Frequenze universali

[quote_box_center]“A volte ho il dubbio che papà abbia fatto andare alcuni dischi a intervalli regolari, quando ero ancora nella culla, perché ogni tanto mi capita di sentire un brano e avere la sensazione di conoscerlo già. Mi succede con il rock anni ’70 e soprattutto mi è successo con i Led Zeppelin, da sempre una delle mie maggiori fonti d’ispirazione. Ogni tanto penso che in un’altra vita vorrei rinascere John Paul John, farmi un caschetto biondo e andarmene in giro per il mondo.”[/quote_box_center]

— Francesca Gaudenzi

[su_dropcap style=”flat” size=”4″]“E[/su_dropcap]ntrare in contatto con uno strumento durante l’infanzia, può essere l’angolo che devia una vita intera, soprattutto se l’approccio è stato diretto, sentito. Parliamo di amore atavico nel caso di Sil perché è nato grazie a suo padre, anch’egli bassista: “Papà non mi ha mai forzata in nessun senso, credo sia stata quella la sua furbizia, ha lasciato solo che l’ascoltassi, poi un bel giorno a tredici anni ho preso in mano il suo basso. Inizialmente era solo un gioco, volevo provare a suonare uno strumento che non conoscevo, invece tre mesi dopo ho lasciato lo studio della danza e mi sono iscritta a scuola di musica per passare in seguito all’Accademia di Musica Moderna e diplomarmi in tre anni. Mio fratello suona la batteria, quindi la sezione ritmica in famiglia è tenuta da sempre in grande considerazione.” Una passione iniziata come un gioco, ma perseguita con impegno fino a diventare una professione vera e propria, elemento importante se si considera la sua giovane età.

Pur avendo solo ventitré anni, Sil sfoggia un curriculum di tutto riguardo: oltre alla figura di turnista, riveste quella di arrangiatrice, di compositrice e di insegnante. Nel 2012 ha fondato gli Adam Carpet insieme a Diego Galeri, batterista dei Timoria, Alessandro Deidda, batterista delle Vibrazioni, Giovanni Calella, chitarrista dei Kalweit and the Spokes e Double T Barbosa bassista, formazione con cui esegue brani esclusivamente strumentali, supportati dalla proiezione di immagini in 3D e che ha all’attivo un disco pubblicato nel 2013 dal titolo omonimo Adam Carpet. Proprio durante un’esibizione degli Adam Carpet Sil è stata notata da Francesco Sarcina che le ha proposto di accompagnarlo sul palco di Sanremo e di seguirlo durante la tournée del 2014. La giovane età di Sil indubbiamente rappresenta un vantaggio perché con il progetto Adam Carpet e la musica dal vivo, ha avuto fin dai primi anni la possibilità di rapportarsi in maniera diretta e professionale con un contesto che sappiamo essere dei meno facili. In Italia i mestieri che riguardano la cultura in generale, che sia la musica, la pittura, la scrittura o la fotografia, danno raramente la possibilità di “arrivare a fine mese” senza trovare un’occupazione alternativa: “Senza mezzi termini, nel nostro paese siamo rimasti alla preistoria rispetto a molti altri contesti, basti pensare al numero di leggi che tutelano i diritti d’autore in Italia rispetto a un paese come la Germania. La mia fortuna finora è stata l’università: mi sono laureata da poco in lingue e facendo la studentessa non mi è mai capitato di sentirmi domandare quale fosse il mio vero lavoro oltre alla musica, cosa di cui molti amici e colleghi invece si lamentano spesso.” Parlando di sbocchi lavorativi in ambito musicale, un ramo importante del lavoro di Sil è quello dell’insegnamento.

Oltre a dare lezioni di basso da ben sette anni presso l’Accademia Nova Era di Rosate e il Percussion Village di Milano, nel 2013 ha fondato insieme ad altri due ragazzi l’Associazione Culturale Feedback di Cornaredo: “Essendo socia fondatrice, l’Associazione è un progetto a cui tengo particolarmente. Il comune aveva messo a disposizione alcuni locali per farne delle sale prova a libero uso dei ragazzi, ma la cosa aveva generato un po’ di confusione così, sapendo che insegnavo, mi hanno chiamata e mi hanno chiesto di occuparmi della gestione insieme ad altre persone. L’Associazione è nata così. C’è una sala prove che i ragazzi possono usare e ci sono le aule per fare lezione. Al momento abbiamo corsi di chitarra, basso, batteria e canto. Io mi occupo, oltre che dell’insegnamento, dell’organizzazione generale dei corsi di musica.” Il contatto con i ragazzi che vogliono fare della musica una professione vera e propria, in questo caso è diretto e forse ancora più sentito, visto che Sil si ritrova spesso a tu per tu con dei coetanei. Si tratta di un compito indubbiamente delicato perché, per motivi più volte citati come il proliferare dei talent e la mancanza di corsi di musica in gran parte delle scuole pubbliche, oggi si è diffusa l’idea che la fama sia un regalo dovuto, in attesa dietro l’angolo, idea le cui conseguenze sono spesso amarezza e frustrazione e soprattutto grandi lacune a livello di preparazione: “Non condanno del tutto i talent, perché mi rendo conto del potere che hanno nel catturare l’attenzione del pubblico, ma mi accorgo anche delle conseguenze a livello emotivo. Ho saputo di parecchie persone che sono finite in analisi a causa di questa celebrità veloce che è stata subito strappata loro. Quello che cerco di insegnare ai ragazzi che vengono a lezione da me è che il successo può essere una piacevole conseguenza della professione, ma non è la prima cosa, quello che conta è la preparazione, perché la musica va conosciuta in ogni suo aspetto, è una cosa che deve venire da dentro. Proprio come il suono di un basso: è un suono cupo, quasi viscerale ma in realtà vibra di vita, nasce contemporaneamente dentro e fuori di noi. Se dovessi immaginare quali frequenze ci sono nell’universo non penserei mai a un altro strumento. Le prime note che mi verrebbero in mente sarebbero quelle di un basso.”

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here