Rezophonic: la nazionale del rock

[quote_box_center]“Rezophonic è la nazionale del rock al servizio di chi ne ha bisogno” dichiara Mario Riso a proposito del progetto umanitario che dal 2006 porta acqua dove non c’è. In occasione dell’uscita di “Rezophonic III” approfondiamo con Mario tutto quello che c’è da sapere sulla sua creazione, che negli anni ha coinvolto più di 200 artisti, da Billy Sheehan a Rocco Siffredi.[/quote_box_center]

— Luca Masperone

Ph Paolo Montalbano
Ph Paolo Montalbano
[su_dropcap style=”flat” size=”4″]U[/su_dropcap]n viaggio in Africa è stato l’inizio di tutto. Lì Mario Riso ha incontrato Icio de Romedis, uno dei consiglieri di AMREF, e conosciuto per la prima volta la sete. “Quando questo succede ti ricollochi, vivi le altre problematiche con un’intensità diversa, impari a distinguere il superfluo dal necessario”. Da lì nasce l’idea “Rezophonic”, e quello che doveva essere il disco solista di Mario si trasforma nel primo album di un progetto più ampio, che da allora ha raccolto fondi per la realizzazione, in Africa, di 158 pozzi, 15 cisterne da 4.600 litri, 3 scuole. Con l’uscita di “Rezophonic III” e le recenti aperture internazionali il progetto cresce ancora, così come il numero degli artisti coinvolti, da Caparezza a Enrico Ruggeri, da Piero Pelù a Cristina Scabbia dei Lacuna Coil, da Pippo Baudo ad Alex Britti a Marco Materazzi.

Luca Masperone  L’ultima volta che ci siamo incontrati, vi eravate appena esibiti sul palco del Carnevale di Venezia con un gruppo di oltre 30 musicisti. Era il 12 febbraio 2013: quali novità ci sono state da allora?
Mario Riso  Dopo Venezia abbiamo fatto tantissimi concerti in giro per l’Italia, siamo stati all’estero, a Londra, in Ungheria allo Sziget Festival e siamo stati invitati a partecipare a una manifestazione in Russia con 16 nazioni, una sorta di mondiale di calcio dove io giocherò con la Nazionale Artisti TV e dove suoneremo con Rezophonic. La novità principale resta comunque l’uscita del nostro terzo album: “Rezophonic III”.

Luca  Il disco è anticipato da un singolo molto particolare, il brano “Dalla a me”, strapieno di ospiti e di intuizioni divertenti. È stato un parto piuttosto travagliato, ce ne parli?
Mario  Sono presenti circa 25 artisti solo in quel brano, un delirio! Si tratta di una canzone nata a 4 mani con Danti dei Two Fingerz (Daniele Lazzarin). L’idea è partita da una chiacchierata assieme a lui, io volevo parlare di spreco, che è il tema di questo nuovo lavoro. Per realizzarla, abbiamo coinvolto una miriade di artisti rock, hip hop e personaggi che non ti aspetteresti mai del mondo della comunicazione: Pippo Baudo, Rocco Siffredi, Javier Zanetti, Marco Materazzi, Diego Abatantuono, Jake La Furia, Caparezza, Ilaria D’Amico, Fabio Caressa, Nino Frassica.

Luca  Immagino sia stato complesso mettere insieme voci così diverse, anche di cantanti non professionisti, far quadrare timbri, intonazione… o sbaglio?
Mario  Hai perfettamente ragione! Anche perché le riprese audio sono state realizzate in un modo abbastanza improbabile. Infatti vorrei davvero fare i complimenti a Olly Riva, produttore di questo lavoro, che ha avuto l’arduo compito di dosare e ottimizzare il tutto, ottenendo un risultato splendido.

Luca  Hai parlato di riprese audio improbabili. Cosa intendi dire?
Mario  Vedi, ho raggiunto gli ospiti in qualunque posto, qualunque giorno senza preavviso. Le loro riprese non sono avvenute in uno studio di registrazione, ma nei luoghi più disparati: Pippo Baudo l’ho registrato nel suo ufficio a Roma, Nino Frassica in un giardino sempre a Roma, Rocco Siffredi in una camera d’albergo a Lugano dove si trovava per una fiera, giusto per farti qualche esempio! Sono andato da loro con l’operatore Mauro Tettamanzi, realizzando anche i teaser video che hanno poi anticipato l’uscita del singolo. Le parti audio le ho registrate con un microfono Sennheiser di alto livello, preoccupandomi del tempo e dell’intonazione. Mauro si è occupato anche della regia del videoclip ufficiale.

Luca  L’idea del testo è: “dalla a me, io sicuramente non la spreco”.
Mario  Esatto: i ritornelli della canzone sono cantati da personaggi che possono dire a voce alta quella frase senza possibilità di venire smentiti. Da Marco Materazzi (“La finale del mondiale dalla a me, io sicuramente non la spreco”) a Rocco Siffredi (“Se ti senti sola dalla a me, io sicuramente non la spreco”), passando per tutti gli altri ospiti del brano.

