Sintetizzatore Apple ES2. Parte 1

es2

Logic Pro X offre una vasta scelta di strumenti musicali virtuali integrati con i quali è possibile spingersi nei meandri delle varie tecniche di sintesi. Tra questi abbiamo ES2, sintetizzatore polifonico completo e conseguentemente complesso con il quale potremo presto ottenere risultati ben oltre le nostre aspettative.

ES2 rappresenta la massima espressione per quanto riguarda l’emulazione della sintesi analogico-sottrattiva in ambito digitale, la cosiddetta “Virtual Analog”, all’interno di Logic Pro X. Il sintetizzatore offre inoltre la possibilità di attivare una elementare sintesi in modulazione di frequenza (FM), la possibilità di sincronizzare gli oscillatori (Sync), un Ring Modulator, quindi forme d’onda campionate, ahimè solo preconfezionate da zia Apple.

La struttura di ES2
In linea generale l’approccio funzionale a un sintetizzatore consta nel valutarne innanzitutto due percorsi ben distinti: il percorso audio e il percorso di controllo.
ES2 si presenta in quest’ottica con una veste molto chiara: la porzione grafica superiore mostra i vari moduli presenti nel percorso audio mentre la porzione grafica inferiore mostra i moduli relativi al percorso di controllo con i quali si sarà in grado di effettuare le doverose modulazioni: il tutto è corredato da un prezioso Router (ci ricorda il glorioso Oberheim Matrix 12) con il quale effettuare le connessioni, anche complesse, tra i vari elementi del sintetizzatore portando ES2 in un ambito che potrei definire semi-modulare. La struttura di ogni voce di questo sintetizzatore polifonico s’ispira probabilmente anche al Moog MemoryMoog, infatti troviamo ben tre oscillatori che attraverso un mixer presentato in maniera graficamente accattivante confluiranno la loro forma d’onda verso ben due VCF per poi arrivare a un VCA stereofonico che porterà finalmente il suono alle nostre orecchie. Sono inoltre presenti un modulatore (Chorus/Phaser/Flanger) e un distorsore per dare più “carattere” al timbro finale. Procediamo in questa prima parte dell’analisi di ES2 valutandone il percorso audio.

VCO 1
VCO 1

Gli Oscillatori

L’oscillatore 1 (VCO 1) può essere abilitato o disabilitato mediante il pulsante a fianco che ne reca il numero, la condizione acceso/spento è enfatizzata da una simpatica animazione grafica. La disponibilità di forme d’onda è ampia, in senso orario da ore 7 abbiamo: Triangle, Sawtooth, Square, un Pulse predefinito quindi la possibilità di attivare la madulazione di frequenza in banda audio operata dal VCO 2 sul VCO 1 potendone definire l’ammontare (Amount/Intensity) all’interno di un’escursione definita da ore 12 a ore 5. La forma d’onda sinusoidale (Sine) non ha la classica grafica bensì l’indicazione scritta per esteso: sorpresa, effettuando un control+click sull’indicazione Sine si avrà la possibilità di scegliere una tra le cento forme d’onda campionate disponibili (Digiwaves). Tali Digiwaves potranno in seguito essere richiamate remotamente da un percorso di modulazione al fine di ottenere un timbro in costante evoluzione (principio di Wavetable).

VCO 2
VCO 2

Il VCO 2 consente di attivare un Ring Modulator (Ring) al quale confluiscono la forma d’onda definita dal VCO 1 e una Square Wave proveniente dal VCO 2. È inoltre disponibile anche una forma d’onda quadra (Square Wave) e una triangolare (Triangle Wave) in Sync con il VCO 1. Con il Ring Modulator e la sincronizzazione del VCO2 al VCO 1 è possibile ottenere timbri dal contenuto armonico particolarmente ricco e “tagliente”. La forma d’onda Square può essere modificata nella sua simmetria mediante un’escursione che va da ore 12 a ore 5: il range disponibile non consente il completo “spegnimento” dell’onda, teniamone conto in caso di successive modulazioni del parametro Pulse Width.

