La voce dei Nomadi Cristiano Turato e il producer Alberto Roveroni stasera in concerto in provincia di Vicenza

I Video Roveroni Turato

Stasera alle 21 al teatro San Sebastiano di Valli del Pasubio (VI) si esibiranno I Video, gruppo composto dal musicista Cristiano Turato, nuova voce dei Nomadi, e dal producer Alberto Roveroni. Durante la serata verrà presentato l’ultimo disco “Quando sparisco sogno”, uscito l’11 marzo su etichetta Atmosfera (distribuito da Egea Music).

Oltre a proporre le nuove canzoni, la serata si preannuncia come un grande evento, che i due artisti propongono in quadrifonia con vari contributi visivi originali ideati e realizzati personalmente per amplificare il messaggio musicale, il tutto all’interno di un palco che durante lo spettacolo cambia e si trasforma.

Nel numero in edicola di Strumenti Musicali trovate un’intervista a Alberto Roveroni, fonico e produttore di numerosi artisti tra cui Pooh, Mario Biondi, Nomadi e molti altri. «I Video sono un duo formato da me e Cristiano Turato, mio amico da vent’anni. Musicalmente nasciamo circa tre anni fa, quando finalmente, dopo anni di conoscenza, abbiamo trovato il tempo per realizzare i nostri primi brani. Abbiamo creato il nostro filone creativo e finalmente l’11 marzo è uscito il nostro primo album. Ma ciò su cui abbiamo più puntato è il live; fin da subito per noi è stato chiaro che non volevamo salire su un palcoscenico e avere quattro fari, due tastiere e poco altro, come molte band sono costrette a fare per colpa dei costi. Questo è uno dei motivi per cui credo che il live stia morendo e il musicista diventa il suo primo killer, perché non crea qualcosa che faccia sognare il pubblico. Se vado a vedere Peter Gabriel o i Depeche Mode non vado solo a vedere un concerto, vado a vedere un evento. Ovviamente non vogliamo paragonarci a loro, ma volevamo creare un concerto che giustificasse il costo del biglietto più del guardare semplicemente il cantante preferito. Da lì è nata l’idea di costruirci un palcoscenico tutto nostro, provando a includere i visual. All’inizio siamo partiti con il video mapping che poi è stato ridimensionato a delle proiezioni interattive, e ci siamo disegnati il nostro palcoscenico, pensato comunque per un pubblico mai superiore alle trecento persone, creando così un piccolo evento».

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