Luca  Introduce in modo divertente il tema dello spreco, che è un po’ la chiave di questo nuovo lavoro. In che modo Rezophonic contribuisce a combattere il problema?
Mario  Il primo modo è quello di parlarne! Noi non vogliamo insegnare niente a nessuno, perché non abbiamo nulla da insegnare: Rezophonic non è un progetto di musicisti che si sono messi insieme per realizzare il proprio sogno, è un progetto umanitario che vuole fare riflettere divertendo. Da sempre raccogliamo fondi per portare acqua dove non c’è, e continueremo a farlo anche con il nuovo album, ma in questo caso ci occuperemo anche della causa dello spreco, che purtroppo condiziona la vita di un sacco di persone, al punto che per avere il superfluo sono disposte a rinunciare all’essenziale, alla propria libertà, che poi è un po’ il tema del consumismo in generale. Vedi, avere la Ferrari e non avere un bicchiere d’acqua significa non arrivare al giorno dopo. Rezophonic è la nazionale del rock al servizio di chi ne ha bisogno. Purtroppo, laddove c’è un terremoto e c’è bisogno di uno spettacolo per raccogliere fondi, noi diciamo sì e ci facciamo trovare pronti. La Fondazione Zanetti organizza un evento per i bambini in Argentina? Noi partecipiamo e proviamo a portare il nostro contributo. La “mission” di un progetto come il nostro è quella di mettersi a disposizione di quelle che possono essere le richieste, coinvolgendo artisti di grande talento e grande cuore. Il modo in cui lo faremo è sempre lo stesso: non sfinendo le persone con i problemi degli altri, ma facendole riflettere, facendole divertire e mettendole nelle condizioni di dire: bene, posso permettermi di fare qualcosa; oppure: se non posso almeno mi impegno a rispettare di più la fortuna che ho nel disporre di certe cose non sprecandole. Ricordiamoci nel nostro piccolo che lo spreco non ha scuse. Possiamo non avere la fortuna di poter aiutare gli altri donandogli tempo libero o denaro, perché la vita è dura a qualunque livello, però non ci sono scuse laddove apri un rubinetto dell’acqua e lo lasci scorrere per nulla, o quando accendi l’auto e inquini senza avere bisogno di circolare. Evitare di sprecare ciò che si ha è già un bel modo di rendersi utili. Ecco il messaggio di quest’anno.

Luca  Quando tempo è servito per ideare “Rezophonic III”?
Mario  Ho iniziato a lavorare subito dopo l’uscita di “Nell’acqua”, il nostro secondo album pubblicato nel 2010. Quindi sono circa 4 anni che ci sto lavorando, in modi differenti. “Rezophonic III” comprende inediti che ho scritto io, a livello musicale, confrontandomi poi con altri personaggi della scena italiana per concluderli e farne delle vere e proprie canzoni, e brani di famosi artisti rivisitati per l’occasione, come ad esempio “Woda Woda” dei Litfiba, con Piero Pelù alla voce, e “Mistero” di Enrico Ruggeri, che Enrico canta assieme a Cristina Scabbia dei Lacuna Coil. C’è persino una rivisitazione del brano “Rock Out” dei Motörhead, realizzata assieme a Billy Sheehan (bassista, tra gli altri, di Mr. Big e Steve Vai), Alex Britti alla chitarra elettrica e diversi cantanti come GL degli Extrema e Alteria di Rock TV. Io, come sempre, suono la batteria in ogni brano.

Luca  Il progetto sta iniziando ad uscire fuori dai confini nazionali?
Mario  Sì! Oltre ai live di cui ti ho già parlato, vi svelo una chicca: grazie all’interesse dell’etichetta Scarlet Records, ho deciso di pubblicare un album che comprenderà tutte le canzoni in inglese dei nostri tre dischi più i singoli in italiano. Quindi uscirà questo Rezophonic “International” che ci darà la possibilità di girare il mondo con la nostra musica e di raccontare quello che facciamo nelle piazze europee un poco alla volta. Perché fare è una cosa importantissima, ma anche riuscire a comunicare alla gente quello che fai è importante, ed è la cosa più difficile.

Luca  Concordo. Rezophonic rimane però libero e indipendente?
Mario  Assolutamente sì. Non ho vincoli e non ho legami di nessun tipo, questo mi consente di poter donare i proventi in maniera totalitaria. Tutto ciò che compete la vendita dei CD di Rezophonic serve e servirà per costruire pozzi d’acqua in Africa e i percorsi che abbiamo intrapreso.

Luca  Ancora due parole, questa volta solo su di te. Sei un batterista dalla lunga carriera, cofondatore di Rock TV e Hip Hop TV, direttore artistico del concorso per band emergenti italiane Red Bull Tourbus Contest Chiavi in mano, socio onorario e ambasciatore per AMREF nel mondo della musica. Qualcos’altro bolle in pentola?
Mario  In realtà sì: è da poco uscito un rullante della Ludwig “Signature” mio… direttamente dalla Ludwig America con serigrafato sul fusto il mio nome con autografo e il logo Rezophonic. È un pezzo unico al momento, fa parte di un progetto che potrebbe riguardare una distribuzione di questo rullante per supportare Rezophonic. È un Black Beauty, modello storico della Ludwig, realizzato in ottone, con cerchi e meccaniche placcati oro. È un 6,5”x14” che è la misura che utilizzo assieme alla mia batteria Ludwig con cassa da 26”, tom da 14”, timpano 16” e timpano 18”.

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