— Riccardo Gerbi

[quote_box_center]Una meccanica e un suono di rango racchiusi in uno strumento compatto e leggero: il nuovo standard tra i pianoforti digitali portatili in fascia economica?[/quote_box_center] [su_slider source=”media: 2284,2285,2286,2287″ link=”lightbox” title=”yes”] [su_dropcap size=”5″]K[/su_dropcap]awai esordisce tra i pianoforti digitali “entry level”, e lo fa con uno strumento sì strettamente derivato dai modelli superiori della fortunata serie ES, ma rivisto in alcuni contenuti per abbatterne il peso e soprattutto il prezzo. Lo chassis dell’ES100 è il primo elemento fortemente rivisto, perché pur rispettando i dettami estetici della serie da cui deriva, è interamente realizzato in materiale plastico. Oltre all’assenza di un display, si nota che i controlli sono stati razionalizzati e spostati sulla parte sinistra del pannello. Il parco connessioni è essenziale: le due prese cuffie poste frontalmente fungono all’occorrenza come Line Out per collegarsi a un sistema di amplificazione esterno, mentre sul pannello posteriore troviamo una coppia di porte MIDI I/O e una presa per un pedale sustain con supporto per il mezzo pedale; rimarchevole la presenza del raffinato pedale F-10H tra gli accessori in dotazione con lo strumento. La meccanica dell’ES100 è una nostra vecchia conoscenza: si tratta infatti della quarta generazione della meccanica Advanced Hammer Action (AHA), più precisamente il modello “f”, in precedenza montata su modelli quali l’ES6 e il pianoforte stage MP5. Dotata di una pesatura graduata del tasto lungo l’estensione, l’AHA IVf dispone inoltre della tecnologia proprietaria Acoustic Reaction (AR), studiata per garantire al pianista un maggior controllo dell’esecuzione durante passaggi particolari quali un pianissimo o un fortissimo. La generazione sonora dell’ES100 mantiene uno stretto legame con la meccanica in dotazione: Kawai ha scelto di conservare un parametro molto importante quale il feeling ottenuto nei precedenti modelli, inserendo 19 preset organizzati in tre categorie timbriche (Piano, E.Piano/Organ e Others), basati sulla tecnologia proprietaria di campionamento denominata Harmonic Imaging (HI). Le timbriche di pianoforte acustico sono corredate da una serie di banchi di campionamenti dedicati ai rumori tipici quali Damper Resonance e Noise, oppure al rumore percepito al ritorno della meccanica (Fall-Back Noise), ciascuno regolabile nell’intensità. Tramite il menu Voicing è possibile infine definire quattro tipi di caratteri sonori differenti. Il Kawai ES100 dispone di un riverbero con tre algoritmi selezionabili. La polifonia è di 192 note. Abbiamo accennato all’inizio di questo test alla razionalizzazione dei controlli: nell’ES100 è possibile da pannello accendere lo strumento, regolarne il volume tramite un fader, accedere attraverso una serie di pulsanti alle modalità Function e Lesson, gestire il recorder/player, e selezionare le categorie timbriche disponibili. Tutte le altre funzioni dello strumento sono distribuite sulla tastiera. Sull’ES100 è possibile porre due timbriche in layer/split, e dosarne il bilanciamento del volume; nella modalità split, il punto di divisione sulla tastiera è prefissato e di default è richiamato sulla parte sinistra della tastiera un timbro di contrabbasso. Kawai ha prestato particolare attenzione all’ambito didattico: il recorder consente di registrare fino a tre song in formato MIDI, mentre il player può operare in stretta correlazione con la modalità Lesson: in essa troviamo un’ampia libreria di song per studiare i primi due volumi della collana Alfred’s Basic Piano, oppure i 25 Studi Facili (op.100) per Pianoforte del compositore Friedrich Burgmüller. Al metronomo, regolabile in parametri quali la metrica e il tempo, è associata una modalità Rhythm con una libreria di 100 preset: benché strettamente derivata dai modelli superiori della serie ES, in questo modello la sezione si limita a fornire una parte di batteria. Tra le altre funzioni disponibili nell’ES100, segnaliamo il Transpose, il Brilliance regolabile su 10 livelli, le tre curve impostabili per la risposta al tocco, il Tuning e la coppia di menu dedicati al temperamento. Nell’ES100 è possibile mantenere attivati i diffusori interni anche con le cuffie inserite, mentre la modalità Table EQ consente di variare la resa sonora secondo il posizionamento dello strumento (poggiato su uno stand, oppure su un tavolo). Riguardo al MIDI, segnaliamo che lo strumento può operare anche in modalità multitimbrica; nel menu di editing troviamo i canonici parametri per definire il canale di trasmissione/ricezione di una singola parte, l’attivazione della trasmissione di eventi di Program Change, infine il modo Local. Rimarchevole la presenza di quattro memorie Registration per organizzare altrettanti setup, facilmente richiamabili da pannello; una quinta locazione definita User Memory è a disposizione per allestire un setup personalizzato disponibile all’accensione dello strumento. L’ES100 dispone infine di una modalità di auto spegnimento, che l’utente può scegliere se disattivare oppure regolarne il timer su tre tagli fino a 120 minuti. L’amplificazione eroga sette watt, per canale, a una coppia di diffusori ellittici posti sul piano inferiore dello strumento.

