Massimo Palmirotta il vincitore del PercFest ospite in UFIP

— Luca Masperone

Un viaggio speciale nel mondo dei piatti musicali in una delle fabbriche simbolo dell’artigianato italiano: è quel che è successo a Massimo Palmirotta, vincitore con il MasPaCo Trio del concorso PercFest Memorial Naco 2014, invitato da Luigi Tronci nella sede della UFIP per assistere al processo di fusione e forgiatura dei piatti che costituiscono parte fondamentale del suo premio. Infatti Massimo, che come vincitore dell’edizione 2014 del PercFest ha ricevuto premi significativi come un pedale Iron Cobra da Mogar di Milano e una coppia di conga GonBops da Bomap di Bologna, ha avuto anche il piacere di ricevere un set di piatti UFIP in bronzo B20 immediatamente dopo aver assistito alla loro nascita in fabbrica a Pistoia.

“Il premio che più mi ha lasciato qualcosa è stato sicuramente l’incontro con Luigi Tronci, presidente della UFIP” racconta Massimo “ciò che mi ha colpito maggiormente è stata la passione e l’amore di Luigi per il suo lavoro, un lavoro che ha alle spalle quattro secoli di tradizione nella genealogia Tronci. Ho avuto modo di osservare gli artigiani all’interno della fabbrica e di capire come dalla fusione di rame e stagno si arrivi al piatto così come noi lo conosciamo. La particolarità dei piatti UFIP risiede proprio nella lavorazione a mano attenta e precisa, ne deriva la sorpresa di scoprire che i piatti UFIP migliorano sempre più il loro suono iniziale… più li suoni, più migliorano! Ho ricevuto un set da jazz che ancora mi mancava, e l’ho subito impiegato nel progetto MasPaCo Trio”. Massimo ci parla anche degli altri premi ricevuti dopo la vittoria al PercFest, strumenti che ha immediatamente messo all’opera: “Il pedale Tama Iron Cobra è ideale in contesti dove la potenza, data dall’attacco del battente, si ritrova in situazioni di musica rock in tutte le sue sfaccettature, mentre le conga GonBops (insieme all’esperienza del PercFest) mi hanno dato l’input di approfondire lo studio delle percussioni… per questo motivo ho cominciato ad affiancare allo studio della batteria quello delle percussioni latine, in modo da ampliare il mio bagaglio di conoscenze sul ritmo e scoprire nuove sonorità”.

Il desiderio di ampliare il proprio orizzonte e di approfondire nuove scoperte è stato al centro anche dell’incontro con Luigi Tronci: “Durante la cena ho discusso a lungo con Luigi e suo figlio Damiano il tema della cultura e dell’arte. Da qui l’importanza di investire sulla cultura musicale, che il più delle volte viene trascurata in nome di una società troppo spesso consumistica… una società che sta perdendo in parte i valori della tradizione che, se recuperati, danno modo di creare spazi di aggregazione e di solidarietà artistica. Questo aiuterebbe di conseguenza anche l’economia a riprendere a girare… è tutto un cerchio che va chiuso. Ad ogni modo, l’artigianato italiano resta a mio parere un qualcosa da preservare e sul quale continuare ad investire, nonostante i tempi di crisi odierni”.

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