Renato Caruso – L’inventore di un nuovo genere musicale, il “Fujabocla”

RENATO CARUSO

La musica in alcuni casi è come una sorta di missione, lo è stato per tanti grandi del passato, lo è per tanti altri del nostro tempo. Spesso si confonde il vero musicista, colui che studia, che crea, che soffre artisticamente il suo tempo, colui che fa musica vera, da chi scrive “canzoni” utilizzando strumenti senza conoscerli realmente, senza sapere cosa e come suonano gli strumenti utilizzati. Accordi suonati per il semplice gusto personale, senza capire la loro costruzione. «La musica in alcuni casi è matematica – ci riferisce Renato Caruso. – Gli accordi sono costruiti da note, ecco perché in molti casi bisogna conoscere la musica, studiarla e poi viverla con tutta la passione possibile».

Renato Caruso è prima di tutto un chitarrista, poi un compositore e alla fine anche un informatico. Vive con la musica dalla prima volta che ha messo piede in questo mondo, il suo primo maestro è il padre, un grande appassionato di musica che suonava per lui e con lui.

Il pianoforte e la chitarra sono i suoi primi strumenti preferiti, ma anche tutti gli altri hanno una loro importanza, perché la musica per Renato è immensa. Il suo genere musicale spazia dal funky al jazz, dalla bossa alla classica, ed ecco la sua invenzione “Fu-Ja-Bo-Cla”, dove mescola tutti questi stili musicali. Un genere musicale unico, un modo di vivere la musica originale, suonata con strumenti classici e storici, dalla chitarra acustica alla classica, con un ritmo incalzante a quello lieve e riflessivo.

Cover aram renato carusoIl 20 maggio è uscito “Aram”, il suo primo disco solo chitarre, registrato a Brescia da Gne Records e pubblicato da Edizioni Musicaviva e Bollettino Edizioni Musicali, ufficio stampa Parole & Dintorni. L’album, è su iTunes e in vendita nei negozi tradizionali, in digital download e su tutte le piattaforme streaming.

Il disco “Aram” racchiude undici composizioni in cui, attraverso il suono, per la maggior parte di sole chitarre, il maestro Caruso esprime la sua personalità e il suo universo musicale, intraprendendo un viaggio tra le diverse culture del mondo, senza tralasciare la sua origine calabrese e la sua città di nascita, Petilia Policastro.

«I brani che compongono l’album sono nati durante alcune esperienze di viaggi in giro per l’Europa e altri del tutto personali e mentali, tra carezze notturne e pianti in solitudine – ci racconta Renato Caruso e aggiunge – Aram è un disco di sole chitarre, con rari interventi di archi che abbracciano atmosfere medievali, qualche accenno di pianoforte che concilia i pensieri positivi. Alcune chitarre talvolta imponenti, altre raffinate. È un disco di libertà, un viaggio tra le culture e visioni quasi astratte. Aram è quello che avevo dentro da tanto tempo e che ora ha trovato il giusto motivo per partire, con una valigia carica di ricordi e ancora da riempire -, sottolinea Renato e aggiunge – Aram è l’effetto-spugna, è una parola detta con delicatezza, un pensiero che ti attraversa, non ti scalfisce, ma ti lascia dentro una energia nuova». Il disco si chiude con una traccia di un minuto, come ci dice Renato «Alcune decisioni nella vita richiedono anche la metà di questo tempo».

Il Maestro Caruso ha studiato chitarra classica con il Maestro Pietro Aldieri che lo ha seguito fino al settimo anno di conservatorio, successivamente si è diplomato da autodidatta. Studia armonia con il Maestro Orazio Sciortino. Ama la musica classica e in particolare Chopin e Mozart ma tra Paganini e Bach fa spazio a Jimi Hendrix e Pino Daniele. Ha lavorato cinque anni presso l’Accademia Musicale di Ron, “Una Città Per Cantare”, come docente di chitarra classica, acustica ed elettrica, teoria e solfeggio, informatica musicale e responsabile web; per tre anni è stato responsabile didattico per l’Associazione Arteviva di Cornaredo; infine, come web designer si è occupato di interfacce per cartoline digitali per Prosincro (Mario Venuti, Mannarino, Virginio e altri).

Renato Caruso si è esibito con Ron, i Dik Dik, Red Ronnie; ha organizzato stage per Biagio Antonacci e Ornella Vanoni. Attualmente lavora presso diverse accademie come docente di chitarra classica, acustica, T&S, informatica musicale. È compositore e produttore artistico presso la casa discografica di Brescia (Gne Records) e consulente musicale Mediaset per la trasmissione “Caduta Libera” di Gerry Scotti su Canale 5, oltre a suonare con diverse formazioni.

C’è anche da aggiungere che Renato ha scritto anche un libro “LA MI RE MI”, edito da Europa Edizioni, dedicato a Pino Daniele. In questo breve saggio sulla musica e sugli strumenti preferiti, il chitarrista esplora alcune questioni fondamentali, dal mezzo fisico di propagazione del suono alla qualità materiale degli strumenti, dalla diversità delle culture musicali all’intreccio innovativo con le tecnologie informatiche.

Le chitarre usate nel disco dal maestro Caruso sono state la Yamaha Grand Concert GD-10, Godin Multiac Nylon SA, Fender Strato USA, Martin GPCP4A East Indian Rosewood, Larrivée OM-02, Maton EML-6, Breedlove AJ250/SF-12 PLUS. C’è da sottolineare che in “Tarantella di Caruso” alcune cellule musicali sono riprese dalla tradizione popolare calabrese.

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