Mixare in digitale senza guardare né toccare il computer? Si può. Scopriamo come grazie alla Console 1 di Softube.

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L’interazione tra hardware e software è una componente ormai essenziale soprattutto negli home studio e per i musicisti che non possono permettersi il lusso di utilizzare solo macchine analogiche. Sono molti i controller di ogni tipo che cercano di avvicinare il più possibile il mondo virtuale all’esperienza analogica. Softube ha voluto approfondire il discorso del mixaggio con un prodotto inedito per la gestione di una channel strip completa di transient shaper, gate, equalizzatore e compressore.

Il controllo è fisico, tramite il dispositivo hardware, mentre il suono è digitale tramite plug-in. Ciò che rende unica la Console 1 è la sua funzione di mixer: grazie a 20 pulsanti dedicati è possibile passare al volo da una traccia all’altra, per poi lavorare su quella selezionata. A differenza di un mixer tradizionale, però, non ci sono fader e si può intervenire su una traccia alla volta. Non ci sono né preamplificatori, né DSP interni. Tutta la processazione audio avviene all’interno del computer e questo permette di lavorare al progetto anche senza collegare il dispositivo hardware. Rispetto ai controller MIDI generici, che vanno bene un po’ per tutto e devono essere mappati a seconda del loro utilizzo, la Console 1 è progettata per lavorare principalmente con il suo software, in modo che ogni potenziometro abbia sempre e solo un’unica funzione. Un’altra parte importante della superficie di controllo è la grande abbondanza di LED, che permettono all’utente di lavorare senza dover per forza guardare lo schermo del computer. Ci sono due level meter per i segnali in ingresso e in uscita e due per compressore e gate, più una serie di spie che indicano le sezioni attive della channel strip e i canali in solo. Inoltre i potenziometri sono tutti a corsa infinita e non hanno un indicatore fisso, ma, a seconda della traccia selezionata, mostrano la loro posizione reale tramite LED. Passiamo ora alla parte software, che può vantare l’emulazione virtuale ufficiale della console Solid State Logic SL 4000 E. La serie originale fu presentata nel 1979 e oggi è presente in alcuni tra i migliori studi a mondo. Il plug-in riproduce esattamente la channel strip del banco SL 4000 E con l’equalizzatore E242 black knob a quattro bande, compressore, expander/gate e filtri passa-alto e passa-basso sul segnale in ingresso. È inclusa anche la simulazione delle armoniche e della distorsione prodotte passando il segnale del banco in un overdrive. A tutto questo è stato aggiunto un transient shaper proprietario Softube che non era presente sull’SL 4000 E. Il plug-in può essere usato su qualsiasi DAW, anche quando la Console 1 non è connessa al computer. In questo caso l’interfaccia del plug-in sarà ridotta a livello grafico e funzionale, adattata ai plug-in nativi della DAW in uso. Al contrario, connettendo la Console 1, si può utilizzare la sua interfaccia grafica dedicata: On-Screen Display. Qui ritroviamo gli stessi controlli presenti sul dispositivo hardware e tutti i rispettivi valori numerici che è invece impossibile visualizzare sul controller. La parte superiore è dedicata ai grafici di gate, equalizzatore (con analizzatore di spettro) e compressore relativi al canale selezionato. La parte inferiore è dedicata al mixer, che mostra tutte le tracce contemporaneamente (a blocchi di venti) con rispettivi level meter di volume e compressore, e segnala quali sono attive, quali in muto e quali in solo. La finestra di On-Screen Display può essere aperta e chiusa solo tramite hardware con il tasto Display On. In modalità Display Auto questa appare non appena si usa il controller e scompare dopo pochi secondi (a scelta dell’utente). Sono inclusi 44 preset di cui 3 generali, 8 per il gate/transient shaper, 24 per l’equalizzatore e 9 per il compressore, e naturalmente è possibile salvare io propri user preset. Una funzione molto utile, e che non si trova di frequente su un plug-in, è quella dell’undo illimitato, qui chiamato History. In questo modo è possibile risalire a qualsiasi cambiamento effettuato su ogni traccia in maniera indipendente. Per espandere le proprie possibilità sonore è possibile acquistare separatamente le emulazioni di altri banchi analogici, realizzate da Softube appositamente per la Console 1. Al momento l’unica espansione disponibile è la console Solid State Logic XL 9000 K. Anche gli altri plug-in Softube sono compatibili con la Console 1, anche se non è garantita la perfetta integrazione con il controller hardware.

