— Riccardo Gerbi

[quote_box_center]Un generoso diffusore dal peso leggero, dotato di un’elettronica sofisticata e impreziosito dalla presenza di un tweeter a nastro: l’esordio di un ribbon tra gli impianti PA compatti.[/quote_box_center] [su_slider source=”media: 1624,1625″ link=”lightbox” title=”yes”]

 

[su_dropcap size=”5″]F[/su_dropcap]orte dell’esperienza accumulata con la serie di diffusori per il sound reinforcement Versarray, Peavey ha scelto recentemente di introdurre un tweeter a nastro anche su prodotti destinati al Public Address (o PA); il risultato è l’Impulse 12D, un diffusore dotato di un cabinet in polipropilene stampato di colore grigio, con profilo Tilt Back per l’impiego anche come floor monitor. L’Impulse 12D dispone di una coppia di altoparlanti studiati da Peavey: un woofer da 12 pollici Scorpion al neodimio con doppia bobina mobile, peraltro ben protetto da una robusta griglia in metallo, e un tweeter modello RD 2.6 dotato di nastro in alluminio composito lungo 4,75 pollici, montato su una guida d’onda 100° x 30°. Il pannello posteriore presenta il mixer e un vano in cui installare una serie di espansioni opzionali di prossima uscita. Nel mixer dell’Impulse 12D segnaliamo le due prese in formato Euroblock sul primo ingresso e sull’uscita Line; sul secondo canale gli ingressi RCA consentono di collegare e al contempo adattare alla diffusione in mono delle sorgenti stereo di linea. La sezione di equalizzazione DynaQ di Peavey si compone di tre switch per impostare dei tagli predefiniti per diffondere musica o un parlato, oppure inserire il Bass Enhancer. La modalità Sleep consente di porre in standby l’elettronica e l’amplificazione, se per 16 minuti circa non giunge alcun segnale agli ingressi. Un crossover attivo di quarto ordine (frequenza di taglio a 2 kHz) invia due segnali opportunamente filtrati alla biamplificazione in classe D di tipo switching: l’amplificatore del woofer è provvisto della tecnologia di commutazione IPR, studiata da Peavey per la propria gamma di finali di potenza ad alte prestazioni; ogni amplificatore dispone infine di un limiter dedicato.

Il test

Esteriormente l’Impulse 12D è piuttosto essenziale. L’adozione di un leggero e resistente box in polipropilene rende questo voluminoso diffusore facilmente trasportabile: la schiena ringrazia. Nelle due bocche frontali del reflex avremmo applicato un sottile strato di tessuto per celare agli occhi l’interno – piuttosto spartano – del diffusore. Il primo test con l’Impulse 12D si è svolto simulando un parlato: non ci stupisce l’ottimo corpo percepito nella voce data la generosità del diffusore; il tweeter a nastro è una sorpresa, perché in determinati ambiti dona una bella freschezza in gamma medio acuta, ridando dignità anche a capsule economiche piuttosto spente in questo range di frequenze. Mantenendo il range del Gain su livelli intermedi, il fruscio generato dallo stadio di amplificazione è tollerabile, mentre a volumi sostenuti si può attivare la modalità Sleep e impiegarla alla stregua di un Noise Gate. Il secondo test ha previsto la simulazione di un soundcheck di una band, allestendo un impianto PA con una coppia di Impulse 12D. La pressione sonora dichiarata dal produttore c’è tutta ed è appagante: questi diffusori americani muovono tanta aria e in un locale di medie dimensioni si può diffondere anche il segnale di cassa e rullante di un drumset senza grosse preoccupazioni. Su livelli intermedi il suono è rotondo e con una bella tridimensionalità, ma salendo di volume si avverte un pizzico di compressione e una leggera colorazione delle medio basse, probabilmente a causa del reflex piuttosto generoso. La presenza di un tweeter a nastro è percepibile partendo da frequenze intorno ai 2,5 kHz: con capsule dinamiche di qualità, meglio ancora se a condensatore, grazie alle Impulse 12D la voce emerge piacevolmente dal mix. Anche le chitarre sembrano più efficaci se diffuse da questi monitor americani, in un contesto rock suonano piacevolmente “in faccia”; viceversa, su timbriche quali un rullante o i fiati, basta intervenire dal mixer sull’equalizzazione di ciascun canale, con una riduzione di qualche dB intorno ai 5 kHz, per togliere quella punta di acidità che può rivelarsi affaticante all’ascolto. Qualche attenzione in più va prestata nell’impiego dell’Impulse 12D nelle vesti di floor monitor, perché a distanza ravvicinata i medio alti del tweeter a nastro sono fin troppo in evidenza, e la prima sensazione è quella di un suono aspro e stancante nel lungo periodo; intervenire con un equalizzatore sulla mandata monitor per ritrovare il giusto equilibrio è caldamente consigliato. Dopo svariate ore di prove intensive, il pannello posteriore dell’Impulse 12D si è rivelato tiepido, sintomo che il raffreddamento interno è ben progettato.

Conclusioni

Il Peavey Impulse 12D si è dimostrato un ottimo diffusore da impiegare sia sospeso, che poggiato su uno stand ad un’altezza adeguata rispetto al pubblico. Data l’alta pressione sonora erogata, questo diffusore lo consigliamo al Dj o all’odierno “One Man Band” in cerca dell’impianto PA dal suono raffinato e adatto per ogni situazione. Associando a due Impulse 12D i subwoofer presenti nel catalogo Peavey si può allestire un compatto e potente impianto PA per scatenare una chiassosa band in una piazza. Lo slot per espandere l’elettronica previsto nel diffusore americano può fare la differenza in termini di longevità dell’investimento: ci auguriamo che Peavey rilasci queste schede in tempi brevi.

Peavey Italia

Tel. 071.7823442
www.peavey.it
info@peavey.it
885,00 Euro  Iva compresa

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Strumenti Musicali n. 4 — Ottobre 2014

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