Phil Manzanera – Il ritmo della Taranta

Dal Sud America, luogo in cui ritroviamo parte delle sue origini, ai Roxy Music, fino alla collaborazione con David Gilmour, sono molte le esperienze che un instancabile sperimentatore (prima che chitarrista e produttore) come Phil Manzanera ha vissuto e saputo interpretare nella sua carriera. Caratterizzato da un affetto particolare verso la musica sudamericana e spagnola, ha recentemente dato prova di sé anche in Puglia, cimentandosi con i ritmi tradizionali del Salento

Nella sua sala di regia presso i Gallery Studios di Londra, costruita in un “tradizionale stile britannico” (con il pavimento flottante e i muri separati l’uno dall’altro), Phil Manzanera, chitarrista cofondatore dei Roxy Music nonché produttore (citiamo “The Endless River” dei Pink Floyd, “On an Island” e “Rattle That Lock” di David Gilmour, che segue anche in tour), si dedica alla realizzazione di lavori di carattere vario e originale. Tra questi, un interessante progetto “tutto italiano” a cui Phil, con l’aiuto dei suoi collaboratori, ha conferito una moderna impronta internazionale. Stiamo parlando della Notte della Taranta 2015, storico festival dedicato alla musica tradizionale salentina, che nell’ultima edizione ha visto Manzanera nei panni di “Maestro Concertatore”, chitarrista, nonché produttore dell’album “Viva la Taranta”.

 

Gibson Firebird VII

Gibson Firebird VII«La chitarra più famosa tra quelle che ho usato con i Roxy Music rimane la mia Gibson Firebird VII rossa. Ce l’ho dal 1972, l’ho acquistata mi sembra l’estate di quell’anno al prezzo di 150 sterline… proprio così, le chitarre non erano molto costose all’epoca! È uno strumento unico, non ne ho mai vista un’altra uguale in tutto il mondo. Naturalmente in giro ci sono alcune repliche, ma non una Custom originale rossa costruita nella storica sede della Gibson a Kalamazoo in Michigan. Le ho dedicato anche un disco, intitolato “Firebird VII”. Registra splendidamente, penso di averla suonata su ogni album che abbiamo realizzato!».

 

In tour con David Gilmour

«Quando suono dal vivo con David, il mio lavoro consiste principalmente nell’eseguire le sezioni in cui ha registrato diverse chitarre sovrapposte. Suono queste parti insieme a lui e utilizzo la stessa strumentazione che ha impiegato per registrare: principalmente amplificatori Hiwatt e casse WEM, pedaliera Pete Cornish e la sua famosa chitarra “Black Strat”. Poi utilizzo diversi tipi di strumenti a seconda del brano: ad esempio in “Wish You Were Here” suono una dodici corde acustica, proprio come aveva fatto David nelle registrazioni originali. Lavoriamo sui dettagli, per fortuna ho un roadie molto bravo che mi aiuta a ottenere sempre il risultato desiderato».

 

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