— Giulio Curiel

[quote_box_center]La suite all-inclusive di NI arriva alla versione 10 con nuovi e gustosissimi synth. Ma anche con una serie di keyboard-controller dedicati che fanno somigliare il pacchetto a una workstation hardware…[/quote_box_center] [su_slider source=”media: 1414,1415,1416,1417,1418,1422,1420,1419,1423″ link=”lightbox” title=”yes”] [su_dropcap size=”5″]N[/su_dropcap]ative Instruments prosegue ormai da anni la sua politica di vendita di synth, librerie ed effetti in un unico bundle omnicomprensivo. Inizialmente l’utenza aveva manifestato scetticismo, ma in poco tempo la scelta dello sviluppatore berlinese ha dimostrato tutta la sua validità: con un investimento contenuto si accede infatti a un mare di software o, più tecnicamente, a un bundle ove praticamente qualsiasi necessità sonora dello studio contemporaneo è rappresentata.
Col tempo è diventato quasi impossibile dar conto di tutto ciò che c’è in Komplete, e del resto synth ormai classici come Absynth 5, FM8 e Massive sono dei pilastri ben noti della produzione musicale degli ultimi anni. Stesso discorso per il modulare Reaktor 5, per il sampler Kontakt 5 e per il gestore di drums&loops Battery 4. Recente e pregiatissimo ingresso dalla versione 9 di Komplete è Monark, ovvero una delle più riuscite e fedeli emulazioni software dell’immortale Minimoog, mentre numerose e ben note librerie per Kontakt si prendono cura dei piani elettrici (Scarbee Mark I e Clavinet Pianet), organi elettromagnetici (Vintage Organs), batterie (Studio Drummer e Abbey Road 60s Drummer), basso elettrico (Scarbee MM-Bass), sezioni di strings (Session Strings) e fiati (Session Horns). L’effettistica ha una solidissima base nella serie Solid (compressore, EQ e bus compressor che emulano moduli SSL) e nel riverbero a convoluzione Reflektor, mentre l’emulazione di timbri chitarristici è a cura del fondamentale Guitar Rig 5 Pro. Questa carrellata, ancorché non esaustiva, dà conto della potenza sonora di base di Komplete, ma adesso è venuto il momento di analizzare le novità della versione 10. In essa infatti compaiono da un lato nuovi e interessantissimi strumenti, e dall’altro il supporto di una serie di tastiere di controllo dedicate che prendono il nome di Komplete Kontrol S e sono declinate nei tagli da 25, 49 e 61 tasti. Esse sono dotate di comandi a manopola e display, che sono premappati agli strumenti virtuali del pacchetto, e ne consentono quindi l’editing in una maniera così intuitiva da ribaltare completamente l’approccio a Komplete rispetto a quanto eravamo abituati finora. Andiamo dunque a visionare il dettaglio delle novità di Komplete 10, e per farlo mettiamo in test i singoli prodotti del bundle.

