Pino Daniele: Nero a metà Live

— Luca Masperone

Il 2014 lo aveva visto protagonista di una serie di grandi concerti con la sua band storica, per riproporre dal vivo il terzo disco “Nero a metà” e alcuni tra i migliori brani del suo repertorio. Un’occasione nella quale Pino Daniele ha potuto vedere ancora una volta le sue canzoni “entrare nella vita delle persone”, come quando nel 1981 (anno successivo all’uscita di “Nero a metà”) Napoli gli aveva concesso Piazza del Plebiscito, per quello che fu forse il concerto più importante della sua vita.

Ed ecco che, come per incanto, Pino Daniele torna a riempire i palasport e ad esibirsi di fronte a più di 10.000 persone alla volta, per quello che rappresenta un ritorno alle origini e un nuovo grande inizio con la sua band storica. Poi, la morte improvvisa, avvenuta lo scorso 4 gennaio all’età di 59 anni.
L’ultimo concerto che Pino Daniele ha tenuto con i suoi musicisti, il 22 dicembre 2014 al Mediolanum Forum di Assago (Milano), è stato immortalato nel doppio CD “Nero a metà Live”, vibrante testimonianza di una performance eccellente, con una scaletta che rappresenta il periodo migliore della sua carriera e una grande partecipazione da parte del pubblico. Nella riproposizione integrale di “Nero a metà”, Pino Daniele è stato affiancato da James Senese al sax, Gigi De Rienzo al basso, Agostino Marangolo alla batteria, Ernesto Vitolo all’organo, al piano e alle tastiere e Rosario Jermano alle percussioni, mentre il set acustico ha visto sul palco Tullio De Piscopo alla batteria, Rino Zurzolo al contrabbasso ed Elisabetta Serio al pianoforte.

Abbiamo incontrato alcuni di loro per farci raccontare meglio i dettagli del progetto. Spiega Agostino Marangolo: “L’idea era semplice e vincente. Rimettere in scena le cose più belle di Pino con la sua formazione originale, non con gli americani con cui ha suonato da un certo punto in avanti, ma con noi, che la sua musica l’abbiamo amata, saputa interpretare e capire meglio di chiunque altro. Quindi con i musicisti del disco originale del 1980, “Nero a metà”, tra cui c’ero anch’io, ha riproposto integralmente l’album, mentre con Tullio e soci ha eseguito il meglio del restante repertorio. Abbiamo mantenuto fedelmente gli stessi arrangiamenti presenti su disco, ad eccezione di un paio di casi (“Sotto ‘o sole” e “Puozze passa’ nu guaio”), per i quali abbiamo attinto dalle prime registrazioni di quei brani. Perché dovete sapere che nel disco originale del 1980 alcune versioni dei pezzi che avevamo inciso all’epoca non sono state pubblicate. La casa discografica le considerava poco commerciali, con troppa batteria, troppa chitarra ecc., così sono state risuonate. Quelle registrazioni, di cui invece io sono molto orgoglioso, sono rimaste a lungo inedite e sono state pubblicate solo nel 2014, incluse come “versioni alternative” nell’edizione rimasterizzata del disco originale “Nero a metà (Special Extended Edition)”. Tengo a citare questa riedizione dell’album, perché è passata completamente inosservata ed è un vero peccato. Tanto che noi, anche nel disco dal vivo uscito quest’anno, per gli arrangiamenti di quei due brani ci siamo ispirati a quelle versioni”. Noi le abbiamo ascoltate e sono effettivamente molto interessanti, vestite di funky e reggae in modo convincente e ispirato. Ma torniamo al doppio CD dal vivo: le registrazioni del concerto sono splendide e di impatto, così come la scaletta e le esecuzioni di Pino e di tutti i musicisti sul palco, eppure il disco probabilmente non avrebbe visto la luce se non fosse venuto a mancare Pino Daniele.

