— Filippo Bertipaglia

[quote_box_center]Uno strumento che possiede un ampio ventaglio di sfumature sonore a un prezzo davvero concorrenziale.[/quote_box_center] [su_slider source=”media: 793,794,795″ link=”lightbox” title=”no”] [su_dropcap size=”5″]S[/su_dropcap]alvador Cortez è un marchio spagnolo prodotto in Cina dall’ormai lontano 1979, con l’intento dichiarato di costruire i suoi strumenti con un basso costo di manodopera, ma utilizzando materiali di prima qualità, così da offrire il massimo delle possibilità costruttive e sonore a un prezzo accessibile ai più. Il catalogo, oltre alle classiche sei corde, presenta tipologie di chitarra piuttosto particolari, quali chitarre a 7, 8, 10 corde oppure chitarre contralto, contrabbasso e così via.

Il modello CS-130 da noi recensito fa parte della serie Master, il top di gamma della casa spagnola, di costruzione interamente artigianale. Si trova all’interno di una bella custodia in finta pelle (inclusa nel prezzo) che c’affrettiamo ad aprire per scoprire di che pasta è fatta questa Salvador Cortez. La purezza dell’abete massello che costituisce il piano armonico contrasta con la complessità delle figure geometriche che ornano la rosetta. Fasce e fondo sfoggiano il consueto palissandro indiano (massello) ormai utilizzato per la stragrande maggioranza delle sei corde classiche. Per quanto riguarda il manico l’essenza lignea adoperata è quella del cedro mentre la tastiera incollata presenta il classico ebano. In piena tradizione iberica, questa Salvador Cortez presenta 7 catene a raggiera, un’attacco manico-corpo alla spagnola, con tanto di controtacco, controfasce e tutto ciò che serve per farsi rispettare sul piano della costruzione e della manodopera. C’è però un elemento abbastanza inconsueto in uno strumento classico di questo valore, ovvero la presenza del truss-rod (e relativa chiave a brugola inclusa), che ci permetterà finalmente di settare perfettamente lo strumento e se richiesto, abbassare l’action, con cautela, senza dover limare l’ossicino del ponticello o il capotasto.

Il test

Partiamo subito col dire che la CS-130 è uno strumento davvero leggero, requisito che fa sempre piacere possedere in una inseparabile compagna di studio e performance. Iniziamo a suonare ed esaminando il sustain delle singole note c’è di che restar contenti, la durata è di quelle lunghe cosicché possiamo far cantare le nostre melodie nella loro più completa espressività e durata. La CS-130 è una chitarra dalla buona definizione sonora; le note sono piuttosto nitide e non s’impastano tra loro. La melodia è sempre vincente e, se decidiamo di renderla predominante rispetto ai suoni dell’armonia, non sarà certo un problema. La sensibilità sonora di questa sei corde alle diverse inclinazioni che possono assumere le dita della mano destra è alta, così da conferirle una rispettabile tavolozza timbrica. Stesso discorso vale per la diversa sonorità tra suono al manico, al ponte e nelle zone intermedie. Altresì vero è che le corde montate a nostro parere non rendono completa giustizia a questo modello, e consigliamo l’acquisto di una muta dalla sonorità più brillante che esalti maggiormente la definizione e chiarezza insita nella natura dell’abete della tavola armonica. La tastiera è estremamente comoda, e grazie all’action piuttosto bassa (che abbiamo prontamente regolato) congiuntamente alla comoda impugnabilità del manico, sudiamo molto meno nell’esecuzione dei passaggi più impervi, rispetto ad altre chitarre provate. L’alta tensione offertaci dalle corde poi, ci consente una rapida risposta all’azione delle dita della mano destra e conseguentemente ci facilita la vita nelle nostre amate scalate ad alta velocità, che siano con tocco appoggiato o libero. Il volume della Salvador Cortez presa in esame non è a onor del vero straripante (forse un sintomo della verniciatura poliuretanica e poliestere applicata), ma bisogna pensare a questo strumento come a un raffinato veicolo di suoni piuttosto che a un cannone che spari note su note, senza mai curarsi della loro definizione e spessore timbrico. Troviamo quindi che il repertorio esaltato maggiormente, da questo strumento, sia quello tratto da composizioni del tardo classicismo e del periodo romantico. Tuttavia il risultato sonoro è credibilissimo anche per il repertorio barocco e nel moderno/contemporaneo, dove le differenze timbriche e di dinamica sono la prassi. Degna di nota infine la totale assenza di “buzz” lungo tutta la tastiera.

Conclusioni

Se siete alla ricerca di uno strumento che risponda in maniera precisa alle vostre esigenze timbriche, dal suono pulito e privo di fronzoli la Salvador Cortez CS-130 potrebbe fare giusto al vostro caso. È una chitarra tendente al professionismo, pur essendo il prezzo molto basso rispetto alla media del mercato, risultando quindi piuttosto succulento come prodotto. Provatela, non passerà inosservata.

Valmusic

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939,00 Euro  Iva compresa

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Strumenti Musicali n. 6 — Dicembre 2014

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