VCO 3
VCO 3

Il VCO 3 offre le stesse disponibilità del VCO 2 con l’aggiunta del rumore (Noise). Il Noise si presenta già colorato di default, ma è possibile modularne il timbro mediante il successivo apporto di una sorgente di modulazione operata nel Router.
Graficamente oltre il filtro (VCF) fa capolino il controllo di volume di un’ulteriore forma d’onda Sine accordata in relazione ai settaggi del VCO 1 con la quale sarà possibile ridare “corpo” al segnale audio precedentemente filtrato. Gli oscillatori possono essere intonati a passi di semitono (Frequency Coarse) mediante il controllo rotativo posto alla loro sinistra, mentre l’intonazione fine (Frequency Fine), pur non godendo di un controllo dedicato, può essere impostata numericamente con il campo numerico che reca l’indicazione “c” (centesimi di semitono), posto sotto a destra del controllo Frequency Coarse.

Il Mixer
Il Mixer

Il Mixer, all’interno di ES2 rappresentato di forma triangolare, consente di effettuare un bilanciamento dell’audio proveniente dai tre oscillatori al fine di ottenre un timbro complesso che ne rappresenta la somma: posizionare il simbolo grafico posto all’interno del Mixer esattamente al centro del triangolo (posizione comodamente ottenibile mediante un Opt+Click) porterà a percepire tutti e tre gli oscillatori allo stesso livello audio.

Il Filtro
La sezione dedicata al filtro offre ben due VCF che possono essere utilizzati sia in modalità parallela (operano contemporaneamente) che seriale (il VCF 2 opera dopo l’influsso del VCF 1): la modalità operativa è definita mediante il pulsante Series/Parallel posto in basso a destra appena fuori della circonferenza delimitante il filtro. Lo slider Blend, posto in alto sul filtro, consente di effettuare un bilanciamento dell’audio proveniente dai due VCF: con il Blend completamente a destra si otterrà quindi di percepire il lavoro del solo VCF 2.
Il VCF 1 è un filtro multi-modo (Multimode Filter) in quanto consente di definire una tipologia d’intervento scelta fra le seguenti: Low Pass, Hi Pass, Peak, Band Reject e Band Pass.
Il Low Pass nel VCF 1 opera con uno slope fissato a 12dB/oct (ci ricorda tanto Oberheim) con i classici controlli Cutoff e Resonance a definirne rispettivamente la frequenza di taglio e l’enfasi operata su tale frequenza. Il modo Hi Pass opera anch’esso a 12dB/oct con la stessa operatività assegnata a Cutoff e Resonance.
Il modo Peak consente di enfatizzare una specifica banda di frequenze, laddove il controllo Cutoff definisce il “centro” della banda in questione mentre il controllo Resonance definisce la larghezza di banda. Il modo Band Reject funziona di fatto al contrario del modo Peak, consentendo qui di definire l’attenuazione di una banda specifica: i controlli Cutoff e Resonance operano nella stessa modalità del sopracitato filtro Peak. Il modo Band Pass consente di definire quali frequenze possano “passare” inalterate a scapito di quelle adiacenti che verranno invece “tagliate”. Anche in questo caso il controllo Cutoff definisce il “centro” della banda di frequenze che passano inalterate, mentre il controllo Resonance ne definisce la larghezza di banda.
Il VCF 2 è un Low Pass Filter (LPF) del quale è possibile definire lo Slope a 12, 18 oppure 24dB/oct. La funzione Fat consente di ovviare all’attenuazione messa in campo dai classici filtri a 24dB/Oct che interessano le frequenze al di sotto del punto di cutoff. Il VCF 2 consente inoltre l’auto-oscillazione qualora venga impostato un elevato valore di resonance. Il controllo FM (Frequency Modulation) consente di definire l’amount di una modulazione di frequenza operata da una Sine Wave proveniente dal VCO 1 (Modulation Source) a imporsi sul controllo di Cutoff del VCF2 (Modulation Target) con il quale ottenere timbri perticolarmente “selavggi”. Il controllo Drive consente infine di attivare una distorsione più o meno marcata alla somma dei VCO operata dal Mixer prima di entrare nel VCF, emulando così la piacevole distorsione che si ottiene saturando il mixer di sintetizzatori analogici come ad esempio il sopracitato MemoryMoog e Minimoog giusto per citare i più famosi al grande pubblico, tant’è che nel manuale operativo del MemoryMoog (che ho la fortuna di possedere nello studio di Audio Engine Music) è chiaramente indicato di non superare il valore di cinque su dieci qualora si volesse evitare di introdurre una saturazione dei circuiti che procederanno al seguente VCF. Ciao, alla prossima.

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