Gli strumenti musicali d’ascolto di Fabio Ognibeni

opere sonore

La Ciresa di Tesero, Trentino, fornisce oggi tavole armoniche ai più prestigiosi produttori di strumenti musicali al mondo. Fazioli e Bechstein per i pianoforti, tra gli altri. Uno sguardo al passato fa venire a galla l’immagine dell’Italia dei distretti artigiani che divennero industriali. Il fondatore si chiamava Enrico Ciresa. Cominciò a costruire tastiere per pianoforti e armonium nel 1952; negli anni Sessanta si mise a produrre armonium in proprio e arrivò a farne fino a settecento all’anno. Poi costruì organi liturgici a canne e ce ne sono ancora una sessantina con il suo nome sparsi tra Trentino, Austria e Germania. Tesero era uno dei paesi italiani della musica. Poi arrivò l’elettronica, i prodromi della globalizzazione del gusto e la biodiversità organologica ne risentì. La Ciresa smise di fare armonium e organi e si concentrò sull’essenza che le stava attorno: quella dell’abete di risonanza della Val di Fiemme.

L’azienda lavora tanto e bene e Fabio Ognibeni, genero di Ciresa, sa come trovare e riconoscere un albero suonante tra mille. Una decina di anni fa cominciò a progettare un sistema di ascolto che avesse come fulcro una tavola armonica. Le chiamò Opere Sonore. Una specie di ritorno all’artigianato delle origini, ma con il brivido dell’imprevisto delle innovazioni. «Ho definito Opere Sonore degli “strumenti musicali da ascolto”, perché non funzionano come una comune cassa audio, ma come uno strumento musicale che suona dentro un ambiente. Quello che oggi si può ascoltare nasce da un progetto di ricerca e sviluppo durato tre anni, ma la premessa sono le nostre competenze sul legno di risonanza e sulla costruzione delle tavole armoniche. È un progetto dove ci sono dentro competenze di liuteria e innovazione, perché non usiamo forme conosciute come quelle su cui il liutaio si basa per fare una chitarra o un cembalo o un cello».

 
Come si costruisce uno “strumento musicale d’ascolto”?
I nostri strumenti musicali d’ascolto si dividono in due famiglie: Opere Sonore e la serie FWS, Flat Wood System. Le due serie hanno differenze in termini di lavorazione, di componenti e di prezzi, ma l’idea portante è ovviamente l’utilizzo della tavola armonica di legno di risonanza senza alcun altoparlante. Opere Sonore ha la primogenitura ed è quella che più si avvicina alla liuteria intesa come realizzazione di pezzi unici e come capacità di saper interpretare il legno che si ha tra le mani per tirarne fuori il massimo risultato acustico. L’esperienza ci dice che ogni tavola armonica è diversa, e ha caratteristiche proprie. E questo è il punto di partenza di Opere Sonore. In laboratorio tagliamo la tavola in una delle forme che abbiamo studiato e, quando ancora ha uno spessore grezzo di circa cinque millimetri, facciamo una mappatura acustica. La mettiamo in vibrazione con un generatore di frequenze e individuiamo i punti di maggiore efficienza acustica; i punti nodali alle varie frequenze. A questo punto decidiamo quali punti nodali utilizzare per la trasmissione della vibrazione del suono. In quei punti applichiamo i due tipi di trasduttori che utilizziamo per le medio-basse frequenze e per le alte frequenze. In funzione di questi due punti decidiamo come intervenire sugli spessori nelle aree circostanti e verso le punte per dare un certo carattere timbrico. Dietro la tavola individuiamo i punti dove collocare le catene, che hanno due funzioni. Una meccanico elastica perché devono conferire una leggera tensione convessa alla tavola in modo che questa risponda in maniera elastica alle sollecitazioni: nel caso di un cordofono sarebbero le corde in vibrazione, nel nostro sono il segnale che arriva da un amplificatore attraverso i due trasduttori. L’altra funzione delle catene è meccanica acustica. Quando una tavola armonica viene sollecitata le frequenze si muovono molto velocemente nel senso longitudinale della fibra e molto meno nelle altre direzioni. Le catene, anch’esse in legno di risonanza, aiutano a distribuire le frequenze alla stessa velocità nelle varie parti della tavola armonica. È un principio evidente nel pianoforte dove le catene, collocate circa a novanta gradi con la fibra, svolgono per l’appunto questa funzione. Questo processo di lavoro sugli spessori e di posizionamento delle catene è quello che io chiamo “equalizzazione materica della tavola”, per dare un’idea. Noi non abbiamo l’equalizzatore nel nostro sistema audio perché l’equalizzazione viene fatta direttamente sul materiale con lavorazioni manuali di liuteria.

