— Riccardo Gerbi

[quote_box_center]Un mixer a quattro canali integrato in un piccolo ed efficace diffusore attivo e, se quanto offerto non dovesse bastare, potete affiancarvi una cassa gemella e creare un compatto e versatile impianto PA.[/quote_box_center] [su_slider source=”media: 675,674,676,673″ link=”lightbox”] [su_dropcap size=”5″]L[/su_dropcap]D Systems è una giovane realtà tedesca, nata nel 2002, specializzata nel realizzare impianti e accessori per la sonorizzazione di qualsiasi evento musicale: dai piccoli spazi per l’intrattenimento, fino ai grandi palchi. Come altre aziende del settore, emerse negli ultimi anni, anche LD System ha abbracciato la filosofia di delocalizzare la produzione per abbatterne i costi. Nell’ampio catalogo del marchio tedesco ci ha incuriosito questo piccolo sistema facente parte della serie Stinger, modulabile a piacere secondo le proprio esigenze. Da LD Systems abbiamo ricevuto sia il diffusore attivo MIX6AG2, che la variante passiva MIX6G2. Partiamo esaminando il fulcro di tutto il sistema: il diffusore MIX6AG2 integra un mixer a quattro canali, più una doppia amplificazione che alimenta sia gli altoparlanti interni, sia quelli di un diffusore passivo MIX6G2 eventualmente collegato all’uscita Main Power Out presente nel pannello del mixer. Nel pannello posteriore sono ospitati il pulsante di accensione e la vaschetta per la presa dell’alimentazione; su un fianco del cabinet è inserito il mixer: esso comprende tre canali dotati di ingressi su presa XLR/Combo, con il primo in grado di accettare anche segnali ad alta impedenza, più un quarto canale dedicato a segnali di linea mono/stereo, con ingressi su prese Pin/RCA e minijack da 3,5 mm. Per ogni canale troviamo un equalizzatore a due bande, i controlli per il volume e per dosare la mandata del processore effetti DFX interno. L’equalizzatore su ogni canale ha frequenze fissate a 80Hz per i bassi e 12kHz per gli acuti. Il DSP dedicato agli effetti è a 24 bit, dispone di 16 preset e la sezione dedicata sul pannello comprende inoltre un selettore per il Mute, un piccolo indicatore per il clip a led, e un potenziometro per dosarne il ritorno proveniente dalle mandate dei quattro canali. L’alimentazione Phantom è attivabile globalmente sui canali 1/3 tramite un selettore dedicato. A valle del mix troviamo un equalizzatore a tre bande, con frequenze fissate a 80Hz per i bassi, 2,5kHz per i medi e 12kHz per gli acuti; la sezione Master comprende anche un Vu-Meter a cinque led e un potenziometro per regolare la mandata Monitor, per inviare – tramite l’uscita dedicata – il mix generale a un altro diffusore attivo impiegato eventualmente per l’ascolto personale. Nel mixer del MIX6AG2 troviamo anche un’uscita Rec su prese Pin/RCA, per collegare un recorder audio esterno.

La biamplificazione del MIX6AG2 eroga 70 watt RMS per canale e l’elettronica comprende una serie di protezioni dedicate rispettivamente a fenomeni di “clipping”, sovraccarico della tensione o surriscaldamento dei circuiti interni. I due modelli MIX6AG2 e MIX6G2 sono identici nelle forme e per altoparlanti impiegati: il cabinet è in MDF, rivestito da una finitura a buccia di arancia piacevole al tatto, ma soprattutto piuttosto resistente agli urti. Oltre ai piedini in gomma per il posizionamento verticale su un piano di appoggio, sui fianchi del cabinet sono presenti due flange con fori da 16 mm per poggiarlo su uno stand. La coppia di altoparlanti è formata da un woofer da 6,5” e un tweeter da 1”, peraltro protetti frontalmente da una robusta griglia in metallo.

