Ricordando Fabrizio, la Nuova orchestra della città vecchia

— Pietro Baffa

In un contesto prettamente musicale, dove si respira nell’aria la voglia di comunicare con l’arte della musica e dove molti ragazzi investono nelle loro qualità e nei loro sogni.

In questo contesto si muove e si propone in maniera costruttiva il CPM Music Institute di Milano (Centro Professione Musica) di Franco Mussida dove tutti coloro che amano la musica possono avere opportunità reali per costruirsi un futuro che possa dare la possibilità di vivere per e con la musica.
Durante lo scorso maggio si è tenuto un open week, con vari interventi di artisti e tecnici della musica. Tra le varie iniziative che hanno caratterizzato l’evento si sono tenute presso il teatro dell’istituto, tre serate, contraddistinte da notevoli esibizioni artistiche denominate CPM Night. Nella serata del 6 maggio si è esibito un gruppo musicale particolare, composto per la maggior parte da musicisti facenti parte del corpo docenti del CPM, che hanno omaggiato il grande cantautore genovese Fabrizio De Andrè. Una toccante interpretazione artistica e un’orchestra degna della più fedele completa organizzazione strumentale, con strumenti antichi e veri, oltre che effetti tipici del contesto appartenente al grande Faber.
Ricordando Fabrizio, questo è stato il tema e da qui il nome del gruppo che si identifica con chiarezza, La Nuova Orchestra della Città Vecchia. Partecipazioni di grande rilievo tra i musicisti e i cantanti: Damiano Fiorella, voce e harmonium, Claudia Zannoni, percussioni, voce, mandolino, santur e basso, Aurora Bisanti, violino, cori, sample e nacchere, Vincenzo Marino, sax, flauti, clarinetto e cori, Luca Marcias, chitarre acustiche a 6 e 12 corde e bouzouki, Luca Nobis, chitarra classica, bouzouki e saz, Vittore Savoini, basso e contrabbasso, Fabrizio Di Tano, batteria e berimbao, Diego Maggi, pianoforte, tastiere, fagotto, oud e cori. Tantissimi strumenti dal sapore antico e tantissime emozioni si mescolavano durante il concerto, dove il pubblico ha partecipato con molto trasporto e dove il ricordo diventava sempre più vivo ed emozionante.
Prima del concerto, abbiamo intervistato Diego Maggi produttore, musicista, insegnante del CPM e tastierista del gruppo, che ci ha evidenziato un punto molto importante da considerare: per raggiungere la magia della musica di Fabrizio De Andrè, bisogna studiarla e amarla fino in fondo, oltre che suonarla con strumenti veri e tradizionali. Come ci racconta Diego “La nuova orchestra della città vecchia, nasce solo da pochi mesi con il cantante Damiano Fiorella, una bellissima voce con alle spalle una storia straordinaria, la partecipazione a XFactor qualche anno fa e precedentemente una mia produzione di un suo disco nel mio studio. In realtà il gruppo esisteva da un po’ di anni” sottolinea Diego “ma questo progetto nasce appunto attorno alla voce di Damiano e a Fabrizio Di Tano, il percussionista. Intorno a loro due ho messo assieme un po’ di musicisti con cui ho già lavorato e altri insegnanti del CPM. Abbiamo così costruito un’orchestra carica di elementi, con un totale di nove musicisti per circa 50 strumenti differenti. L’idea è quella di entrare totalmente negli arrangiamenti, autentici e completi, della musica di Fabrizio De Andrè”.
Un gran bel lavoro anche per i fonici della serata, Roberto Isotta e Andrea Bressan, che hanno gestito il lavoro in maniera molto professionale. Sono state suonate oltre 26 canzoni, tra vari album di Fabrizio De Andrè, dal periodo con Mauro Pagani a quello con la PFM. Brani da “La buona novella”, “Le nuvole”, per arrivare fino ad “Anime salve”. Molto importante, sul palco, anche l’aspetto visivo. L’impostazione dei musicisti e degli strumenti era degna di un ricordo lucente della magia e della musica di Fabrizio De Andrè. Come ci ha confermato Damiano Fiorella “Una vera e propria orchestrazione completa. Da ascoltatore a interprete, ti rendi conto di quanti strumenti suonano davvero e di quanta partecipazione ci vuole per sentirsi presenti nell’opera. Vieni riempito dalle armonie totali e percepisci un’emozione fortissima!” In seguito la sorpresa della serata, la partecipazione per la prima volta su quel palco insieme a loro, del grande chitarrista e cantante della PFM dei tempi in cui Fabrizio ha collaborato con vivo interesse, nonché padrone di casa, il Maestro Franco Mussida che ha iniziato la sua perfomance con un intervento molto interessante. “Il mestiere del musicista è quello di tradurre tutta questa massa di emozioni, di incamerarla, strutturarla, farla diventare sua e restituirla in forma magica e digeribile a chiunque, è per quello che la musica non ha fatto male a nessuno e continuerà a non far male a nessuno, ma nello stesso tempo dobbiamo darle tempo. La cosa bella stasera è che voi, pubblico, avete dato il vostro tempo e loro hanno donato tutto. Queste cose le porterete dentro entrambi e questo scambio è il riassunto del lavoro che abbiamo fatto con Fabrizio. Che sia aperto, con la massima umiltà, a un linguaggio decisamente più ampio, più immaginativo. Ho scoperto cose, profumi che non avevano parola, che avevano la stessa valenza dal punto di vista della capacità di emozionare. Questo incontro di Fabrizio con noi della PFM, con me, è stato una chiave davvero interessante.”
Dopo questo intervento ha introdotto il brano “Sidun”, con una chiave di rilettura storica, eseguito in maniera esemplare, carica di emozione. Una canzone contro la guerra, contro tutte le guerre, una canzone piena di suoni antichi e di chitarre struggenti e straordinarie. Ringraziamo Cristina Manetti, comunicazione e placement del CPM, per averci dato l’opportunità di essere presenti a questo evento straordinario, naturalmente Franco Mussida e il Centro Professione Musica e tutto il gruppo della Nuova Orchestra della Città Vecchia, a cui auguriamo di continuare questa bellissima avventura.

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