Il test

Si parte con Rounds, un ensemble per Reaktor che usa due distinti “engine” sonori, Analog e Digital. Analog è basato sulla metafora di un classicissimo synth sottrattivo a due VCO, mentre Digital implementa una FM semplificata con tre operatori e filtro a 12 dB/Oct. Fin qui tutto normale, ma le novità arrivano nella zona Voice Programmer dove otto blocchi di programmazione ospitano ognuno quattro celle, ciascuna destinata a un timbro di synth (indifferentemente Analog o Digital). Le celle possono suonare insieme, oppure in sequenza. In pratica Rounds usa una complessa e sofisticata tecnica di layering che si presta anche alla creazione di vere e proprie sequenze. Se queste sono veloci e riguardano pitch identici tra loro, a cambiare è solo il timbro. Se invece le sequenze sono agganciate alla scansione ritmica diventano il tramite per creare vere e proprie frasi. Rounds non è facilissimo da programmare ma ha un suono straordinario, mobile, presentissimo e attualissimo, ed è la vera gemma di questa versione 10. Kontour è un altro nuovo ensemble per Reaktor e in questo caso usa come base di sintesi la modulazione di fase di due oscillatori sinusoidali. Le modifiche del timbro di base arrivano anche dal waveshaping e dalla modulazione ad anello, mentre lo spettro viene poi manipolato tramite un filtro a pettine, un filtro a stato variabile e un anello di feedback. Il tutto è abbastanza ostico da comprendere in un modello teorico causa/effetto, mentre la sperimentazione è la strada migliore per gestire Kontour. Quattro macro denominate Drama, Color 1, Color 2 e Loudness possono essere manipolate e registrate nella loro escursione temporale. Le timbriche di questo synth sono varie e cangianti, molto digitali ma al contempo calde e organiche, affascinanti e spesso reminiscenti dei synth Casio CZ e Roland D dei tardi anni ’80. Vi è poi Polyplex, uno strumento dedicato a creare suoni di drums attraverso otto diversi generatori basati sul layering. Le sue otto celle contengono infatti ciascuna quattro campioni regolabili nei parametri di direzione di riproduzione, start, pitch, pan e volume. Inoltre per ogni campione è possibile scegliere la famiglia sonora di appartenenza, e così diventa per esempio possibile stratificare una cassa con un clap. In questa maniera è possibile generare suoni percussivi molto complessi a partire da una vasta palette di campioni già forniti. L’arma segreta di Polyplex è però la possibilità di “lanciare il dado” attraverso un’icona dedicata a generare i timbri in maniera casuale. Si arriva così a combinazioni che probabilmente la fantasia umana non avrebbe mai saputo raggiungere, e i risultati in genere sono notevoli. Non inedito ma incluso per la prima volta in una raccolta Komplete è Drumlab, altro tool dedicato alla creazione di timbriche percussive. In questo caso è uno strumento per Kontakt e si basa sulla combinazione di due timbri campionati, uno acustico e uno sintetico. Si seleziona quindi il tipo di kit-piece (cassa, rullo, ecc…) e per ciascuna sorgente Acoustic ed Electronic si sceglie tra i campioni a disposizione. Per ciascuno di essi si regolano l’accordatura e alcuni parametri dipendenti dal tipo di percussione, e infine si gestisce il blend tra suono acustico e suono elettronico. Il sistema, teoricamente banale, si rivela straordinariamente potente per creare facilmente drum kit complessi e originali, anche perché può contare su ben 26.500 campioni interni. Drumlab contiene inoltre internamente 900 groove già programmati. Solo un accenno velocissimo alle tre nuove librerie di pianoforte acustico, per dire che si basano su The Grandeur (un coda dal suono moderno, lussuoso e presente), The Maverick (un altro gran coda campionato da uno strumento del 1905 fatto per il principe di Prussia e dal suono molto romantico) e The Gentleman (un verticale del 1908, intimo e rotondo). Queste tre librerie brillano per bellezza ma anche e soprattutto per naturalezza della risposta e del timbro, e questa è una gran cosa in un piano campionato. Un riverbero a convoluzione assiste in questo, ma il timbro è già molto molto bello alla fonte. Un buon numero di parametri permettono di controllare le risonanze, gli overtones, i rumori delle varie parti meccaniche, consentendo una personalizzazione spinta dello stesso timbro di base. A parere di chi scrive questi pianoforti rappresentano un deciso passo in avanti rispetto alle precedenti proposte NI. E veniamo ora alla tastiera di controllo: si tratta di un prodotto basato su meccanica Fatar di elevata qualità e dal tocco davvero, davvero bello. Le tradizionali pitch e mod wheel sono sostituite da due strip sensibili alla pressione che si illuminano tramite una serie di led per indicare il loro azionamento. Il punto forte del prodotto però è la totale integrazione col software: lanciando infatti la nuova applicazione Komplete Kontrol si accede al browsing unificato di tutti i generatori sonori presenti in Komplete e si possono selezionare i timbri a partire dal soft-synth desiderato, oppure dal tipo di suono ricercato (filtri “Types” quali Bass, Piano, Organ, ecc… e “Modes” quali Chord, Monophonic, Percussive). Sulla tastiera si procede premendo il tasto Browse e poi si scorrono a video i vari prodotti con la manopola point&click adiacente. Trovata la famiglia timbrica di interesse, ci si sposta con il cursore e si scorrono i preset con la stessa manopola. I tempi di caricamento, immediati per i suoni sintetizzati, ovviamente variano sia in funzione delle prestazioni del PC collegato sia se tra un preset e l’altro cambiano generatore di provenienza o rimaniamo sempre sullo stesso. La metafora dello strumento hardware dal quale si scelgono e si eseguono i diversi preset è però resa con molta forza, mentre il monitor del computer rimane solo per fare da terminale di visualizzazione. Quando il suono è caricato, la funzione Native Map rende disponibili per le otto manopole di editing di cui è dotata la tastiera l’accesso ai parametri timbrici. I loro nomi vengono visualizzati nei display a scarica gassosa posti sotto a esse, mentre non appena si tocca una manopola nel relativo display compare il valore del parametro. Il tutto funziona molto bene e garantisce un’integrazione davvero notevole per uno strumento software. Non tutti i prodotti inclusi in Komplete sono stati mappati all’hardware con lo stesso livello di profondità e, stante la differenza architetturale tra di essi, è talvolta necessario scorrere diverse pagine di comando per arrivare al parametro di interesse, ma questo ovviamente è il contraltare dell’avere prodotti software dall’architettura molto complessa. Vi è infine da raccontare della funzione Light Guide che, tramite un led RGB per ogni nota di tastiera, permette di avere guide luminose nelle mappature di split e layer, nonché per esempio negli strumenti percussivi ove ciascun kit-piece assume un colore diverso. Infine, in caso si attivi l’arpeggiatore di bordo, il Light Guide indica le note in scansione ritmica, mentre con la funzione Scale si visualizzano solo le note appartenenti a una determinata scala. Bello e utile, non solo coreografico.

