Riccardo Vitanza: Il lavoro dell’Ufficio Stampa

Uno degli errori più comuni degli artisti che si autoproducono è quello di spendere quasi tutto il proprio budget nella registrazione e realizzazione di un disco, non avendo poi alcuna disponibilità per la comunicazione del proprio lavoro.

Comunicazione che serve ad informare il potenziale pubblico dell’esistenza di questo nuovo album fresco di stampa, e che ha il preciso scopo di consolidare l’immagine dell’artista, rendere credibile la sua presenza nel panorama musicale odierno. Questo è il compito dell’ufficio stampa: figura d’importanza capitale eppure quasi mitologica per chi non possiede buona dimestichezza con i meccanismi della comunicazione e del music business in generale.
Ma cosa fa esattamente questa struttura? In cosa consiste nello specifico il suo lavoro? Ne parliamo direttamente con Riccardo Vitanza, titolare e fondatore (nel 1990) di Parole & Dintorni, una delle più grandi e più importanti agenzie di comunicazione italiane. “L’area di intervento dell’ufficio stampa è l’informazione. Si occupa infatti della gestione dei rapporti con i mass media (stampa, radio, TV) e con le agenzie di stampa, i siti e i portali internet.
Lo scopo è quello di costruire/consolidare l’immagine dell’artista e di fare conoscere la sua attività (un disco, un tour, un libro, la partecipazione ad un programma televisivo o a una trasmissione radiofonica ecc.). L’ufficio stampa (che oggi sarebbe più corretto chiamare ‘ufficio media’) non si rivolge direttamente al pubblico, è un tramite”. Perché un artista dovrebbe affidarsi ad esso per la comunicazione del proprio lavoro? “Per aumentare la propria visibilità. La comunicazione non deve essere interpretata come un costo da sopportare, ma come un investimento da sostenere. Anche il disco, che una volta era un vero e proprio business, ora si fa per trovare concerti e per farsi conoscere. L’ufficio stampa ha i contatti diretti con i giornalisti e i direttori delle varie testate, ha costruito con essi un rapporto di fiducia e di stima reciproca, quindi è considerato una fonte attendibile di notizie. Per questo riesce a dare una visibilità che non si potrebbe ottenere da soli. Permette anche una crescita maggiore della propria ‘fanbase’: ad ogni nostro invio, notiamo sempre un incremento dei ‘mi piace’ e delle visualizzazioni sui social network. Il nostro lavoro come Parole & Dintorni, oltre a quello dell’ufficio stampa, è la direzione della comunicazione: decidiamo i tempi e gli obiettivi, la strategia che verrà utilizzata anche dagli altri interpreti che si occupano degli aspetti che noi non trattiamo, come la promozione radiofonica e la gestione del sito e dei social network”.
È importante poi chiarire la differenza tra informazione e pubblicità: “Sono due cose diverse, la pubblicità ha un costo maggiore, gli spazi sono a pagamento e in essa ci si rivolge direttamente al pubblico. L’ufficio stampa propone, il giornale dispone. Senza dimenticare che i rapporti tra di noi e i giornalisti devono avvenire nel rispetto della deontologia professionale e nell’ottica di un’informazione corretta e obiettiva. La critica va rispettata. Dopo tutto operiamo non per piacere a noi stessi ma per essere utili a chi legge i giornali, a chi ascolta la radio, a chi guarda la TV, a chi naviga in internet”. Ma quante possibilità ha un esordiente di essere preso in considerazione dai mezzi di informazione? “Negli ultimi tempi è diminuito il numero di riviste musicali in edicola, tuttavia esiste un mondo fatto di quotidiani e periodici minori, regionali o di una città che noi siamo molto bravi a raggiungere. Per il nostro lavoro comunque sono importanti tutte le testate giornalistiche, non solo quelle musicali. Per non parlare dei siti internet, dai più grandi e rilevanti a quelli più piccoli. Anche le TV locali, a cui si aggiungono molte radio regionali che rappresentano realtà significative per le classifiche radiofoniche. Tutto questo fa massa, crea rassegna stampa. Poi se, strato dopo strato, l’immagine dell’artista cresce e fa un salto di qualità, si può ricominciare il lavoro da capo a un livello più alto. Il mio motto è ‘forte con i forti, debole con i deboli’. Cerco sempre di venire incontro agli artisti emergenti, per i quali ho la massima considerazione, così come non faccio alcuna differenza tra un giornalista affermato e uno più giovane.
A mio avviso servono almeno quattro mesi di comunicazione per il lancio di un album, un po’ di più nel caso di un emergente. Uno dei nostri compiti è quello di convincere il giornalista ad ascoltare il disco, cosa non affatto semplice (vista la mole di materiale che riceve ogni giorno) e che richiede un lavoro notevole da parte nostra. La difficoltà maggiore non è parlare con i giornalisti, ma con quei clienti che non capiscono la logica dei media e i meccanismi dell’informazione. Comunque, anche se il mondo della comunicazione ha subito grandi trasformazioni, il cartaceo non morirà, diventerà anzi sempre di più un luogo di approfondimento, mentre il web si occuperà dell’attualità. Anche il videoclip ha cambiato target, oggi viene creato pensando a YouTube, può essere diventato meno importante rispetto al passato ma rimane fondamentale ed è sconsigliabile per un esordiente uscire senza video, anche perché oggi con 1.000 euro riesci a farne uno”.
Riccardo Vitanza, visibilmente orgoglioso del suo lavoro e della sua carriera, che negli anni lo ha portato a contribuire al successo di molti cosiddetti ‘big’ (tra i suoi clienti attuali, come artisti, ricordiamo Luciano Ligabue, Francesco De Gregori, Elisa, Antonello Venditti, Piero Pelù, Ornella Vanoni, i Pooh, Emma, Giorgio Panariello e diversi altri), sostiene che ciò che lo rende più orgoglioso sia senza dubbio il fatto di aver cresciuto e valorizzato tante persone in 25 anni di attività: “Oggi la maggior parte dei capi ufficio stampa italiani provengono da me, ed è una cosa di cui sono realmente felice. Con me a Parole & Dintorni c’è un team affiatato di 15 persone, di cui più della metà assunte a tempo indeterminato. Da 12 anni tengo lezioni al Master in Comunicazione Musicale e Media dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, inoltre da molto tempo mi dedico anche all’attività di produttore/editore con l’altra mia società Bollettino Edizioni Musicali (tra le sue creature Pacifico, Niccolò Agliardi e Giovanni Allevi, NdR), ora sto lavorando al lancio del cantautore Daniele Ronda, della cantautrice Ylenia Lucisano e della pianista Giulia Mazzoni. Sono già andato oltre il mio albero genealogico… e mi sento bene così!”.

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