Novità e considerazioni sulle chitarre Taylor: una chiacchierata con Andrea Brusadelli

— Filippo Bertipaglia

Per avere informazioni dettagliate sul mondo delle acustiche Taylor non potevamo esimerci dall’intervistare Andrea Brusadelli, product specialist Taylor in Italia, fresco dell’esperienza Namm 2015.
“La più grossa novità, presentata al padiglione Taylor durante l’ultimo Namm, è stato il completo restyling della serie 600.

Lo scopo principale era quello di donare più calore e sustain a una chitarra dal fondo e dalle fasce in acero. Innanzitutto è stato rivisto il bracing, che non tocca le estremità del fondo, aumentando in questo modo la proiezione sonora, il volume e le frequenze basse. Il piano armonico presente è in abete di tipo torrefied (detto anche roasted NdR) perché invecchiato artificialmente cuocendolo. In questa maniera lo si rende più rigido, modificando in parte il suono dello strumento e aumentandone di conseguenza anche la stabilità.”
E le migliorie già messe in atto nella serie 800 sono state prese in considerazione? Andrea annuisce “Come nella serie 800, la verniciatura utilizzata in questo restyling è molto più fina, cioè di 3,5 millesimi di pollice, permettendo quindi al legno di risuonare maggiormente, e la colla utilizzata per l’incatenatura e il ponte è di derivazione proteica per migliorare la trasmissione sonora. Inoltre, per ciascuna delle cinque forme di cassa presenti, all’interno della serie, si è agito utilizzando uno spessore del bracing specifico. Da un punto di vista estetico invece ci sono delle migliorie tutte proprie quali particolari inlay, come ad esempio i segnatasti in grained ivoroid ad ala, oppure il colore brownsugar applicato sulle fasce e il fondo che rende lo strumento decisamente accattivante”.
Ma il restyling della serie 600 non è l’unica novità: “Ci sono stati miglioramenti significativi nella serie 400. In particolare l’adozione della finitura gloss, a scapito di quella satinata, per il fondo e le fasce. Con la verniciatura lucida si esalta maggiormente la bellezza del legno in ovangkol. Inoltre è stato adottato anche per la serie 400 il sistema di amplificazione chiamato Expression System 2, introdotto l’anno scorso nella serie 800, che è stato una specie di rivoluzione in termini sonori (per una spiegazione accurata del sistema si rimanda al test della Taylor 814ce apparso nel numero di febbraio NdR)” e precisa “questo nuovo sistema è stato installato in tutte le serie fino alla 200 deluxe”.
Dietro l’ideazione delle varie novità presentate da Taylor negli ultimi anni si staglia una figura su tutte le altre “Andy Powers, il nuovo pupillo di casa già autore della cassa armonica detta Grand Orchestra e delle nuove serie 800 e ora 600, ha il compito di dare nuova linfa alla casa americana con la sua esperienza e intuizioni. Probabilmente in futuro prenderà in mano le redini dell’azienda. Lo stesso Bob Taylor afferma che Powers è un liutaio migliore di lui”.
Oltre al suono, così peculiare, il marchio americano è molto apprezzato per la grande suonabilità che rende speciale questi strumenti. Andrea ci spiega il motivo principale “Dal 1999 Taylor ha introdotto il concetto di New Technology Neck, abbreviato in NT Neck, poi installato su tutti gli strumenti prodotti a partire dal 2001. Si tratta di un manico avvitato che presenta due viti: una che s’infila nello zoccolino della chitarra e l’altra che rientra verticalmente nella tastiera. Sotto questo manico troviamo 2 spessori in legno, svasati e tagliati in millesimi di pollice, che permettono di regolare l’angolo tra manico e corpo della chitarra. Quest’angolo è l’unico responsabile della suonabilità dello strumento. Con l’NT Neck avviene una regolazione precisissima, compiuta singolarmente su ogni strumento da parte di un liutaio che prova i vari spessori e sceglie quello più adatto per la tipologia di chitarra. Se durante il corso degli anni il top dovesse cedere leggermente, per la pressione delle corde ad esempio, basterà cambiare gli spessori del manico e riportare quindi lo strumento allo stato iniziale e alla perfetta suonabilità, garantendo di fatto una condizione di stabilità per tutta la vita dello strumento. Il fatto di non essere un manico incollato e di essere tutto d’un pezzo poi, elimina la gobba che si presenta spesso al 14º tasto quando lo strumento è sottoposto ai vari sbalzi di temperatura e relativa umidità”.
Ma dove vengono prodotte le varie serie? “È bene ricordare che gli strumenti Taylor vengono realizzati a El Cajon in California a partire dalla serie 300 in su, invece a poco più di mezz’oretta di macchina troviamo, a Tecate in Messico, un altro centro dove vengono prodotte le serie 100, 200, Baby e Gs Mini. Il fattore più importante da sottolineare è che in entrambe le fabbriche vengono utilizzate le medesime tecnologie e gli stessi macchinari. C’è spesso uno scambio di responsabili tra i due centri che controllano l’andamento costruttivo, e quindi si può dire a ragione che qualsiasi chitarra Taylor presente sul mercato sia una Taylor a tutti gli effetti”.
Concludendo Andrea Brusadelli ci offre una veloce panoramica sulla strategia di marketing del colosso americano: “Taylor si rivolge al mondo dei chitarristi in generale, che siano professionisti oppure semplici appassionati. Dati alla mano, è una delle chitarre acustiche più vendute negli Stati Uniti e sicuramente uno dei motivi è dato dalla facilità del manico che è un fattore oggettivo, e la rende la chitarra più suonabile al mondo. La filosofia del marchio è che ogni chitarrista ha lo strumento che fa per lui nella propria testa, ed è per questo che esistono così tanti modelli e combinazioni di legni e forme, affinché si coprano tutte le esigenze di stile, genere e tipologia di chitarrista. L’importante, infine, è conservare sì gli aspetti tradizionali della chitarra acustica, ma fino a un certo punto. Risulta fondamentale una continua ricerca, innovazione e restyling degli strumenti Taylor, per renderli unici e sempre migliori!”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here