Dato che ogni tavola armonica ha le proprie caratteristiche ecco spiegata la parentela con un lavoro artigianale, di liuteria…
Ogni Opera Sonora, anche se uguale nella forma, è diversa dall’altra. I punti nodali che ho cercato sulla tavola grezza saranno diversi perché diversa è la tavola armonica. E quindi ogni Opera Sonora ha un carattere diverso, un diverso colore.

Ha detto che la sorgente del suono di uno strumento musicale d’ascolto è un segnale in uscita da un amplificatore…
Sì, e anche l’amplificatore per la riproduzione del suono è stato progettato appositamente per questo sistema. Opere Sonore è monofonica e oggi sul mercato gli amplificatori escono con canale destro e canale sinistro. Con l’amplificatore in classe A che è stato progettato da noi e realizzato da un artigiano dell’audio della zona di Pavia, prendiamo i due canali in arrivo dal lettore cd, li sommiamo e poi li dividiamo in frequenze per il subwoofer e per la tavola armonica.

Qual è l’obiettivo acustico di massima a cui tendete?
Quello di avere una ricchezza di armonici e una risposta in frequenza ricca su tutta la gamma. Questo è il nostro obiettivo perché noi non sappiamo “cosa” quella tavola suonerà! Se dovesse fare suonare soltanto i violini potrei concentrami su una certa gamma ma ovviamente sarebbe un vincolo limitante. E riguardo alla qualità dell’audio, se si fa suonare questo strumento con i file mp3 compressi di un cellulare si avrà dalla tavola quello che quella sorgente dà in ingresso. Il legno non inventa nulla: traduce in aria quello che gli diamo a monte.

In cosa si differenzia la serie Flat Wood System da quella di Opere Sonore?
Il Maestro Boccelli ha in casa una delle nostre Opere Sonore. Ricordo che mi disse che era un peccato che questo tipo di esperienza di ascolto non fosse certo alla portata di tutte le tasche. Nella serie FWS ho semplificato le lavorazioni, ottenendo comunque una risposta in frequenza abbastanza ampia. E per l’amplificatore ho scelto sul mercato. Dato che il segnale esce con canale sinistro e destro il sistema FWS ha due tavole, destra e sinistra: uguali nella forma ma comunque con trasduttori e catene posti in punti nodali diversi per interpretare al meglio i due canali destro e sinistro.

Il suono è stereofonico?
Uno stereofonico che però non ha più la direttività delle casse. Una delle caratteristiche principali di Opere Sonore, come di FWS, è di comportarsi come uno strumento musicale. E quindi anche se io piazzassi le tavole come si devono posizionare di norma i diffusori acustici non avrei quelle prestazioni. Le tavole lavorano a 360 gradi e irradiano il suono in tutte le direzioni. Un vantaggio è che spostandomi nell’ambiente continuo a sentire bene in ogni zona e l’altro è che posso posizionarle dove meglio credo in casa, dove arredano per esempio. Questa cosa insieme al suono naturale è un po’ la rivoluzione di questo sistema.

Si dice di uno strumento di liuteria che, se suonato negli anni, migliora…
Sappiamo che uno strumento musicale è soggetto ad assestamento strutturale e di continua ossidazione delle parti organiche interne del legno. Non so come suonerà un’Opera Sonora tra cento anni, ma credo che potrà solo migliorare. Di certo posso dire che non è un comune sistema audio e non ha usura nel tempo dei suoi componenti. Se la tavola armonica verrà usata propriamente è destinata a durare e passare di mano in mano, di generazione in generazione.

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