— Giulio Curiel

[quote_box_center]Se prendessimo una macchina del tempo e portassimo il DL32R a un fonico degli anni Settanta, questo farebbe molta fatica a credere che si tratti di un mixer: dove sono i fader, le manopole, i VU-meter? E poi, come fanno a stare tanti canali in così poco spazio?[/quote_box_center] [su_slider source=”media: 1455,1453,1454,1461,1460,1459,1458,1457,1456″ link=”lightbox” title=”yes”] [su_dropcap size=”5″]L[/su_dropcap]a risposta è ovviamente la solita di questi ultimi anni: “cortesia della tecnologia digitale”! Il Mackie DL32R è in effetti uno dei nuovi mixer digitali destinati ai gruppi che si fanno il service da soli, nonché alle installazioni non troppo grandi. Esso sfrutta un motore digitale per equalizzare, comprimere, panpottare, attenuare e sommare una molteplicità di segnali all’interno di una “black box”, e poi demanda a un’apparecchiatura esterna (in questo caso un iPad) il controllo e la visualizzazione di tutto lo stato della macchina. In questa maniera è possibile usarlo come mixer FOH per concerti nonché come submixer per batteria o tastiere, e porre tutta la sua potenza a diretto controllo degli stessi musicisti grazie alla possibilità di controllo remoto da tablet Apple. Questo svincola l’uso del mixer dalla presenza fisica di fronte ad esso, come invece accade coi banchi tradizionali, ed elimina la necessità di snake o DI multicanale per portare il segnale dal palco al mixer, per il semplice fatto che il mixer può stare esso stesso sul palco! Il DL32R è inoltre anche interfaccia audio multicanale verso un computer, oppure hard disk recorder con la sola aggiunta di un disco rigido con connessione USB. In questa maniera il prodotto Mackie fornisce tutte le funzionalità di mixing e recording di una performance. In effetti, grazie a queste caratteristiche potrebbe essere impiegato anche in studio, ma la risoluzione interna è fissata in 24 bit a 48 kHz di sampling rate, mentre oggi nelle macchine da studio i 96 kHz sono considerati irrinunciabili. Inquadrato il prodotto, andiamo a conoscerlo da vicino: dimenticate dunque il solito transatlantico pieno di fader e manopole e volgete invece lo sguardo a un compattissimo modulo rack alto 3U con tutte le connessioni audio sul frontale. Sembra più un gigantesco DI o il terminale di uno snake che un mixer, eppure è proprio un oggetto atto a miscelare tanti canali audio con una fedeltà elevata. Sulla parte sinistra del pannello frontale troviamo dunque 32 ingressi, di cui i primi 24 su XLR (scopriremo poi che sono bilanciati e ammettono segnali sia micro che linea) e gli altri otto su connettore combo XLR/Jack TRS. La particolarità è che le porte XLR hanno impedenza di ingresso pari a 3 kOhm e massimo livello di ingresso di +21 dBU, mentre quelle TRS di 30 kOhm e +30 dBU. Ciascun ingresso XLR ammette l’attivazione della Phantom Power a +48 Volt. Sulla parte destra troviamo invece 14 porte di uscita, sempre su XLR bilanciato e, sopra di esse un’uscita digitale master AES/EBU (tecnicamente il formato è conforme allo standard AES3), due jack bilanciati per un sistema di monitoraggio e la porta cuffia, con il suo pot di volume. Sul retro c’è ben poco, anche perché il pannello è alto la metà di quello frontale: tutta la struttura di DL32R è infatti molto compatta e l’altezza di 3U rack è necessaria solo per fornire superficie sufficiente a portare tutte le connessioni di cui la macchina è capace. Posteriormente dunque troviamo solo la presa di alimentazione e relativo switch, due ventole, la porta Ethernet di rete e due prese USB di tipo A e B. Qui occorre qualche spiegazione: la porta Ethernet (inserita in uno slot che ammette schede intercambiabili, e che in futuro potrebbe ospitare un adattatore in formato Dante) serve per collegare il DL32R a un router capace di fungere da interfaccia per il Wi-Fi con cui si agganceranno uno o più dispositivi iOS di controllo (massimo 10, sistema operativo 7.1 o superiore). Le due porte USB servono invece per collegare il mixer Mackie a un hard disk esterno (porta A, per l’uso come sistema HDR tutto in uno) o a un computer (porta B, per l’uso come interfaccia audio in ambiti Windows e Mac). Bene, il DL32R è tutto qui, almeno se si guarda alla sua componente hardware: ora per farlo funzionare e controllarlo a dovere è necessario collegare il citato router Wi-Fi, per il quale si può anche beneficiare di due strisce di velcro atte a formarlo sulla superficie superiore del mixer Mackie. Una volta che il router è stato agganciato e si è scaricata l’app gratuita Master Fader su un iPad, si è pronti a partire. Poiché come detto di iPad se ne possono collegare contemporaneamente fino a 10, è ovviamente possibile che diversi operatori (il fonico FOH, il fonico di palco, i singoli musicisti) possano controllare individualmente diversi aspetti del mix come per esempio il programma master e i submix di monitoraggio. Mackie evidenzia tantissimo il concetto che ora non esiste più la necessità di una postazione centrale per il fonico di sala e che il mix può essere controllato da qualsiasi punto del venue. I 32 canali del mixer (linkabili in coppie stereo) dispongono di EQ parametrico a quattro bande, filtro passa-alto, gate e compressore. Vi sono poi altri quattro canali di return che hanno solo EQ e compressione. Sul fronte dei canali di uscita, si dispone di un massimo di 14 mandate Aux, sei matrix bus e un master bus stereofonico, ciascuno con EQ parametrico a quattro bande e filtro passa-alto, EQ grafico a 31 bande, compressor limiter e delay per l’allineamento temporale. I processori di equalizzazione e compressione dispongono di personalità timbrica Modern o Vintage, selezionabile a piacere: essa modifica sia la grafica di pannello che – ovviamente – la personalità timbrica dell’effector. I processori di effetti integrati nel mixer sono tre, di cui due per il riverbero e uno per il delay. In definitiva il DL32R può essere visto come un mixer 32:6:2, ma le configurazioni ottenibili sono molteplici: come infatti quasi sempre accade coi mixer digitali le assegnazioni dei bus logici agli I/O fisici non sono rigide, e questo costringe l’utente a un certo sforzo mentale iniziale per comprendere come può essere configurata la macchina. In compenso, una volta compiuto tale sforzo si viene ripagati con una flessibilità notevole che rende il DL32R adatto sia all’uso come mixer principale, che come submixer o monitor mixer. Vi sono inoltre sei VCA e sei gruppi di muting, e anche questo aggiunge grande versatilità e immediatezza d’uso. Come detto sopra, inoltre, questo Mackie non è solo un mixer ma anche un apparato completo di registrazione. È infatti possibile usarlo come recorder stand-alone per registrate su disco o chiavetta USB 24 In e 24 Out (con una configurazione 32 x 32 attesa al prossimo aggiornamento di firmware). Il formato di registrazione è 24 bit@48kHz su file. wav multicanale. I 32 In e 32 Out sono invece già disponibili nel caso si usi DL32R come interfaccia audio USB in abbinamento a un computer con Windows 7 o 8, oppure MacOS 10.8.4 o 10.9. I driver sono Class-Compliant.

