Parla Francesco Mulassano, ideatore del Torino Synth Meeting

Strumenti Musicali sarà media partner del Torino Synth Meeting, l’unico evento artistico culturale italiano dedicato al mondo dei sintetizzatori e degli strumenti musicali elettronici. Reduce dal successo della quinta edizione che ha visto la presenza di oltre mille visitatori, il Torino Synth Meeting avrà quest’anno la durata di due giorni (28-29 maggio) e si terrà negli spazi del centro culturale indipendente Bunker.
Oltre agli strumenti musicali elettronici, l’evento aprirà le porte ad altri settori dell’industria musicale come, ad esempio, quello delle attrezzature per gli studi di registrazione, per i DJ e per il live (palchi e luci).
Abbiamo parlato del Torino Synth Meeting e del mondo dei sintetizzatori in generale con Francesco Mulassano, ideatore assieme a Luca Torasso della manifestazione.

torino synth meetingTorino Synth Meeting è diventata, in pochi anni, una manifestazione di riferimento per gli amanti italiani dell’elettronica musicale. Com’è nata l’idea e qual è – secondo te ‐ la chiave del successo?
Il TSM nasce ufficialmente nel 2011 da una mia idea, ma le radici partono da prima con il progetto Noisecollective, una community non solo online, dedicata al mondo synth con la quale io e Luca Torasso abbiamo iniziato nel 2008 a organizzare i primi workshop e corsi sulla sintesi qui a Torino. Abbiamo collaborato diverse volte con Pier Calderan e con Gianni Vallino ed è stata una bella esperienza che nel tempo ci ha portato a creare quello che è ora il TSM.
Il TSM nasce da musicisti per musicisti, slegato da certe dinamiche che abbiamo riscontrato in altri eventi simili, è partito nel 2011 con una piccolissima edizione “per gli amici”, un’occasione di incontro reale con le persone conosciute sul web e che con noi condividono questa passione per il sintetizzatore.
Via via nel tempo la manifestazione si è ingrandita, piccole e grandi aziende anche internazionali hanno creduto in noi aiutandoci con la loro presenza a far diventare il TSM un evento unico in Italia e di rilevanza internazionale.
Nel 2014 si è unito a noi lo staff di Disconet che da due anni è il nostro partner tecnico e nel tempo sono arrivate anche le collaborazioni con media partner nazionali e internazionali.
Il successo del meeting sta tutto nella passione che ci mettono le persone che lo organizzano, che lavorano costantemente e che contribuiscono alla crescita del progetto.

La sede del TSM di quest'anno sarà il Bunker, uno spazio industriale dedicato alla sperimentazione a 360°
La sede del TSM di quest’anno sarà il Bunker, uno spazio industriale dedicato alla sperimentazione a 360°

Ci puoi dare qualche dettaglio in più sull’evento? Quali sono le principali novità di quest’anno?
La sesta edizione rimescola un pò le carte, visto il successo dello scorso anno (oltre 1000 spettatori e 25 brand), abbiamo deciso di estendere la manifestazione a due giorni. Questo ha richiesto un cambio location e una rimodulazione dell’organizzazione dando così un taglio più fieristico a tutto l’evento. Abbiamo inoltre deciso di allargare il bacino espositivo ospitando oltre agli strumenti musicali elettronici anche attrezzature dedicate al mondo dei DJ, etichette discografiche, Pro Audio e tutte quelle realtà che fanno parte del mondo musicale.
Da quest’anno abbiamo il piacere di avere anche il supporto di alcune realtà importanti del territorio quali il Comune di Torino e il DAMS di Torino che ci hanno concesso il patrocinio, il Dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico di Torino che ci ha permesso di conoscere alcune realtà create dagli studenti dandoci modo di portarle al meeting con i loro progetti, ad esempio la Arduino Disability Orchestra, un bellissimo esempio di ingegneria applicata alla musica con finalità sociali e di supporto per i diversamente abili.