“In realtà registravamo sempre, al di là che si pubblicasse o meno” racconta Tullio De Piscopo “quindi vi lascio immaginare che razza di immenso archivio sia stato conservato negli anni. Pino era uno che investiva e credeva nella musica, nei suoi progetti. E quella sera è stato magico. Di tutti gli spettacoli che abbiamo fatto, è stato scelto quello per la qualità del suono, l’ultimo vero concerto che Pino ha tenuto con i suoi musicisti”.

Il doppio CD comprende anche un inedito, dal titolo “Abusivo”, che può vantare una genesi molto particolare. Ce la racconta Tullio De Piscopo: “si tratta di una registrazione di Pino del 1975. Lui e Rosario Jermano facevano dei provini a casa di quest’ultimo su un 4 piste, demo che Rosario ha conservato gelosamente tutti questi anni. Assieme ad Alex, figlio di Pino, abbiamo pensato di aggiungere il brano al disco, ma in una nuova e più completa veste”. Infatti, nel mese di aprile di quest’anno, Tullio De Piscopo, Gigi De Rienzo ed Ernesto Vitolo si sono riuniti nel Plastic Studio per una vera e propria “jam session” con la registrazione originale del 1975: “È stato come suonare assieme a Pino ancora una volta” racconta De Piscopo “una cosa bella ed emozionante. Io mi sono occupato dell’arrangiamento della parte percussiva, le registrazioni sono state abbastanza immediate, il tempo di entrare nello spirito del brano e di eseguire le parti che avevamo preparato”. La nuova veste di “Abusivo” fa bella mostra di sé come brano di apertura del secondo CD di “Nero a metà Live” e dobbiamo dire che non sfigura affatto con il resto del repertorio proposto nei due dischi.

“La scaletta per il concerto è stata scelta con cura” spiega De Piscopo “non c’è stato bisogno di fare particolari prove, eravamo in grande sintonia, ma abbiamo testato vari tipi di scaletta fino a trovare quella giusta, che poi è stata utilizzata per tutti e cinque i concerti svolti a dicembre 2014”. Un ponte formidabile con il Pino Daniele degli anni Ottanta, quello che fino ad allora aveva fatto musica senza aspettarsi grandi ricompense in cambio, che aveva dato tutto senza la smania di dover ricevere per forza qualcosa indietro. Spiega Agostino Marangolo: ““Nero a metà” è un album che è uscito nel momento giusto, perché oggi se un artista realizza un disco carico di contenuti, composizione e sensibilità non se lo fila nessuno, invece all’epoca ha ricevuto molta attenzione. Pino, in quel periodo, ha inanellato una serie di capolavori uno dietro l’altro”.

Ce ne parla anche James Senese, quello che per Pino Daniele è sempre stato il musicista preferito, un fratello e quasi un padre, vista la maggiore età ed esperienza: “Ho passato una vita intera con lui. Prima di fare “Nero a metà”, Pino ha suonato il basso nella mia band, Napoli Centrale, per due anni. Parte delle sonorità che avrebbero caratterizzato la sua musica le ha prese da noi, certamente filtrate attraverso la sua grande sensibilità, ed è stato capace di portarle a un pubblico di massa, cosa assolutamente non semplice da fare. Ma lui ci è riuscito. Sono sempre stato al suo fianco. Dopo la sua scomparsa, Pino è rimasto nel cuore di tutti, ma nel mio rimane in modo ancora più forte e presente”. “Come tutti i grandi” aggiunge Agostino Marangolo “lascia un vuoto pesante nel nostro paese, esattamente come hanno fatto Troisi e Totò. Nessuno in Italia aveva la sua concezione della musica e questo modo di organizzare una tournée. Era un artista dalla sensibilità ma anche dalla testardaggine enormi”. Non stupisce infatti averlo sentito suonare con artisti del calibro di Pat Metheny, Eric Clapton e Chick Corea, con la sua miscela di musica tradizionale napoletana e di blues, rock e jazz, in una fusione che può a buon diritto essere considerata universale. Chiude Tullio De Piscopo: “Pino manca a tutti noi, a me manca tantissimo. Mi mancano le sue battute, le nostre telefonate… mi manca soprattutto la sua poesia, la sua ironia e il suo sorriso. Quel sorriso che incantava “a tutti noi””.

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