Intervista ai Jaspers

PH Lorenzo Ameri

“Un incontro casuale di sei molecole che scontrandosi creano reazioni strane e inaspettate”. Un gruppo di sei ragazzi tra i 26 e i 30 anni, simpatici e musicalmente davvero bravi che, unendosi, hanno dato vita ad una band che non passa inosservata.

I Jaspers nascono nel 2009 quasi per caso: i sei componenti della band si sono conosciuti durante gli studi presso il CPM di Milano, dove si sono fatti notare dal maestro Franco Mussida, che diventerà in seguito il loro editore.

Al momento la band è occupata nella realizzazione del nuovo disco prodotto da Cass Lewis, bassista degli Skunk Anansie, e le registrazioni stanno avvenendo a Londra nel suo studio. La musica dei Jaspers è estremamente complessa, i loro suoni spaziano tantissimo riportando alla memoria generi differenti e stili musicali che, spesso, sono diametralmente opposti, ma che all’interno dei loro brani si mescolano alla perfezione. Ascoltare una loro canzone è come immergersi in un mondo di colori in continua evoluzione.

I sei componenti danno esempio di come si possa fare musica tecnicamente molto complessa, ma accompagnata da un arrangiamento che riesce a trascinare anche gli ascoltatori più pigri. Prendiamo una canzone come Jaspersound, un brano che inizia con sintetizzatori, chitarre distorte e una ritmica aggressiva, che danno spazio in seguito a ritmiche in levare allegre e divertenti. Successivamente il brano si anima ancora di più andando verso tempi più quadrati e veloci.

I loro testi sono criptici, spesso il significato tende a essere poco chiaro a un primo ascolto, ma continuando ad ascoltare ci si accorge di un elemento comune, la follia. I loro brani si esprimono attraverso la rappresentazione di vari aspetti della pazzia, gli arrangiamenti stessi danno la sensazione di esser composti da un gruppo di pazzi, dei pazzi che musicalmente hanno davvero tantissimo da raccontare.

La prima cosa che si nota subito incontrandoli è che i sei sono un gruppo molto unito, sono sei personaggi diversi che, come spiegano sulla loro pagina Facebook, hanno trovato un alter-ego all’interno della band, un personaggio che rappresenta un particolare aspetto psicologico dell’uomo. Ognuno dei ragazzi interpreta un personaggio differente, sul palco, dando vita a un esibizione divertentissima anche dal punto di vista scenico. La loro energia si vede subito e guardando le loro esibizioni ci si accorge di quanto i giovani musicisti siano a loro agio sul palco, attraverso i loro arrangiamenti e i suoni a volte estremamente sperimentali riescono a dar voce a una follia musicale che cattura sin dalle prime note.

La cavia, il dottore, l’uomo macchina, l’uomo cavalletta, l’inserviente e il businessman sono i sei personaggi differenti, ognuno con le sue psicosi. La domanda che i Jaspers pongono agli ascoltatori questa: Chi è il vero pazzo ? Noi che facciamo i pazzi o chi si sveglia alle 7 del mattino per timbrare il cartellino e rimanere incastrato nel traffico con tutto il nervosismo che ne consegue? Fabrizio Bertoli (voce), Giuseppe Zito (voce), Francesco Sgarbi (tastiere), Eros Pistoia (chitarra), Erik Donatini (basso), Joere Olivo (batteria) si sono concessi una pausa dalle registrazioni per fare due chiacchiere e raccontarci la loro storia.

Quando è nato il progetto e come siete diventati i Jasper?
Joere Il progetto è nato nel 2009 quando ci siamo incontrati tra i corridoi della CPM di Milano. Per gioco e per divertimento ci siamo esibiti all’interno della scuola e il direttore Franco Mussida, che ora è il nostro editore, ci ha visti e ci ha consigliato di continuare perché secondo lui c’era del buon materiale. Nel 2010 abbiamo avuto l’occasione di suonare all’Hollywood di Milano dove abbiamo conosciuto quello che in seguito divenne il nostro produttore, Roberto Galli. Tramite lui abbiamo avuto l’opportunità di far sentire una nostra registrazione a Cass Lewis che, dopo averci visto live, ci ha proposto di registrare nel suo studio.
Il vostro stile è molto particolare, ricorda molto il progetto Mr.Bungle di Mike Patton.
Giuseppe Immagina che ci siamo conosciuti perché lui (indicando Fabrizio) in teatro indossava la maglietta dei Mr.Bungle.
Joere In genere chi ascolta Mr.Bungle è completamente pazzo e a noi loro piacciono molto.
Da dove prendete invece l’ispirazione per i vostri brani ?
Fabrizio In fase di composizione ognuno contamina il brano con le sue influenze e da questo nasce il nostro sound. Non abbiamo un artista di riferimento e non ci poniamo limiti.
Dove componete i pezzi? Fate tutto assieme in sala prove o qualcuno porta un idea per poi svilupparla insieme?
Joere In genere c’è sempre qualcuno che porta un idea e poi insieme si sviluppa il brano.
Ora che state per rilasciare il nuovo disco potete anticiparci qualcosa di ciò che sentiremo?
Eros Se il primo disco ricorda Mr. Bungle, questo disco i Faith No More. Il sound è sicuramente cresciuto e maturato, tutto suona molto più compatto.
Francesco Rispetto al primo album, dove raccoglievamo tantissime influenze in un brano solo, in questo disco abbiamo deciso di fare un unico genere per ogni brano. Il nostro stile è comunque distinguibile e dal vivo i brani riportaranno al suono classico dei Jaspers.
Joere È stata una crescita, Roberto e Cass non hanno mai imposto nulla e ci hanno lasciati liberi di provare e sperimentare, ci hanno dato dei consigli che ci hanno indirizzato verso questo disco dove il motto è “Less is More”, una pazzia più controllata. Ancora comunque non sappiamo come usciranno i brani, siamo solo all’inizio.
Oltre al disco avete altri progetti?
Joere Speriamo in un tour bello lungo in Italia, e non solo, visto che stiamo scrivendo anche in inglese vogliamo spingerci verso l’estero.
Quale differenze avete trovato nel lavorare a Londra rispetto all’Italia?
Joere C’è un modo di lavorare molto differente, un altra mentalità, un altro modo di concepire i suoni. Vieni messo a tuo agio, che è importantissimo, e se la prendono con comodo, cosa che ci ha inizialmente spiazzato essendo abituati a dover far tutto di fretta all’interno degli studi. Anche in Italia ci sono degli ottimi professionisti ma il nostro sound qui riesce a venir fuori molto meglio.
Dove possiamo seguirvi?
Joere oltre che nei vari social networks e canali youtube, sul nostro sito jasperofficial.com dove potrete trovare date, news, foto e contatti.
Cosa sognate a livello musicale?
Eros Di continuare a suonare, condividere questa avventura e rimanere uniti così come siamo.

 

Strumenti Musicali N. 2 – marzo 2016

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