Recensione de Il libro di Morgan

morgan

Personaggio controverso, amato e forse odiato in egual misura, di Morgan non si può negare la conoscenza e l’amore per l’arte, la cultura e la musica, un mondo fatto di palcoscenici e parole, note, immagini e suoni che ha saputo frequentare e vivere sin dall’infanzia (“Faccio i concerti da quando avevo sei anni”). Le prime pagine del testo introducono e fanno capire quale sarà il tenore del racconto: «Sono una specie di personaggio di un romanzo, sono uno che attira l’attenzione e non sempre volontariamente. Sono uno di cui si parla e si scrive, sono uno che la gente conosce anche se non mi conoscono, perché io sono pubblico, statale». Ma non si fermino i detrattori a queste parole, il racconto trabocca letteralmente di musica, idee, pensieri e riflessioni, storie, personaggi, voli pindarici e incontri che non potremmo riassumere nel breve spazio di una recensione. La sua musica, scrive Morgan, «si colloca in uno spettro compreso tra la classica e il rock, che probabilmente sono i due estremi che si toccano, e a volte si confondono». Non c’è nulla da fare: se si è curiosi, tocca leggerlo.

Il libro di Morgan
Marco Morgan Castoldi
Edizioni Einaudi
€ 17,50 – pagg. 228

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