Sintetizzatore Apple ES2. Parte 2

es2

Completiamo, con questa puntata, l’analisi del sintetizzatore virtuale ES2, che dimora all’interno di Apple Logic Pro X.

Il Percorso di Controllo e Modulazione
Oltre a un XY Pad stranamente posizionato nella porzione grafica destinata al percorso audio (porzione superiore dell’interfaccia grafica, a destra del VCA), nella porzione inferiore dello strumento troviamo una dotazione di modulatori di tutto rispetto: due LFO, tre Envelope Generator, un Modulation Router necessario ad attivare e/o modificare i vari percorsi di modulazione quindi un interessante Vector Envelope (di ispirazione Sequential Circuits Prophet VS).

Gli LFO

Low Frequency Oscillator 1
Low Frequency Oscillator 1

L’oscillatore in bassa frequenza, d’ora innanzi Low Frequency Oscillator (abbreviato in LFO), è di fatto un VCO limitato in un’escursione di frequenze al di sotto della soglia di udibilità (20 Hz). Un oscillatore che opera con un range di frequenze così gravi viene utilizzato nel percorso di controllo, piuttosto che nel percorso audio, al fine di “creare movimento” in altri moduli presenti nel percorso audio quali VCO, VCF e VCA consentendo così di ottenere rispettivamente effetti di: Vibrato, Wha-Wha e Tremolo. ES2 dispone di due LFO, l’LFO 1 è particolarmente ricco di funzionalità. Innanzitutto ha la caratteristica di essere polifonico, è quindi in grado di modulare più voci contemporaneamente, mantenendo le fasi d’oscillazione autonome per ogni voce consentendo di ottenere effetti particolarmente “ricchi”. Ad esempio, si pensi di suonare un accordo di tre note e volerne modulare il Pitch, con LFO 1 si avrà che ogni nota dell’accordo riceverà un diverso trattamento in quanto la prima nota dell’accordo potrebbe essere modulata in fase positiva mentre contemporaneamente la seconda nota potrebbe essere modulata in fase negativa e così via ottenendo di fatto un effetto Chorus molto efficace e realistico. LFO 1 dispone inoltre di un Envelope Generator integrato con il quale modularne l’operatività nel tempo. Il parametro Delay consente di ritardarne progressivamente l’attivazione creando un’assolvenza (fade in), al contrario, con il parametro Decay si potrà gestire una dissolvenza (fade out). L’escursione dei suddetti parametri è definibile da Off a +/-10000ms. Mediante il parametro Rate è possibile impostare la frequenza di oscillazione dell’LFO all’interno di un’escursione impostabile da 0,010Hz a 100Hz: LFO 1 può infatti operare a frequenze superiori a 20Hz, quindi già in banda audio. Il selettore Wave consente di definire la forma d’onda (Waveform) generata a scelta tra le seguenti: Triangle, Sawtooth, Ramp, Square (due differenti declinazioni) e Sample & Hold. Nel caso del Sample & Hold, in taluni sintetizzatori indicato semplicemente col termine Random, abbiamo disponibilità di due differenti alternative: il primo Sample & Hold fornisce i valori campionati dal Noise l’uno dopo l’altro in maniera “netta”, mentre il secondo si muove progressivamente da un valore al successivo.
LFO 2 è monofonico e “Key-Synced”, ovvero applica lo stesso trattamento contemporaneamente a tutte le voci attive ripartendo da zero ad ogni Gate (MIDI Note On) in arrivo dalla tastiera. Il controllo Rate è questa volta gestibile anche in maniera sincronizzata al BPM del Logic Project: ponendo il controllo verso l’escursione superiore si potrà definire una frequenza a scelta sino ai canonici 20Hz, mentre nell’escursione inferiore si potrà definire la frequenza in base a valori musicali sincronizzati al BPM del brano (Range da 32 Battute a 1/64 terzinato). Le disponibilità di forma d’onda (Wave) dell’LFO 2 sono identiche a quelle dell’LFO 1.

Gli Envelope Generator
Il generatore d’inviluppo, d’ora innanzi Envelope Generator (abbreviato in EG) consente di modificare una tensione nel tempo. In sostanza è possibile modificare, ad esempio, il Gate al fine di crearne un’evoluzione nel tempo piuttosto che utilizzare una tensione che di fatto potrà essere solo presente oppure assente. Il classico EG consente di definire alcuni parametri come il tempo di attacco (Attack Time), il tempo di decadimento (Decay Time), la tensione da mantenere (Sustain Value), quindi il tempo di rilascio (Release Time). A causa dei nomi dei parametri sopracitati, l’EG viene spesso definito anche con il nome ADSR; acronimo di Attack, Decay, Sustain e Release. Un’applicazione classica dell’EG è data dal modificare il Gate che controlla il VCA e il VCF al fine di modificare l’inviluppo del volume e il

