PercFest 2014: i vincitori

— a cura di Luca Masperone

La 19ª edizione del PercFest, festival europeo delle Percussioni che si tiene ogni anno a Laigueglia, ha visto giovani talenti provenienti da tutta Italia darsi battaglia nel concorso Memorial Naco per percussionisti creativi. Due i finalisti di quest’anno: Leonardo Saracino, secondo classificato in trio con il Shook Roots Project, e Massimo Palmirotta, vincitore con il MasPaCo Trio.

La giuria del concorso era composta da nomi noti del panorama nazionale ed internazionale, come Ellade Bandini, Ignazio Bellini, Walter Calloni, Marco Fadda, Giovanni Imparato, Loris Lombardo, Marco Maggiore, Giorgio Palombino, Marica Pellegrini, Mario A. Riggio, Dado Sezzi e Gilson Silveira, oltre all’autore di questo articolo e al Presidente di giuria Pippo Panenero. Il primo classificato, esibitosi in un infuocato assolo di batteria e percussioni, incastonato in un brano jazz impreziosito dal sassofonista Paolo D’Aloisio e dal bassista Matteo Cogo, ha ricevuto i seguenti premi: da Bomap di Bologna una coppia di conga GonBops; da Mogar di Milano un doppio pedale Tama Iron Cobra; dalla UFIP di Pistoia un set di piatti in bronzo B20 e l’opportunità di essere accolto in sede per assistere al processo di fusione e forgiatura dei piatti musicali. Mentre il secondo classificato, che ha portato al PercFest un’interessante formazione batteria-didjeridoo-chitarra assieme ai suoi compagni di viaggio Marco Borca e Aliano De Franceschi, ha ricevuto una coppia di pesanti Ice Bell UFIP in bronzo B20.

“Il concorso, come sempre ben organizzato, si conferma un’ottima occasione di confronto e vetrina per chi vuole proporsi come musicista” spiega il MasPaCo Trio. “L’Italia, visti i numerosi talenti inespressi, necessiterebbe di maggiori occasioni del genere. Lo stesso vale per i concerti, di altissimo livello e gratuiti, un binomio fondamentale per avvicinare la gente alla musica. Noi tre suoniamo insieme già da tempo negli Attention Slap, progetto costituito anche dal chitarrista Andrea D’Aloisio, che spazia dal rock al jazz con influenze elettroniche. Dato che la nostra formazione a 3 è nata per l’occasione, anche il brano “Mamajuana” è stato creato ad hoc, come anche il solo; la struttura, la sonorità e l’assolo stesso sono stati pensati per soddisfare lo spirito del concorso, lavorando quindi sul lato tribale ed etnico, senza dimenticare le influenze personali di ognuno di noi”. Shook Roots Project, il trio di Leo Saracino con Marco Borca al Didjeridoo e Aliano De Franceschi alla chitarra, secondi classificati al PercFest 2014, ci raccontano le origini del loro progetto: “Il nostro repertorio originale è composto da sonorità fortemente influenzate dalle ritmiche drum&bass. Prevalentemente il lavoro della batteria e del didjeridoo è quello di tessere linee ritmiche su cui i suoni e gli effetti della chitarra synth fanno da cornice sonora”. Riguardo alla scelta del didjeridoo: “d’altronde il suono ancestrale e terrestre di questo antico e naturale strumento non passa inosservato”. Diversi approcci alla musica in un concorso che da quasi vent’anni fa della ricerca culturale e della creatività il suo punto d’orgoglio.

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