Matt Smith e i sentimenti nella musica

— Pietro Baffa

La vera musica è armonia, è partecipazione, è piacere, ma anche tanta dedizione, passione e un pizzico di sofferenza benigna. Questo è quello che si percepisce durante un concerto con veri artisti, veri musicisti. Siamo stati al Nidaba Theatre a Milano, storico locale, dove il titolare Max ama la musica americana, principalmente il blues e il rock, ma anche tutta quella fatta bene e con il cuore. Abbiamo avuto l’onore e il piacere di assistere a un concerto magico, forte e pieno di vera musica. Matthew Smith, detto Matt, che a distanza di parecchi anni ritorna al Nidaba con i Four Tiles.

Un’ occasione molto particolare per ascoltare un maestro americano della chitarra. Un virtuoso dello strumento a corde in tutte le sue declinazioni e sfaccettature. Matt Smith, apprezzatissimo artista internazionale, suona chitarra elettrica, acustica, mandolino, ukulule, banjo, spaziando tra blues, rock, country, finger style, folk celtico, fusion, surf, latin. È stata una serata davvero incandescente anche perché con lui sul palco c’erano i Four Tiles. La super rock band dove si esibisce Cesario di Elio e le Storie Tese. Difficile immaginare una super rock band che accompagna un maestro della chitarra acustica, ma con questi artisti in campo il risultato può essere solo uno: un concerto strepitoso.

I Four Tiles sono cari amici di Matt e di Max, titolare del locale ed è proprio con loro che Matt ha suonato su quello stesso palco per la prima volta. Quattro grandi musicisti che donano uno spettacolo rock molto divertente, animato dal ritmo possente della batteria di Roberto Gualdi (Pfm, Lucio Dalla, Roberto Vecchini) dalle chitarre di Sebo e Cesareo (Elio e le storie tese) e dalla voce e dal basso di Guido Block. Matt Smith è musicista, ma anche produttore. Lavora molto in studio e registra e produce tante band. Attualmente vive a Austin, in Texas, precedentemente ha vissuto e lavorato tanti anni a New York. Ha lavorato molto, in passato, come dimostratore per Ovation guitar, facendo svariati tour in tutta Europa. Ora lavora per Supro, storico brand di amplificatori degli anni Cinquanta e Sessanta, storico quello di Jimi Page, che sono stati rimessi recentemente in commercio realizzati secondo le specifiche dell’epoca. Matt ne è uno dei dimostratori ufficiali.

Matt ha anche presentato il suo nuovo album, dal titolo World, dove è autore e compositore di tutte le canzoni. “In questo disco c’è tutto quello che ho imparato con il cuore, con i sentimenti. Da quando ho iniziato a suonare da bambino. Durante tutta la mia vita musicale ho incontrato molte persone importanti e gente comune. Ho vissuto molte situazioni di vita, esperienze uniche. Quando mi sono trasferito da New York a Austin, ho messo tutta questa esperienza, tutti questi sentimenti, in questo disco.” Ogni suo album ha una sua caratteristica musicale, in questo album Matt ha fatto un tributo a quelle che sono state le sue influenze musicali principali, che hanno le radici negli anni Settanta, nella West Coast.

Durante la serata, Matt e i Four Tiles hanno suonato alcuni brani tratti dal nuovo disco di Matt e alcune cover rock. Un concerto straordinario dove si è respirata aria di American Rock. Come sottolinea Matt “Se sei un bravo musicista non perdi mai l’occasione per fare musica e soprattutto provi il piacere di condividerla. Che poi è la base della musica stessa”. Matt ha insegnato per tanto tempo e ha ben chiaro quanto sia importante il contatto umano con i musicisti. Forse in questi anni sta un po’ mancando, però quando si è sempre in giro da tanti anni e si ha la possibilità di suonare con tanti musicisti, si ritrova sempre quella stima reciproca che è fondamentale. “Qui in Italia c’è una grandissima tradizione musicale, del resto io suono il mandolino che è nato proprio qui in Italia e proprio qui ho vissuto delle esperienze musicali bellissime.” Grazie alla bella atmosfera del Nidaba, alla musica e al caloroso pubblico presente, si aveva quasi la sensazione di essere trasportati nella West Coast. In quel mondo musicale, in quel rock puro.

Durante la serata Matt ha usato una chitarra elettrica, una acustica e un mandolino, tutti elettrificati. Naturalmente anche la sua voce, una voce calda e intensa, una voce unica nel suo genere: da brividi. È stato anche un ritrovarsi tra amici musicisti, che appena hanno la possibilità di organizzarsi, creano situazioni come queste. Situazioni musicali e momenti magici e pieni di sentimenti. Un ringraziamento speciale a Max del Nidaba e a Stefano Sebo Xotta per il suo prezioso supporto durante l’intervista.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here