Envelope Generator 1
Envelope Generator 1

timbro sul quale si sta operando. ES2 dispone di ben tre EG. L’EG 1 dispone solamente dei parametri Attack e Decay, ma effettuando un click sull’etichetta Decay (D) è possibile sostituire il Decay con il Release. È interessante notare che lo slider Attack è suddividibile in due parti al fine di poter definire l’Amount di modulazione operato dalla MIDI Velocity sul parametro Attack: una MIDI Velocity elevata porrà il parametro Attack al valore più basso mentre una Velocity di valore inferiore porrà l’Attack a un valore più elevato sempre e comunque all’interno dall’escursione definita dall’apertura dello slider in questione. L’EG 1 può operare in tre differenti modi: Poly, Mono e Retrig. Il modo Poly si comporta esattamente come ci aspetteremmo da un sintetizzatore polifonico, cioè ogni voce ha il suo EG. Il modo Mono gestirà tutte le voci con un singolo EG, cioè non avremo una ripartenza sino a che tutte le voci non siano disattivate, mentre con il modo Retrig, avremo nuovamente un singolo EG che verrà però fatto ripartire all’arrivo di ogni nuovo Gate (MIDI

Envelope Generator 2
Envelope Generator 2

Note On). L’Envelope Generator 2 si presenta nel più classico dei modi, cioè con Attack, Decay, Sustain e Release, ma fanno capolino tre interessanti controlli aggiuntivi: nuovamente l’Attack “splittabile”, il Sustain Time e un ulteriore Slider denominato Vel. Il controllo Sustain Time è piuttosto raffinato in quanto consente di definire un ulteriore tempo con il quale il valore raggiunto al Sustain possa procedere salendo verso il massimo livello (rise) o iniziare a scendere verso il minimo livello (fall): il controllo Sustain Time posto al centro (0) farà operare il controllo Sustain Level in maniera canonica.
Il Controllo Vel (abbreviazione per MIDI Note Velocity) consente di definire l’Amont che MIDI Velocity opererà sul livello in uscita dell’EG: in sostanza ponendo lo slider alla sua massima escursione e facendo pervenire un valore di Velocity pari a 127, si avrà che il livello in uscita dall’EG sarà impostato al massimo, mentre facendo pervenire un livello di MIDI Velocity inferiore si avrà un livello in uscita inferiore; qualora si posizionasse lo Slider al valore 0, la MIDI Velocity non avrà nessun influsso sul livello di uscita dell’Envelope generator che rimarrà quindi inalterato al massimo livello. L’Envelope Generator 3 presenta le stesse caratteristiche dell’EG 2 con la sola differenza che è di default connesso al controllo del VCA.

Il Modulation Router
Durante i corsi che tengo regolarmente presso il Training Center certificato Apple Audio Engine Music di Cento (FE) preferisco definire il Modulation Router col termine “Matrix” in onore all’Oberheim Matrix 12. Il Modulation Router consente di impostare vari percorsi di modulazione avvalendosi di ben dieci slot. Ogni slot è suddiviso in tre sub-aree denominate: Modulation Source (abbreviato Source), Modulation Via (abbreviato Via) e Modulation Target (abbreviato Target). Mediante lo slot Source è possibile definire una sorgente modulante all’interno di una vasta scelta che comprende tra gli altri, i sopracitati moduli LFO 1 e 2 ed EG 1, 2 e 3, anche la Velocity, l’Aftertouch (alle volte denominato Pressure), alcuni controller MIDI definibili dall’utente e il Sidechain definibile dallo slot in alto a destra della Plugin Window. Lo Slot Target consente di definire il parametro modulato dalla sorgente di modulazione definita alla sub-area Source, anche qui abbiamo una ricca possibilità di “Modulation Destination” tra le quali: l’intonazione di tutti i VCO (selezionabile anche singolarmente), i controlli di Cutoff e Resonance dei due filtri (selezionabili sia singolarmente che contemporaneamente) oltrechè la possibilità di modulare il valore definito ai parametri degli Envelope Generator 1, 2 e 3. Il simbolo a forma di piccolo triangolo posto sulla parte destra di ogni Slot consente di definire l’Amount, anche in polarità invertita, del Modulation Source verso il Modulation Target. Qualora sia indicato un parametro nella sub-area denominata Via, il sopracitato triangolo (Amount) si “sdoppia” al fine di poter stabilire un’escursione (Range) all’interno della quale il parametro definito al Modulation Target subirà un controllo di Amount in maniera “dinamica”. A voi, adesso, sperimentare.

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