— Andrea Beccaro

[quote_box_center]Un mini-kit dalla personalità inversamente proporzionale alle dimensioni.[/quote_box_center] [su_slider source=”media: 1616,1617″ link=”lightbox” title=”no”] [su_dropcap size=”5″]I[/su_dropcap]n tempi non proprio floridi, dove vediamo locali che chiudono, che riducono lo spazio (fisico e non) dedicato alla musica, che limitano i volumi in termini di decibel e di budget, anche i batteristi sono costretti a rivedere l’equipaggiamento. Se consideriamo inoltre che molti musicisti che vivono in una metropoli scelgono di muoversi il meno possibile con un’automobile, visti costi e disagi, possiamo tranquillamente affermare che la parola d’ordine oggi (in termini di numero di pezzi e dimensioni) sia “minimal”. Un minimal che però sta dando risultati musicali di grande valore, visto che buona parte degli innovatori di ultima generazione si affida a set ridottissimi. Da qui l’offerta sempre più ampia di kit minimi da parte dei maggiori marchi. Ludwig ci propone la Breakbeats by Ahmir “Questlove” Thompson, beatmeister dei Roots e indiscussa autorità nel campo della groovologia. Gli obiettivi prefissati erano: creare uno strumento abbordabile, essenziale, piccolo nelle dimensioni ma non certo nel suono, con personalità raffinatamente grezza ed un certo “vibe” vinilico.

Il test

La Ludwig Breakbeats è composta da: cassa da 16” x 14 (munita di blocco alzacassa), tom da 10” x 7”, timpano da 13” x 13” e rullante da 14” x 5”. Azzeccatissima, a nostro avviso, la scelta di mantenere il rullante su dimensioni standard, in modo da renderlo realmente versatile. I fusti sono composti da sette strati di mogano e pioppo, con bordi a freccia arrotondati. I cerchi sono a tripla flangia in acciaio. Tutte le parti meccaniche sono ridotte all’essenziale, in modo da contenere costi e peso. Un set di sacche in velluto, che possone essere usate sia per il trasporto che come sordine (ricordate il tipico suono stoppato degli anni 70?) è incluso nel prezzo. Il set viene venduto senza hardware (a parte il reggitom alla cassa, il reggirullante e le gambe del timpano), ma si può dire che la serie di meccaniche Atlas Classic rappresenti l’abbinamento ideale. L’accordatura si rivela facile su tutti i componenti, chiara prova della buona qualità di realizzazione dello strumento. La cassa stupisce immediatamente per l’attacco rotondo, non aggressivo, e per la coda ricca di bassi e ben bilanciata che va al di là delle misure. Un suono molto… Ahmir Thompson, quasi un sample. Con un buon controllo del pedale è possibile intervenire sul suono, stoppandolo o (con una certa pressione del battente sulla pelle) creare un effetto di pitch bend. Il rullante si rivela versatile, con attacco presente ma non eccessivo, con buona sensibilità dinamica e giusta dose di armoniche ben intonate. Particolarmente bello se accordato alto, perfetto per l’esecuzione di groove storici stile Funky Drummer e dintorni. Con cassa medio bassa e rullante ben teso la Breakbeats è una splendida macchina da groove, facile, divertente e molto, molto gratificante. Perfetta per tutto l’universo Funk, Hip-Hop, Drum’n’Bass, Breakbeat, ecc. Tom e timpano si rivelano più versatili di quanto le loro misure potrebbero suggerire, con un buon bilanciamento tra attacco, corpo e coda, in grado di supportare diversi tipi di accordatura, da tensioni “jazzistiche” a pelli poco più che appoggiate. In generale possiamo affermare che la scelta di materiali (sulla carta) più poveri (mogano e pioppo) abbinati a bordi a freccia arrotondati conferisce un certo carattere “vintage-raffinato-ma-grezzo” che dona allo strumento un fascino difficilmente resistibile.

Conclusioni

La Ludwig Breakbeats by Ahmir “Questlove” Thompson è uno strumento bellissimo, punto! Suona bene, è pratica, essenziale e possiede carattere in abbondanza. Il rapporto qualità prezzo è eccezionale. Si vede e si sente che è stata progettata da un batterista per i batteristi (e che batterista…). Assolutamente da provare.

Aramini

Tel. 051.6020011
www.aramini.net
info@aramini.net
489,00 Euro  Iva compresa

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Strumenti Musicali n. 4 — Ottobre 2014

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