— Jacopo Giuliano

[quote_box_center]Uno strumento superiore che testimonia la qualità artigiana del nostro paese, con l’aggiunta di interessanti scelte progettuali e una grande versatilità timbrica.[/quote_box_center] [su_slider source=”media: 3174,3177,3175,3176″ link=”lightbox” title=”no”] [su_note note_color=”#dfddc8″ text_color=”#000000″]

Tony Corizia racconta

TonyHo conosciuto Luca Orati in maniera abbastanza casuale, presso un negozio di strumenti musicali dove si trovava per affari. Colpito dalla bellezza del basso che aveva portato con se mi venne spontaneo fargli alcune domande e nacque subito un gran bel feeling. Un giorno, sempre in maniera inaspettata (mi trovavo in studio a registrare), ricevetti una chiamata da Luca che, dopo aver realizzato un modello per Red Canzian, mi propose l’idea di costruire anche un mio modello signature. Ne fui davvero onorato e felicissimo.
Pensando al mio basso ideale ho fatto una cosa molto semplice ossia unire le caratteristiche dei bassi che più mi hanno appassionato e che ho utilizzato in vita mia. In breve: corpo in stile Precision (leggermente più sottile sui lati), manico in stile Jazz Bass ’74 (con profilo bello bombato), e configurazione dei pick-up Di Marzio PJ, ossia split-coil al manico e single-coil al ponte (come quella del mio vecchio Soundgear) con in più la possibilità di commutare il pick-up al manico da serie a parallelo tramite mini switch, così da ottenere anche sonorità molto vicine al timbro del Music Man. La presenza del D-Tuner sulla meccanica del Mi permette inoltre di scendere al Re, senza dover ricorrere a un basso a cinque corde. I controlli, infine, sono due volumi e un tono.
Lo strumento è di tipo passivo, il peso molto contenuto e il colore, rigorosamente, nero. Per quanto riguarda un possibile sviluppo della nostra collaborazione, stiamo pensando a un modello più moderno, anche se è ancora prematuro parlarne. Ci tengo però tantissimo a sottolineare che il merito per questi strumenti è tutto di Luca: il mio apporto si è limitato a esporre alcuni miei desideri e qualche opinione in merito.

[/su_note] [su_dropcap size=”5″]D[/su_dropcap]iplomato in contrabbasso, presso il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, Luca Orati inizia sin da giovane a dedicarsi alla costruzione di strumenti classici sotto la guida dei maestri liutai Giuliano Merlini di Firenze e Luciano Maggi. Attualmente produce artigianalmente sia strumenti classici che moderni. Oggi in prova abbiamo un quattro corde realizzato in collaborazione con Antonio “Tony” Corizia, eclettico bassista nonché produttore di comprovata esperienza.

Il test

Il basso Luca Orati Tony Corizia spicca anzitutto per l’ottimo comfort esecutivo: il profilo del manico e la tastiera offrono una piacevole sensazione al tatto. Inoltre, grazie alla smussatura sul retro del corpo, in corrispondenza della spalla inferiore, la mano non incontra ostacoli nel raggiungere le posizioni alte. Lo string-spacing al capotasto richiama nettamente quello del Jazz Bass. Provando a eseguire qualche nota a strumento “unplugged” emerge un ottimo sustain e ogni nota è perfettamente intellegibile, caratteristica di qualsiasi strumento costruito da mani veramente esperte. La prova amplificata, ovviamente, non ha deluso le aspettative: il suono di base è pieno e definito, con una risposta pressochè uniforme su tutte le corde. Dal punto di vista timbrico lo strumento possiede un carattere corposo, rotondo e, concentrandosi con maggior attenzione sulle frequenze acute, si denota all’ascolto una presenza davvero inaspettata e una piacevole ariosità. Suonando con entrambi i magneti, si ottiene quel timbro ormai ben delineato nelle nostre menti, adatto a qualsiasi tipo di tecnica e contesto musicale. Suonando in slap il risultato è oltremodo soddisfacente: lo strumento possiede una “botta” davvero impressionante e le armoniche escono precise e piacevoli alle nostre orecchie. Il pick-up al manico, usato da solo, genera una timbrica adatta sia per l’utilizzo a plettro, con una buona resa sulle basse, che in pizzicato (ottima soprattutto in ambito blues). Interessante è la possibilità offerta dal mini-switch che commuta le bobine dello split-coil da serie (per un suono corposo e grintoso) a parallelo (con maggiore enfasi sulle alte). D’altro canto il pick-up al ponte è perfetto per funky groove in fingerstyle e, ovviamente, per lasciarsi andare eseguendo fraseggi solistici a oltranza. Nel complesso uno strumento con un carattere abbastanza definito, caldo, lirico e presente, elementi che lo rendono assolutamente conforme a generi come il rock-blues, il pop, il jazz e il latin. Colgo l’occasione per ringraziare Luca Orati e Antonio “Tony” Corizia per la disponibilità.

Conclusioni

La domanda può sorgere spontanea: ancora una copia del Precision Bass? Beh… se questo è il risultato non vedo perché no. Ci troviamo di fronte a uno strumento affidabile, ben costruito e caratterizzato da ottime qualità timbriche; aggiungiamo poi qualche elemento peculiare dell’artista in questione e il gioco è fatto. Questo Luca Orati Tony Corizia Signature è uno strumento dedicato al musicista evoluto ed esigente, alla ricerca di un basso senza compromessi e dal carattere ben definito, che trova la sua più logica collocazione in generi come il rock, il blues e il funk.

Luca Orati

Tel. 338.3355523
lorati65@gmail.com
1.850,00 euro  Iva compresa

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Strumenti Musicali n. 6 — Dicembre 2015

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