— Jacopo Giuliano

[quote_box_center]Uno strumento superiore che testimonia la qualità artigianale del nostro Paese, con l’aggiunta di interessanti scelte progettuali e una grande versatilità.[/quote_box_center] [su_slider source=”media: 1783,1785,1784,1786″ link=”lightbox” title=”no”] [su_note note_color=”#dfddc8″ text_color=”#000000”]

Due parole con Luca Orati

Orati_5Jacopo Giuliano  Com’è nato questo strumento?
Luca Orati  Ho maturato l’idea di questo strumento circa tre anni fa quando ho pensato di costruire un basso elettrico che avesse oltre ad un bel timbro anche un’elevata prontezza di emissione sonora. In questo modo il musicista può entrare più “in sintonia” con il suo strumento. Per la scelta dei legni ho optato per il wengè e il padouk, essenze fibrose e al contempo dotate di una certa rigidità, dovendo essere un sei corde e volendo eliminare il secondo truss-rod (cosa che avrebbe reso il manico più pesante a scapito dell’equilibrio generale). Sempre con un occhio di riguardo alla verticalità della venatura (come si usa fare per gli strumenti acustici) ho scelto l’acero canadese marezzato per il top: non è “barocco” come l’acero quilted e conferisce un certo movimento all’estetica. La mia filosofia lavorativa è una sola: cerco di costruire gli strumenti che ho sempre sognato di avere. Prima del conservatorio ho iniziato a suonare la chitarra e il basso elettrico: pertanto ritengo sia giusto affrontare la costruzione dei pochi strumenti elettrici che produco dandogli la stessa dignità di quelli acustici applicando gli stessi criteri selettivi e costruttivi (scelta delle colle, accessori, finitura ecc…).

Jacopo  Quali sono i tuoi progetti futuri?
Luca  Se l’impostazione costruttiva di questo strumento e le soluzioni implementate incontreranno il favore di un certo numero di musicisti il prossimo rapido step sarà realizzarne una versione a quattro e cinque corde. La mia volontà è quella di presentare sempre prodotti che abbiano una propria personalità e caratteristiche decisamente diverse da quelli di una produzione industriale o semi-industriale (anche se di buon livello). Può darsi che io non offra tempi rapidi per la realizzazione di uno strumento ma è giusto considerare che il mio laboratorio è dimensionato per la costruzione di strumenti classici, quindi del tutto artigianale…vorrei che rimanesse così.
[/su_note] [su_dropcap size=”5″]L[/su_dropcap]uca Orati si è diplomato in contrabbasso presso il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze. Successivamente si è dedicato alla costruzione di strumenti classici, sotto la guida dei maestri liutai Giuliano Merlini e Luciano Maggi. Attualmente produce artigianalmente sia strumenti classici che moderni. Oggi in prova abbiamo un bellissimo esemplare di basso elettrico a sei corde, denominato appunto SEI.

Il test

Sin dalle prime note, suonate totalmente in acustico, la risonanza e il sustain che emergono confermano il carattere solido e definito dello strumento. La tastiera è uniforme e la mano sinistra scorre in maniera assolutamente fluida sul manico: nonostante io non sia incline a un profilo del manico così poco accentuato e a una tastiera così piatta devo dire che apprezzo molto la naturalezza con cui si suona questo strumento. Utilizzando l’amplificatore si può immediatamente apprezzare un ottimo bilanciamento tra tutte le corde, con il SI basso e il Do alto perfettamente equilibrati e definiti su tutta la tastiera: la combinazione di wengè è padouk è poco comune, ma denota una certa stabilità e i risultati si sentono, eccome! Degna di nota è la velocità con cui lo strumento risponde a ogni minima sollecitazione: è sufficiente spostare la mano destra più in prossimità del ponte o verso il manico per far sì che lo strumento risponda diversamente. I pick-up EMG HZ sono limpidi, un po’ compressi e con una leggera enfasi sulle medio-alte: nel complesso lavorano bene anche se, su uno strumento di questa caratura, avrei preferito una coppia di Bartolini o Nordstrand. Il pick-up al ponte consente di avvicinarsi con notevole precisione a sonorità pop e funk, ottime per il pizzicato. Enfatizzando un po’ bassi e medi si ottiene un notevole punch che difficilmente farà passare in secondo piano i vostri fraseggi. In slap il suono esce rotondo e corposo già in origine: eventualmente si può spingere sugli acuti per avere una dose aggiuntiva di brillantezza. L’elettronica attiva Bartolini agisce in maniera veramente accurata e sensibile, consentendo di addentrarsi in più “mondi sonori”, con una certa propensione per pop, jazz-fusion, funk e musica ambient in genere.

Conclusioni

Avere la possibilità di testare strumenti di un certo pregio è sempre un immenso piacere e il nostro Luca Orati SEI non ha tradito le attese: è uno strumento maturo, dedicato a chi predilige affidabilità, timbriche raffinate e carattere. Un nome da tenere d’occhio.

Luca Orati

Tel. 338.3355523
www.lucaorati.com
info@lucaorati.com
3.150,00 Euro  Iva compresa

[su_divider top=”no” text=”Torna sopra” size=”2″]

Strumenti Musicali n. 4 — Agosto 2014

RASSEGNA PANORAMICA
Rapporto qualità/prezzo
Realizzazione
Suono
Facilità d’uso
Condividi
Articolo precedenteRoland AIRA TR-8
Prossimo articoloFender Telecoustic

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here