Chi viaggia suona due volte

[quote_box_center]Il legame di Susanna con la musica nacque durante l’infanzia, il giorno in cui si trovò a ripetere ad alta voce la scala di Do sul pulmino della scuola: “Mi sentii pronta per cominciare, bastò quella sequenza. All’inizio non mi venne proposto il violino, ma una serie di lezioni propedeutiche con piano e flauto, fino al giorno in cui l’insegnante della scuola non mi propose di entrare nella sua classe e mi fece innamorare non solo dello strumento, ma del vero significato dello studio.” Da allora, attraverso una lunga serie di premi e riconoscimenti, la sua carriera ha preso il via regalandole la possibilità di vivere esperienze completamente diverse tra di loro.[/quote_box_center]

— Francesca Gaudenzi

PH Alessandro Beneforti
[su_dropcap style=”flat” size=”4″]“N[/su_dropcap]on sono mancate le fonti di ispirazione, i grandi interpreti della musica classica come Itzhak Perlman, Isaac Stern o Maxim Vengerov. Ho sempre cercato punti di riferimento, soprattutto in fase di studio, confrontando tra loro performance ed esecuzioni degli stessi brani. Grazie alla rete e a canali come Youtube ho potuto scoprire esempi sempre nuovi e devo ammettere che al momento alcuni dei miei idoli sono donne come Hilary Hahn, Akiko Suwanai e Janine Jansen. Credo che le donne, per quanto riguarda il suono del violino, abbiano un tocco più dolce e una sensibilità diversa.”

Susanna ha mosso i primi passi nell’ambito della musica classica, ma negli anni il suo talento è stato notato e messo a frutto anche in altri campi. La collaborazione con Mario Biondi nel 2011 sancisce l’inizio ufficiale della sua esperienza come tournista. Da quel momento in poi le richieste non fanno che moltiplicarsi e Susanna si ritrova a collaborare con artisti del calibro di Renato Zero, Francesco Renga, Gino Paoli e Laura Pausini e a partecipare a eventi televisivi come il Music Awards tenutosi all’Arena di Verona e a Roma: “Mi rendo conto che la percentuale di donne in orchestra è molto bassa e i ruoli più importanti sono quasi sempre affidati agli uomini. Siamo abituati ad avere come spalla d’orchestra un uomo, per non parlare del direttore. Per quanto riguarda l’ambito moderno mi colpì molto notare che la spalla d’orchestra nel tour di Laura Pausini era una donna. Personalmente posso ritenermi fortunata. Sia nell’ambito classico che moderno ho sempre incontrato persone in grado di valorizzare le ‘quote rosa’ all’interno delle varie formazioni, come i miei colleghi insegnanti.”

Susanna, elbana di nascita, da qualche anno tiene il corso di violino presso le Officine della Musica di Portoferraio, un impegno che l’ha aiutata a crescere  e a maturare l’idea che l’elemento fondamentale per chiunque voglia avvicinarsi a questo genere di studi, siano gli stimoli mirati a seconda della personalità del singolo: “Un percorso analogo al mio necessita di un titolo di studio e oggi è possibile accedere al triennio nei conservatori subito dopo la maturità, ma credo che frequentare una scuola fin dalla giovane età aiuti ad avvantaggiarsi e a prendere sempre più confidenza con lo strumento.” In seguito al suo debutto come insegnante, Susanna è entrata a far parte della Famiglia Malteni, tributo a Rino Gaetano ideato dai suoi colleghi delle Officine, un progetto che ha trovato grande riscontro di pubblico perché, dietro alla fedeltà mantenuta agli arrangiamenti originali, c’è un accuratissimo studio dei brani e della performance in generale, grazie all’immedesimazione con i costumi e i suoni dell’epoca, senza dimenticare i messaggi nei testi di Rino, ancora oggi incredibilmente inerenti alla realtà: “Nel Tributo a Rino Gaetano utilizzo sia il violino classico che quello elettrico. La differenza tra i due consiste principalmente nel suono che si vuole ottenere. Il classico, potendo contare su una cassa armonica e sulle vibrazioni del legno, ha un suono più vivo, mentre quello del violino elettrico è più nasale e artificioso, poiché dato dalla vibrazione delle sole corde. Considero da sempre il classico il mio strumento principale, perché è quello che uso in orchestra e per la musica da camera, ma li sento entrambi indispensabili. Il violino elettrico è ottimo nelle situazioni all’aperto, perché è meno delicato e più comodo per diversi aspetti. Si attacca il jack, si regola il volume e si accorda facilmente.”

Un altro progetto in cui Susanna è coinvolta, nasce da un’idea avuta con Francesca Del Seppia, violoncellista e Marta Degl’innocenti, violista: “Il nome del trio è Matrioske e l’idea era quella di creare un programma che sperimentasse vari generi. Insieme abbiamo arrangiato brani di musica classica e composizioni recenti, come canzoni e colonne sonore. Tocchiamo generi come il tango, la milonga e la musica popolare irlandese, giochiamo a rendere classiche composizioni moderne e viceversa e il filo conduttore è la sonorità data dal timbro dei tre archi. Quello che cerco di fare è portare avanti con successo tutti questi progetti e ottenere risultati che mi aiutino a crescere, come l’anno di perfezionamento di Musica da Camera tenuto dal maestro Pier Narciso Masi che ho appena terminato all’Accademia Musicale di Firenze. Credo che la cosa fondamentale sia muoversi in più direzioni possibili. Omar Khayyam diceva che la vita è un viaggio e chi viaggia vive due volte. Vorrei fare mia questa citazione e dire che la vita è un viaggio, sì, ma chi viaggia suona due volte. Per quanto mi riguarda, ogni esperienza di lavoro vissuta muovendomi, non ha solo arricchito il mio curriculum, ma mi ha dato modo di trovare occasioni sempre diverse.”

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