— Emanuele Bazzotti

[quote_box_center]Una chitarra di liuteria con interessanti e originali soluzioni dedicate ai polistrumentisti.[/quote_box_center] [su_slider source=”media: 2295,2294,2297,2296″ link=”lightbox” title=”no”] [su_dropcap size=”5″]L[/su_dropcap]a Luka Zotti Tree Pad Key Guitar prende il nome dalla sua conformazione. È una chitarra elettrica che ricorda un albero nel cui tronco trovano posto un pad Akai LPD8, una tastiera Akai LPK25, un multieffetto Alesis airFX, due carillon meccanici e un display LCD, con semplice funzione estetica, su cui scorrono delle foto. Questa chitarra ha sia l’uscita audio che l’uscita USB con cui pilotare virtual instrument tramite tastiera e pad. L’idea di questa chitarra nasce dalla mente del liutaio e artista Luka Zotti che durante un’esibizione con la sua band (facendo sonorizzazioni live di film muti) ha la visione di una chitarra con incorporati tutti gli strumenti necessari per la performance. Luka realizza questa chitarra nel 2011, dopo due anni di disegni e di sviluppo del progetto, basandosi sull’esperienza delle chitarre precedenti. Il progetto è stato rivisto più volte per ottimizzare il cablaggio e tenere il più lontano possibile i cavi di alimentazione da quelli del segnale, per evitare fastidiose interferenze. Il corpo è in mogano non verniciato. Su di esso è avvitato il manico in mogano di una vecchia chitarra. I pick-up montati sono un humbucker DiMarzio del 1986 e un single coil Fender del 1975, recuperato da una vecchia chitarra lasciata in cantina da un amico. Tutta la chitarra è realizzata con materiali naturali. Elettronica a parte potremmo definirla una “eco-chitarra”. Sul corpo troviamo ornamenti di vera corteccia di albero e vere foglie, fissate con una vernice acrilica a base d’acqua. Trattandosi di una chitarra di liuteria ogni elemento può essere scelto dal cliente.

Il test

La Tree Pad Key Guitar è una chitarra particolare e va valutata nel suo insieme. A prima vista può sembrare scomoda e ingombrante, ma in realtà basta poco per abituarcisi. La difficoltà maggiore è data del peso, non eccessivo di per sé ma distribuito quasi tutto nel corpo. Il suono è interessante, lo definiremmo vintage e buona parte del merito se la prendono i pick-up. L’humbucker è posizionato un po’ più lontano rispetto al ponte per evitare il tipico suono nasale, infatti suona abbastanza pieno e rotondo. Il single coil al manico offre una sfumatura timbrica naturale e aperta, ben accoppiata al suono dell’humbucker. Ogni pick-up ha un apposito controllo di volume e questo ci permette di miscelare i volumi quando entrambi sono selezionati. Poco oltre il ponte troviamo due carillon avvitati sul corpo. Uno riproduce una melodia maggiore, l’altro una melodia minore. Per captarne meglio il suono, sotto di essi è presente un apposito pick-up magnetico che si può accendere o spegnere tramite interruttore push-push. Essendo i carillon montati sul corpo anche i pick-up “di ruolo” sono coinvolti nel suono finale, creando un insieme molto interessante. Tutto il segnale elettrico passa attraverso il multieffetto airFX di Alesis, ormai fuori produzione. La manopola grigia serve per richiamare uno dei cinquanta preset disponibili. Il numero del preset è ben riconoscibile tramite l’apposito display. L’effetto si inserisce avvicinando la mano al grosso sensore circolare nero; possiamo controllare tre diversi parametri di suono associati agli assi x, y e z. Abbiamo a disposizione vocoder, distorsione, filtri, vibrato eccetera e non sentiamo l’esigenza di un bypass perché finché non avviciniamo la mano l’effetto non si inserisce. Oltre al suono elettrico abbiamo l’uscita USB, grazie a cui pad e tastiera possono pilotare virtual instrument esterni: un’esperienza musicale molto interessante. È bello suonare la chitarra e contemporaneamente un altro strumento, percussivo o armonico. Possiamo ovviamente usare i controller MIDI anche come control change e controllare così unità esterne, multieffetti, sequenze, loop station e così via. Un uso interessante della chitarra è quello di suonarla da seduti appoggiandola in orizzontale sulle ginocchia come se fosse una lap steel. In questa posizione abbiamo tutto a portata di mano. L’unico limite è quello di avere due sole mani per gestire il tutto, anche se possiamo sempre farci aiutare da qualcun altro e suonarla in due o in tre!

Conclusioni

La Tree Pad Key Guitar è uno strumento unico per chi fa musica sperimentale. È una chitarra creativa che stimola la fantasia. È ingombrante, sì, ma comunque meno che portarsi dietro chitarra, pad, tastiera e un multieffetto! Si possono discutere alcune scelte costruttive, ma va riconosciuta la voglia di osare e il risultato ottenuto: più che buono.

Luka Zotti

Tel. 338.9837243
www.lukazotti.com
info@lukazotti.com
4.000,00 Euro  Iva compresa

[su_divider top=”no” text=”Torna sopra” size=”2″]

Strumenti Musicali n. 3 — Giugno 2014

RASSEGNA PANORAMICA
Rapporto qualità/prezzo
Realizzazione
Suono
Facilità d’uso
Condividi
Articolo precedenteCubase 7.5
Prossimo articoloAfrocentrismo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here