Conclusioni

Per quanto riguarda il solo software, le conclusioni sono le stesse di ogni versione di Komplete: il pacchetto Native Instruments è uno straordinario contenitore di tante sonorità e funzionalità diverse che possono soddisfare una larghissima e trasversale fetta di utenza, senza limitarsi a coprire un genere e fornendo invece timbriche che vanno dal classico, al classicamente sintetico, all’avanguardistico. Stavolta secondo noi Native ha fatto bingo con alcuni synth davvero ben riusciti (Rounds su tutti) e con prodotti dedicati alle timbriche percussive quali Polyplex e Drumlab che ti catapultano di peso nella contemporaneità sonora e che sono potentissimi. La versione standard è perfetta per il producer, mentre ci sentiamo di raccomandare la Ultimate a chi ha una maggiore focalizzazione sulle produzioni ad ampio spettro, sulle sonorizzazioni e sul mixing&mastering. In entrambi i casi, il rapporto prezzo/prestazioni/funzionalità è convenientissimo. Veniamo ora al controller: in un mondo sempre più tristemente cheap qualcuno ha obiettato che la serie S non costa poco: questo è vero, ma solo per l’utenza pauperista e distratta di questi ultimi anni. In realtà la tastiera di Kontrol S49 è davvero eccellente e mani esperte sapranno dar valore a questo, mentre l’integrazione col software è molto profonda: in questo senso, Native Instruments è sicuramente più avanti di qualsiasi altro produttore mondiale. Se dunque volete usare Komplete come principale motore sonoro del vostro studio, l’acquisto di una tastiera serie S è fortemente raccomandato perché, come già detto, in questa maniera si accede a un sistema integrato che rende Komplete uno strumento quasi fisico, una workstation potentissima e in continua evoluzione.

Midi Music

Tel. 011.3185602
www.midimusic.it
info@midimusic.it
Komplete 10 — 584,38 Euro Iva compresa
Komplete Kontrol S49 — 695,40 Euro Iva compresa

[su_divider top=”no” text=”Torna sopra” size=”2″]

Strumenti Musicali n. 3 — Aprile 2015

RASSEGNA PANORAMICA
Rapporto qualità/prezzo
Realizzazione
Suono
Facilità d’uso
Condividi
Articolo precedenteMackie DL32R
Prossimo articoloPalmer PDI03JB

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here