Il test

Positiva la razionalizzazione operata da Kawai per contenere il peso complessivo di questo pianoforte digitale. Il guscio dell’ES100 è ben rifinito e sfiorandone la superficie non genera quella sensazione di plasticosità regalata da alcuni altri strumenti posti nella stessa fascia di prezzo. Le serigrafie sul pannello o sul retro dello strumento, oppure il sottile panno volto a coprire le feritoie superiori dei diffusori sono quei piccoli tocchi di eleganza che non guastano. In generale, è buona la qualità dei controlli, anche se ci sarebbero piaciuti quattro led in più volti a indicare le Registration selezionate. Il manuale fornisce tutte le informazioni per muovere i primi passi in modo chiaro ed esaustivo, ma un plauso va alla scelta di Kawai nel fornire una piccola mascherina staccabile con tutti i parametri impostabili dalla tastiera. L’assenza di prese audio Line Out nelle connessioni può far storcere il naso ai puristi, ma collegando l’uscita cuffie a due ingressi linea del nostro mixer non abbiamo rilevato fastidiosi rumori di fondo. Ragionando sull’interazione tra meccanica e timbro, la proposta di Kawai è trasversale rispetto ai concorrenti: la tastiera utilizzata (AHA IV f) esprime una bella consistenza e si rivela poco stancante nell’uso prolungato. Il bilanciamento del tasto è buono, al pari della risposta, nonostante l’elettronica di questa meccanica sia sprovvista di un terzo sensore. La scelta operata da Kawai di non applicare su questa meccanica un rivestimento del tasto, per contenere i costi, è apprezzabile e condivisibile. Dati i contenuti fin qui descritti, e quelli che vedremo in seguito parlando di generazione sonora, chiedere di più sarebbe davvero troppo. Punto di forza dell’ES100 è il generatore sonoro, perché Kawai non lesina sull’argomento fornendo ben otto preset, plasmabili nel carattere grazie alla manciata di funzioni desunte dalla modalità Virtual Technician, una sezione appannaggio dei modelli superiori del catalogo giapponese. La coppia di Concert Grand a disposizione brillano per il buon corpo in gamma bassa e l’assenza di sgradite frizzanterie in quella alta: complessivamente un buon lavoro. Negli altri preset disponibili rileviamo un carattere pressoché analogo, in termini di equilibrio, e per quanto concerne la coppia di timbriche destinate a generi quali il Pop/Rock, se quanto offerto non vi soddisfa nel range di frequenze dai medio alti in su, ecco due parametri nell’editing quali il Voicing o il Brilliance, pronti a dare una mano per ottenere “un suono che buca” nel mix. Kawai pare non aver lesinato anche sulla qualità dei convertitori, perché il suono restituito è privo di fastidiose granulosità in gamma centrale, un elemento piuttosto critico sui pianoforti digitali economici. Rimarchevole nello specifico la presenza del pedale a controllo continuo F-10H: esso consente una modularità del mezzo pedale con una gradevole naturalezza. Tutti gli altri preset si basano sul solo campionamento, e tra questi segnaliamo le emulazioni di Rhodes e Wurlitzer, anch’esse in grado di esprimere un buon carattere al variare della Velocity, oppure le timbriche dedicate all’emulazione dell’organo Hammond nel rock o l’imponente organo a canne per esecuzioni di stampo liturgico. Anche gli archi e i pad, disponibili nella categoria “Other”, si guadagnano un buon voto in termini di carattere sonoro. Discutibile