondo dei sintetizzatori e della musica elettronica.
Ad oggi il Synth Meeting è la realtà più importante e organizzata per quanto riguarda l’esposizione di sintetizzatori e affini e sono molto contento di lavorare per questa causa. Inoltre, con la creazione di Noisecollective racchiudiamo realtà come Ultrasonica, il più grande portale fotografico italiano dedicato ai live.

Raccontaci di te. Quali sono le tue passioni? Quanto tempo dedichi al Synth Cafè? Quali sono le maggiori soddisfazioni che ti ha regalato il Synth Cafè?

Vivo di musica ed arte, queste sono le mie passioni! Nella vita di tutti i giorni sono un restauratore e quando torno a casa mi piace accendere i sintetizzatori e staccare un po’ dal resto (quando riesco!). Synth Cafè mi occupa 365 giorni all’anno, 24h su 24: non ci sono ferie, non ci sono orari.
La maggiore soddisfazione è quella di vedere tutta questa fatica realizzarsi in qualcosa di concreto, finalmente, utile per qualcuno.

Quali sono i temi più dibattuti all’interno del Synth Cafè?

I temi più dibattuti solitamente riguardano le ri-edizioni di gloriosi strumenti del passato, spesso riproposti in misura più piccola (dimensioni ridotte, tasti ridotti, diversa circuiteria). Le discussioni spesso si incentrano sulle differenze riscontrabili tra l’originale e il rivisitato odierno. Molte volte si finisce per fare una TAC ai nuovi strumenti. Per chi segue il forum sa che da noi è così. D’altro canto a cosa servirebbero i forum se non a questo? Posso comunque tranquillizzare gli utenti dei forum italiani: sfatiamo il fatto che queste “TAC” esistano solo in Italia e non all’estero. Basta fare un giro in un qualsiasi forum fuori dall’Italia per capire che queste “analisi approfondite” sono oggetto di discussione in tutti i forum.

Quale idea ti sei fatto del mondo dei synth?

Dal mio punto di vista i sintetizzatori stanno rivivendo un momento di grande rinascita. Ad oggi l’offerta è così ampia e diversificata che avere un sintetizzatore è quasi alla portata di tutti. Tuttavia, salvo alcuni casi, sarà sempre difficile trovare “tutto” quello che si desidera in uno strumento di fascia economica. Gli strumenti di un certo livello saranno sempre un investimento economico importante per le tasche di molti ma molto meno importante rispetto a qualche anno fa, dove un sintetizzatore digitale magari costava decine di milioni. Oggi possiamo davvero avere quello che anni fa qualcuno non si sarebbe mai potuto permettere. Guardiamo questa cosa in modo positivo e ricordiamoci che uno strumento è fatto per suonare e possibilmente divertirsi. Poi certo, se vuoi una Tr-909 originale e in buone condizioni…
Ad oggi quello che si sta muovendo non è tanto la “qualità” del suono o dei materiali, penso che la direzione degli strumenti sarà quella di una maggiore e più facile connettività.
Immagino un futuro dove, in tempo reale, il tuo sintetizzatore sia in perfetto clock con la drum machine del tuo amico a 400 chilometri di distanza. Follie? Chissà…

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