Il test

Ciò che colpisce anzitutto del Mackie DL32R è l’immediatezza d’uso: anche senza leggere il manuale è possibile iniziare a lavorare con (quasi) la stessa intuitività di un mixer tradizionale. Certo, per farlo bisogna saper installare il router e scaricare il software gratuito Master Fader di controllo su iPad, ma sono operazioni talmente semplici che nel 2015 si possono considerare alla portata di praticamente tutti i musicisti. Altra cosa che colpisce è la silenziosità e la qualità dei nuovi preamplificatori Onyx+ di cui è dotato il prodotto: come sempre per Mackie, non stiamo parlando di pre coloristici o accreditati di chissà quale personalità, ma piuttosto di stadi di ingresso che possono spaziare agevolmente (sentendosi sempre a loro agio) dal segnale microfonico a quello linea piuttosto potente senza scomporsi mai, senza distorcere, senza soffiare nemmeno impercettibilmente, senza colorare il segnale in transito in alcun modo. “Tecnici” ed efficaci si rivelano anche i processori di dinamica e di EQ in versione Modern, anch’essi inquadrabili nella categoria degli strumenti clinici piuttosto che degli effetti coloristici. Spostandosi sulle loro versioni Vintage la questione cambia un po’ e il processo assume un colore un po’ più eufonico, ma non a livello di certe emulazioni di Neve o UREI che il mondo dei plug-in specialistici ha saputo regalarci. In questo quadro pressoché idilliaco di prestazioni solide, neutrali e in generale di garanzia di elevata affidabilità sonora, l’unico processore un po’ sottotono è il riverbero, in quanto non particolarmente elegante e aggraziato nel suono. I comandi da iPad vengono ricevuti con sicurezza e prontezza, e l’app Master Fader è davvero valida, facile e veloce da navigare. Alla fine concludiamo il test senza aver rilevato difetti di alcun tipo, mentre il set di prestazioni offerte è molto solido.

Conclusioni

Se siete disposti a mixare con un iPad, invece che attraverso dei comandi fisici, il Mackie DL32R vi incanterà con la sua azzeccatissima miscela di compattezza, versatilità spinta, suono trasparente e neutrale (alla faccia dei detrattori del digitale…). La configurabilità estremamente ampia lo rende utilizzabile in molteplici situazioni e, insieme a un hard disk, può fungere da registratore compatto per chi non ha troppa simpatia e amore per i computer, soprattutto dal vivo. Un prodotto davvero solido, che vale tutti i soldi che costa.

M. Casale Bauer

Tel. 051.766648
www.casalebauer.com
info@casalebauer.com
1.999,00 Euro  Iva compresa

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Strumenti Musicali n. 3 — Aprile 2015

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