Max De Aloe Quartet Borderline

— A cura di Luca Masperone

Una mostra di pittura è stata l’inizio di tutto, la fonte di ispirazione primaria per Max De Aloe, definito da Lorenzo Viganò “un armonicista raffinato, intenso e visionario”.

Da questa esperienza è nato “Borderline”, un album che travalica i confini del jazz tradizionale per incontrare e rivisitare, tra un brano originale e l’altro, la musica classica di Robert Schumann e il rock dei Pink Floyd e dei Nirvana. Con rispetto per la storia, ma con riarrangiamenti inaspettati, nei quali il Max De Aloe Quartet dimostra il suo talento e la sua inventiva. “Gli artisti hanno bisogno di scontrarsi con un’idea. Necessitano di una scintilla, di un’ispirazione”. Queste per Max sono state la visita a Ravenna della mostra intitolata appunto “Borderline”: opere di personalità artistiche socialmente considerate in bilico tra normalità e follia. Tra di loro, molti appartenenti alla corrente della cosiddetta Art Brut, che individua quei pittori che hanno scoperto l’arte in luoghi come ospedali psichiatrici o celle di detenzione. Da qui alla musica il passo è breve, e la rilettura jazz dello storico brano di Kurt Cobain “Smells Like Teen Spirit”, che apre l’album, ne è la prova. Un tappeto d’atmosfera, sopra il quale urlano suoni che sembrano provenire da un inconscio la cui urgenza di manifestarsi è diventata improcrastinabile. Centrale nel lavoro è la figura del pittore Carlo Zinelli, del quale nel 2014 si celebravano i quarant’anni dalla scomparsa. A lui è riservata anche la copertina dell’album, che ritrae una sua opera. Spiega Max De Aloe: “Dopo dieci anni di isolamento quasi assoluto nell’ospedale psichiatrico di Verona, Carlo scopre la pittura. L’arte che fa risorgere l’uomo e fa nascere un artista vitale che ci regalerà negli anni più di duemila dipinti. In quel momento, almeno nella mia testa, nasceva questo disco”. “L’artista è spesso considerato folle, perché esce dalla banalità” diceva un noto premio Nobel italiano, e in “Borderline” ritroviamo tutta l’arte e tutta la follia. I compagni di viaggio di Max sono il pianista e compositore Roberto Olzer, attivo in una ventina di cd, il cui pianoforte costituisce una delle voci principali dell’album; il contrabbassista Marco Mistrangelo, che ha collaborato con artisti del calibro di Lee Konitz, Dave Liebman, Tullio De Piscopo e Fabrizio Bosso incidendo oltre 25 cd tra jazz, musica latina, canzone d’autore e composizioni per il teatro; il batterista Nicola Stranieri, che vanta concerti in Francia, Svizzera, Albania, Marocco, Kenya, Malta, Croazia e 42 cd all’attivo. In conclusione “Borderline”, prodotto da Roberto Vigo e registrato e mixato allo Zerodieci Studio di Genova, è un lavoro che del jazz mantiene la ricchezza e la profondità, miscelandola con melodie e brani provenienti dai mondi più disparati, qui rivisitati in una chiave spiazzante tuttavia rispettosa della tradizione.

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