La leggenda del pianista nell’oceano

“Music of the Ocean” di Alina Madan
“Music of the Ocean” di Alina Madan

Molti di voi conosceranno la Leggenda del Pianista sull’Oceano (in caso contrario vi consiglio di rimediare!), ma qui voglio parlarvi di un’altra vicenda, meno conosciuta, ma altrettanto sorprendente.

La storia insegna che il primo pianoforte fu costruito da Bartolomeo Cristofori tra il 1698 e il 1700 mentre era al servizio presso la corte medicea. Eppure esiste un’altra versione, una miscela di mito, leggenda e teoria complottista, che narra di un pianoforte esistito nell’età antica in una valle lontana, ai confini del mondo. Si dice che Cristofori abbia ritrovato dei disegni di questo strumento e abbia tentato di riprodurlo.

La valle in questione si chiamava Angedras, un luogo verde e rigoglioso, i cui pochi abitanti potevano godere di deliziosa frutta tropicale a noi sconosciuta. Il giovane Oireb era un ragazzo vivace e sempre di buon umore che costruiva dei graziosi flauti in legno di ulivo, apprezzati da tutti per il suono soave e ipnotico.

Spesso si svegliava all’alba per entrare nella foresta alla ricerca di elmas, un frutto dolce e dissetante di cui andava ghiotto. Una mattina, reduce da una notte costellata di strani sogni in bianco e nero, uscì più presto del solito. Il sole non era ancora sorto, e un chiarore rosaceo guidava Oireb in zone della foresta in cui non si era mai avventurato prima. Finalmente trovò un albero di elmas, ma avvicinandosi scorse con stupore un bizzarro oggetto semi-nascosto da piante e rampicanti. Non aveva mai visto niente del genere, e una volta avvicinatosi per curiosare impiegò poco tempo a scoprire che era uno strumento musicale, e quale suono incantevole produceva!

Decise di non condividere con nessuno la sua scoperta. Nei giorni successivi tornò sempre più spesso per ascoltare quel suono e ben presto imparò a suonare quello che noi oggi chiameremmo pianoforte. Pian piano il suo entusiasmo si tramutò in ossessione ed era in grado di passare due o tre giorni di fila a suonare senza sosta, finché accadde l’irreparabile. Era estate, periodo in cui Angedras era particolarmente calda e afosa, e Oireb stava suonando ininterrottamente ormai da una settimana. Non riusciva a smettere, o forse non voleva, ma il caldo era opprimente e all’interno della foresta l’umidità era come moltiplicata. Cominciò a sudare e sudare come mai prima. Dopo poche ore aveva già formato un piccolo lago intorno a sé, col sudore che gli arrivava alle ginocchia. Oireb non si accorgeva di niente, era in uno stato fisico e mentale paragonabile a quello della meditazione profonda. Il caldo non cessava e il sudore aumentava. Dopo un giorno si ritrovò completamente sommerso, ma il suo stato di trance gli permise di non morire, almeno non completamente. Poteva ancora fare la cosa che più gli interessava: suonare il pianoforte. E così con il passare dei mesi l’intera valle fu inondata e dopo sette anni si creò quello oggi chiamiamo Oceano Pacifico. Pacifico, perché pare che Oireb sia ancora lì, sul fondo del mare a suonare il suo pianoforte.

Prendo spunto da questa leggenda per fare un appello a tutti i moderni costruttori di pianoforti, sintetizzatori e tastiere di vario genere: vi prego di inserire all’interno dei vostri prossimi strumenti, dei piccoli ventilatori che possano rinfrescare i musicisti mentre suonano e studiano d’estate, in modo che a nessun altro tocchi la sorte di Oireb e della sua valle.

Sicuro della vostra collaborazione, vi porgo i miei ringraziamenti in anticipo.

 

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