Il test

Il primo approccio con la Console 1 può essere incerto, e ci si chiede cosa possa fare di speciale per noi questo piccolo controller, ma una volta capita la filosofia dello strumento tutto diventa chiaro. Partiamo dal principio. Prima di tutto bisogna scaricare il software Softube Plug-ins Control, con cui registrare la Console 1 tramite licenza iLok (è sufficiente avere un account senza chiavetta). Finalmente possiamo aprire l’applicazione Console 1 On-screen Display, collegare il controller USB e avviare la nostra DAW. Subito appare l’interfaccia di On-Screen Display, che ci permette di vedere sullo schermo quello che modifichiamo tramite l’hardware. Ricordiamo che nonostante quest’applicazione possa essere aperta anche senza DAW, Console 1 funziona solo come plug-in, e non come stand-alone. Ogni volta che inseriamo il plug-in Console 1, su una traccia, questa automaticamente appare su On-Screen Display. Per sfruttarne al meglio le possibilità è consigliato attivare il plug-in su tutte le tracce, compresi bus e aux. In questo modo sull’On-Screen Display si crea un nuovo mixer, in cui ogni canale può essere richiamato e modificato al volo tramite il controller. E qui sta la vera forza della Console 1, che permette di mixare in maniera fluida e veloce, quasi come su una console analogica, e senza bisogno di mouse e tastiera. Questo solo per quanto riguarda equalizzazione, dinamiche e volumi, perché la Console 1 non può gestire altri effetti. Il dispositivo hardware è elegante e robusto, realizzato con materiali di buona qualità. Il telaio è in metallo, mentre i potenziometri sono in una gomma dura e leggermente ruvida, piacevole al tatto. I pulsanti per richiamare le tracce sono venti, ma possono gestirne un numero infinito, grazie ai pulsanti Page Up e Page Down. Nonostante la mancanza di display, tutto è sempre sotto controllo grazie ai LED che offrono un resoconto visivo di tutti i parametri. I level meter sono molto realistici e reattivi agli impulsi. Il peso e le dimensioni lo rendono adatto a essere portato in giro agevolmente. Infatti, se è vero che il plug-in può essere usato anche senza l’hardware, resta comunque un utilizzo secondario e destinato a piccoli aggiustamenti. Rimaniamo piacevolmente sorpresi dall’emulazione della Solid State Logic SL 4000 E. L’autorizzazione ufficiale di SSL è una garanzia e non delude le aspettative. Tutte le sezioni del channel strip lavorano con grande pulizia, senza mai snaturare il segnale e senza aggiungere sgradevoli frequenze o distorsioni digitali non volute. Gate, equalizzatore e compressore agiscono con una certa neutralità e trasparenza che li rende adatti a qualsiasi tipo di progetto. Il controllo Drive, che riproduce armoniche e distorsione della console originale, è un tocco magico che aggiunge calore analogico alle tracce e si trasforma in vero e proprio distorsore se portato all’estremo. L’aggiunta del transient shaper nella sezione gate è una buona idea che rimane nella filosofia del prodotto pur rendendolo più attuale. Tutte e tre le sezioni Shape, Equalizer e Compressor possono essere attivate e disattivate con pulsante dedicato, molto comodo per confrontare il segnale processato e non. Peccato che nell’equalizzatore non ci siano gli stessi controlli su ogni banda. È interessante la possibilità di modificare il routing interno del channel strip, con piccoli accorgimenti che ne aumentano la versatilità. Il pulsante Order cambia l’ordine delle tre sezioni principali (EQ-S-C, S-C-EQ, S-EQ-C). I filtri passa-alto e passa-basso possono intervenire sul segnale in ingresso o sul compressore e il sidechain esterno è attivabile sulle sezioni Shape o Compressor. L’applicazione On-Screen Display è molto efficace nella sua semplicità, dando un colpo d’occhio generale di tutte le tracce oltre che un ulteriore riscontro visivo delle modifiche effettuate. Grazie alla funzione View è possibile scegliere fra cinque tipi di visualizzazione dell’interfaccia, di cui due mostrano solo il mixer senza grafici e channel strip. Consigliamo questi per avere un approccio ancora più di stampo analogico al mixaggio, che purtroppo sempre più spesso fa affidamento agli occhi invece che alle orecchie. La già citata funzione History è veramente ben realizzata. In maniera molto ordinata permette di scorrere e visualizzare, traccia per traccia, tutte le modifiche effettuate per poi richiamare al volo quella voluta. Si rivela utile anche nel caso in cui si vogliano provare velocemente diversi settaggi per lo stesso canale. Altre funzioni, che aiutano a velocizzare il lavoro, sono la possibilità di effettuare modifiche su tutte le tracce contemporaneamente o su piccoli gruppi temporanei, e quella di copiare i settaggi da una all’altra. In generale tutte le funzioni e i parametri della Console 1 si possono gestire direttamente dal controller e, una volta imparati i pochi comandi, tutto diventa semplice e rapido. Questo più di una volta ci ha fatto venire voglia di avere sotto mano anche i controlli di trasporto, magari con funzione di loop, per spostarsi all’interno della DAW senza mai staccarsi dal controller. Ma forse stiamo cominciando a pretendere troppo.

Conclusioni

In un’epoca in cui la tecnologia permette a tutti di registrare e produrre in casa la propria musica, sempre più musicisti si ritrovano ad affrontare quelle problematiche di cui, normalmente, dovrebbe occuparsi un fonico in uno studio professionale. Con la Console 1, Softube garantisce una qualità sonora di altissimo livello e un approccio fisico al mixaggio quasi identico a quello di un banco analogico. Scordarsi completamente mouse e tastiera è impossibile, ma almeno per quanto riguarda volumi, equalizzazione e dinamiche, la missione è compiuta. A parte quei pochi che possono permettersi una vera console SSL, i comuni mortali possono fare affidamento su una valida alternativa, per di più portatile. Scusateci se è poco!

Midiware

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Strumenti Musicali n. 1 — Gennaio 2016

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