Qual è secondo te lo stato di salute dei sintetizzatori in questo momento? Quali tendenze stai riscontrando?
Il mondo synth sta attraversando un periodo florido, l’offerta è in ascesa, nascono ogni giorno aziende medio-piccole che, cavalcando l’onda dei modulari, producono strumenti sempre più particolari. Le grandi aziende, fiutato l’affare, hanno cominciato ad affiancare ai prodotti classici anche una produzione per il mercato Eurorack.
C’è un ritorno all’analogico con i grossi calibri in arrivo da DSI/Oberheim e Arturia ma c’è anche l’analogico entry level di Korg che ha capito a quale target mirare e con quali strumenti, così come ha fatto Roland con la serie Boutique e Yamaha con i Reface.
E poi c’è l’eccellenza italiana con brand importanti come GRP Synthesizers, Sound Machines e Frap Tools per citarne alcuni. Ci sono ormai soluzioni per tutte le tasche, è facile avvicinarsi al mondo synth spendendo poco per poi crescere man mano che si fa esperienza.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il TSM attira una quota rosa piuttosto importante
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il TSM attira una quota rosa piuttosto importante

L’anno scorso avete registrato più di mille presenze… Ci puoi tracciare il profilo del vostro pubblico?
La forza del TSM è quella di avere un pubblico davvero variegato, si va dal professionista che viene a provare le anteprime che ci portano le aziende, come l’anno scorso quando Dave Smith Instruments portò in anteprima europea il suo P6, allo sperimentatore in cerca di strani oggetti sonori ai fan di un particolare endorser, (nel 2015 c’è stato il tripudio per Cenk Sayinli aka Projekt Dataline che è il guru a cui Elektron affida tutte le sue macchine e che abbiamo avuto l’onore di avere con noi per la prima volta in Italia).
Abbiamo anche famiglie intere che portano le giovani leve a sentire e vedere strumenti che difficilmente si trovano nei normali negozi, ci sono i producer che lavorano solo con i software e quelli che usano solo hardware analogico. C’è anche una quota rosa abbastanza importante, contrariamente a quanto possa sembrare vedendo le foto di eventi simili in giro per il mondo, la sintesi non è più appannaggio di una platea solo maschile, anzi, le donne ci sono e sono anche molto molto preparate.
E poi il nostro è un pubblico di tutte le età, ci sono i nativi digitali che vengono a toccare con mano gli strumenti e i nativi analogici che si prodigano in aneddoti affascinanti su com’era complicato avere certi strumenti negli anni Settanta e di come fossero difficili da mantenere intonati.
E in ultimo, è un pubblico internazionale. Siamo comodi per i francesi, per gli spagnoli, per gli svizzeri e per gli europei dell’Est che l’anno scorso sono venuti a trovarci, complice anche il fatto di aver ospitato due nuove aziende dell’Est Europa, Bastl Instruments ed Erika Synth, che hanno segnato l’ingresso di produttori esteri all’interno del TSM.

Quali aziende hanno aderito alla manifestazione?
L’elenco degli espositori sta crescendo di giorno in giorno, sono molti i brand che hanno riconfermato la loro presenza e quindi avremo nuovamente Access, Apogee Electronics, Arturia, Dave Smith Instruments, Elektron, Euterpe Synthesizers Laboratories, Grp Synthesizers, Moog Music, Novation, Roland, Waldorf ma anche new entry come JoMoX e Yamaha e altri sono in arrivo.
Alcune di queste aziende hanno riservato per il TSM2016 delle sorprese che siamo sicuri non deluderanno il pubblico, tra questi Arturia che con il suo tour ha proprio scelto noi per presentare ufficialmente il nuovo Matrixbrute e la nuova Keystep, Fraptools che presenterà il nuovo mixer modulare in formato Eurorack, Yamaha con la serie Montage… Insomma, il pubblico avrà un bel da fare…

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