invece la scelta di escludere la funzione Damper Hold nell’editing: nulla che una prossima release del sistema operativo non possa correggere. A voler essere pignoli, ci sarebbe piaciuto avere una coppia di preset, dedicati al basso, dotati di maggior “punch”. Per chi volesse impiegare l’ES100 quale controller segnaliamo che lo strumento può trasmettere una singola parte, anche in modalità layer/split. La presenza di quattro memorie User in questo senso può far comodo, specialmente per allestire scene con cui pilotare expander multitimbrici dotati della funzione MIDI Common Channel; viceversa, la modalità multitimbrica in ricezione consente di sfruttare con profitto la tavolozza timbrica dell’ES100 in diversi contesti. Sempre in ambito MIDI, la scelta di Kawai di fornire una coppia di porte I/O senza associare l’interfaccia USB ci genera qualche perplessità, dato il buon numero di utenti in cerca di un controller di rango da inserire nel proprio setup informatico. Passando all’offerta in ambito didattico, è una bella idea fornire una libreria di song dedicate a precise collane di lezioni reperibili online: le nuove generazioni sanno destreggiarsi bene con l’inglese, e i volumi Alfred’s Basic sono reperibili sul sito internet dell’editore con poche decine di euro. Il metronomo con i 100 Rhythm a corredo sono una bella idea, anche se l’assenza di un display e i vari parametri dedicati sparsi lungo la tastiera costringono a qualche sacrificio in più in fase di impostazione. Una curiosità riscontrata sul prototipo a nostra disposizione: avviando la riproduzione di un Rhythm, potete variare l’algoritmo del riverbero attraverso i pulsanti delle tre categorie timbriche. Solo tramite la modalità Lesson è possibile impostare l’esecuzione per la mano destra o sinistra. Genera qualche perplessità l’assenza di una modalità a quattro mani, funzione pressoché standard in questa fascia di prezzo. Seppur dimezzata nella potenza rispetto ai “fratelli maggiori”, l’amplificazione dell’ES100 è ampiamente sufficiente in ambito domestico, e non soffre di particolari cedimenti nella resa anche a volumi sostenuti. Tra le altre funzioni è da segnalare la possibilità di mantenere attivi i diffusori interni: il musicista che collega l’ES100 a un impianto PA, tramite la presa cuffie, ma desidera un piccolo monitoraggio personale dello strumento, è accontentato.

Conclusioni

Il passo compiuto da Kawai è di quelli che potrebbero lasciare un segno, dato che diversi dei contenuti tecnologici proposti nell’ES100, fino a non molto tempo fa, erano disponibili solo su strumenti di ben altro prezzo (e peso). La porzione di generazione sonora dedicata al pianoforte acustico, plasmabile in diversi dettagli, abbinata a una meccanica consolidata in termini di feeling, sono due aspetti molto importanti di questo strumento. Kawai alza ulteriormente l’asticella stabilendo un nuovo primato, e siamo certi che le risposte dei concorrenti non si faranno attendere.

Furcht

Tel. 02.72023111
www.furcht.it
info@furcht-pianoforti.it
699,00 Euro  Iva compresa

[su_divider top=”no” text=”Torna sopra” size=”2″]

Strumenti Musicali n. 3 — Giugno 2014

RASSEGNA PANORAMICA
Rapporto qualità/prezzo
Realizzazione
Suono
Facilità d’uso
Condividi
Articolo precedenteDigiTech JamMan Solo XT
Prossimo articoloTurkish serie Rock Beat e Rock Beat Raw

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here