Il test

La prima prova si è svolta impiegando il singolo MIX6AG2: all’accensione non percepiamo rumori sgradevoli, inoltre è apprezzabile la silenziosità rilevata durante l’uso, segno di un’elettronica piuttosto curata. Nei canali microfonici, ruotando il controllo Level si riesce a far emergere anche quei microfoni dinamici un po’ “spenti”, mantenendo un segnale esente da soffi o rumori sgradevoli. L’assenza di un Mute sui canali 1/3 è compensabile impiegando microfoni dotati di switch dedicato. In termini di resa, il MIX6AG2 esprime un carattere piuttosto equilibrato a bassi volumi: la voce è piacevolmente pastosa ed emerge in gamma medio alta senza particolari asprezze. Incrementando il volume compare una piccola compressione, peraltro giustificabile data la dimensione del woofer, ma a differenza di altri concorrenti l’amplificazione del MIX6AG2 regge bene anche ad alti volumi. La pressione sonora dichiarata da LD Systems c’è tutta e, collegando al MIX6AG2 la variante passiva MIX6G2, oltre all’ambito live si ottiene un buon impianto voci anche per la sala prove di una band. Grazie alla presenza dell’alimentazione Phantom, il musicista esigente può spingersi oltre, collegando al MIX6AG2 delle capsule condensatore per la voce: a patto di prestare le dovute attenzioni al posizionamento dei diffusori, onde evitare di innescare pericolosi feedback. La resa percepita in un contesto chitarra e voce ci ha pienamente soddisfatto. Il DSP per gli effetti può sorprendere per la qualità di alcuni algoritmi, tra cui segnaliamo il terzetto Vocal e la coppia Hall per la buona profondità percepita. Nell’equalizzatore a tre bande posto a valle del mix nel MIX6AG2 ci è piaciuto il taglio impostato per i medi, perché basta una riduzione di pochi dB per smussare l’eccessiva nasalità nel suono di una chitarra acustica economica dotata di pick-up piezoelettrico. Le connessioni del MIX6AG2 sono la chiave per studiare altri impieghi: l’uscita Monitor può rivelarsi valida anche per collegare un piccolo subwoofer e allestire un sistema 2.1, valido sia per una festa casalinga del giovane Dj, oppure per esibirsi in club in cui – oltre a chitarra e voce – l’ensemble preveda anche un percussionista. Suonate in spazi più ampi? Potete sfruttare il MIX6AG2 come mixer e diffusore per l’ascolto personale, e inviare tramite il Rec Out il vostro mix a un secondo e più potente impianto PA, oppure allestire un sistema per sonorizzare separatamente due spazi diversi: l’intrattenitore che si divide tra serate e matrimoni ringrazia… Dock e prese digitali per tablet e smartphone possono far invecchiare in un batter d’occhio il nostro piccolo investimento, quindi LD Systems opta per fornire nel mixer del MIX6AG2 solo ingressi di linea analogici: una scelta che appoggiamo. Uno switch per attivare un effetto “ducking” sul canale dedicato alla sorgente di linea, al fine di ridurne il volume durante un parlato farebbe comodo, ma a questi prezzi non si può veramente chiedere di più. In conclusione, se scegliete di accoppiare al MIX6AG2 il diffusore passivo MIX6G2, ricordatevi che il cavo jack di potenza per alimentare quest’ultimo non è presente nella confezione.

Conclusioni

Leggero, versatile e dalla buona qualità sonora: a nostro parere questi sono gli elementi vincenti da considerare nel MIX6AG2. Si pensi che, solo pochi anni fa, per acquistare un diffusore analogo (sprovvisto di mixer) bisognava spendere almeno il doppio! Ottimo partner per il musicista in cerca della soluzione “all in one”, impiegabile all’occorrenza anche come piccolo floor monitor. Con meno di cento euro potete abbinare al MIX6AG2 il modello passivo MIX6G2, ottenendo un impianto PA compatto e versatile. Scegliete voi se acquistare tutto e subito, oppure diluire nel tempo l’investimento: anche questo è un punto forte di questi sistemi LD System seriamente da considerare.

LD Systems

www.ld-systems.com
MIX6AG2 249,00 euro  Iva compresa
MIX6G2 99,00 euro  Iva compresa

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Strumenti Musicali n. 1 — Febbraio 2015

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