Line-check 2.0, la nuova frontiera del suono

reference line check 2.0

Quando ci si reca a vedere un concerto dal vivo, se si ha la fortuna di arrivare presto, si può assistere a volte al sound-check. I musicisti e i cantanti, con il fonico FoH, suonano alcune note, o poco di più, con il loro strumento, o con la loro voce, per permettere al fonico di regolare i livelli dei vari strumenti coinvolti. Ma prima di quello c’è un altro e più importante test che dev’essere posto in essere, per essere sicuri di non trovarsi poi di fronte a qualche spiacevole sorpresa: il line-check! Ovvia procedura che tutti i fonici compiono in automatico, quasi senza accorgersene, ma che riceve oggi, dalle parole di Angelo Tordini, amministratore e direttore commerciale e marketing di Reference Laboratory, una notevole spinta in avanti, per trasformarsi in una vera e propria prova comparativa, destinata a cambiarne approccio e finalità. Ci dice Angelo Tordini:

«Il line-check deve diventare la nuova frontiera del suono. Quando, in studio o su di un palco, si effettua il line-check, ci si preoccupa unicamente di verificare se il segnale è o non è presente e quanto giusta sia la taratura dei pre microfonici. In parole povere, se un cavo funziona, o meno e se i pre stiano lavorando al meglio. Questo è come, fino a oggi, è stato effettuato un line-check. Oggi è giunto il momento di far raggiungere, al line-check, lo stato di “line-check 2.0”. Oltre a controllare se il segnale esista o no e se è più o meno pulito, bisogna iniziare a considerare anche e principalmente la qualità del segnale stesso, usando e provando cavi diversi per trasmettere lo stesso messaggio sonoro. È necessario capire che il line-check deve assumere una maggiore importanza e che bisogna dedicare più tempo ad analizzare con cura come, ogni diverso cavo, restituisca le varie frequenza, alte, medie e basse e rendersi conto che non tutti i cavi forniscono lo stesso servizio. Usare il line-check come “prova del nove” per valutare attentamente il segnale, in particolar modo quello che compie più strada, dovendo percorrere il tratto che arriva agli stage-box o ai preamplificatori del mixer, e vedere se ha veramente le carte in regola per passarla oppure se bisogna invece bloccarlo mancando il segnale di tutte le sue caratteristiche più importanti. Insomma, bisogna finalmente maturare una coscienza su quanto sia di capitale importanza un cavo nel trasmettere al meglio la nostra musica.
A questo deve servire il line-check 2.0: la nuova frontiera del suono!»

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