I 15 anni di Arturia

— Giulio Curiel

La francese Arturia sembra un’azienda giovane, ma in realtà ha già compiuto 15 anni. In questo periodo si è fatta conoscere dapprima con la DAW Storm, poi con i suoi synth virtuali, modellati sui grandi strumenti del vintage, infine con alcune pregevoli realizzazioni hardware. A inizio ottobre ci siamo ritrovati, operatori e giornalisti, a Grenoble per ricordare questo percorso, ma anche per guardare al futuro. Arturia nasce infatti in questa città francese posta quasi al confine con Italia e Svizzera. Grenoble, circondata da montagne, è un’attrattiva meta sciistica, ma è anche uno dei poli dell’innovazione francese con la sua CEA, un’organizzazione di ricerca finanziata dal governo e con Inovallée, un parco scientifico ricco di start-up e attività di ricerca. In questo fervidissimo ambiente Arturia nacque nel 1999 a opera di Frédéric Brun e Gilles Pommereuil, entrambi studenti dell’INPG, il Grenoble Institute of Technology. Entrambi membri dell’orchestra dell’università (parentesi: quante università italiane hanno l’orchestra?), con Frédéric a fare il violinista e Gilles a dirigere l’ensemble. Ancor oggi Brun è il carismatico CEO e animatore di Arturia ed è stato proprio lui a fare gli onori di casa nella “tre giorni” che si è svolta dall’1 al 3 ottobre a Grenoble per celebrare l’importante traguardo dei 15 anni di vita dell’azienda. Si è trattato di una convention che ha radunato distributori, musicisti endorser e giornalisti: Brun infatti sostiene che anche queste persone fanno parte di Arturia, perché costituiscono l’ecosistema che permette al brand francese di essere conosciuto e presente sui mercati. In quest’ottica di partnership e di umanesimo applicato alla tecnologia musicale Brun ha allora voluto riunire queste figure proprio a Grenoble, aprendo ad esse le porte dell’azienda e anche di casa propria.

Tra un cocktail di benvenuto e una gara di cucina a squadre voluta per amalgamare i partecipanti e permettere loro di conoscersi meglio, Arturia ha messo in programma una serie di preziosi workshop in azienda, nonché una serata finale con alcune ghiotte anticipazioni. Nei workshop aziendali è stato dato anzitutto spazio alla presentazione di nuovi prodotti: in questa occasione infatti Arturia ha presentato la versione SE del sintetizzatore analogico MicroBrute, i nuovi Producer Pack della gamma KeyLab e la master keyboard KeyLab 88. In un’altra sessione Nathalie Skladanek, responsabile della comunicazione Arturia, ha presentato la nuova “corporate image” (in italiano, immagine coordinata) dell’azienda. In occasione di questo anniversario il logo Arturia si è infatti regalato un “lifting” per apparire più incisivo e moderno, mentre la grafia del nome e tutti i materiali di comunicazione sono stati adeguati al nuovo stile.

Nel corso della riunione è stato presentato in dettaglio anche il rinnovato e più chiaro website della casa, nonché tutta la strategia di presenza sui social network, che un’azienda aggiornata e dinamica come Arturia non ha nessuna intenzione di trascurare. Infine, Nathalie ci ha raccontato la nuova politica di Arturia verso i musicisti endorser: la casa francese difatti ricerca attivamente musicisti che possano diventare testimonial dei suoi prodotti, e questo non solo nel campo della dance ma anche in quelli dell’elettronica più colta, dell’Indusatrial e di altri generi più vicini allo spirito rock. Ai suoi endorser Arturia offre i propri strumenti, mentre in cambio richiede la produzione di video o altri materiali di comunicazione ove le macchine Arturia risultino effettivamente utilizzate nella musica dell’artista. Se siete utilizzatori Arturia e pensate che la vostra esperienza e visibilità possano interessare la casa francese, mandate una mail a Nathalie! Chi vi scrive ha molto apprezzato anche il workshop “Prospective Products”: durante il suo svolgimento i product manager di Arturia si sono interfacciati direttamente coi giornalisti intervenuti, chiedendo loro di esprimere un sincero giudizio su alcuni prodotti Arturia esistenti (gamma Spark, gamma KeyLab e tutti i synth virtuali) e, sulla base delle loro personali esperienze, di formulare indicazioni su come questi potrebbero evolvere in futuri prodotti ancora più performanti e attraenti. In particolare il vostro cronista, da sempre grande appassionato di batterie elettroniche, si è a lungo intrattenuto sulle possibili future evoluzioni del progetto Spark: chissà se lo ascolteranno! Girovagando per gli uffici Arturia è stato anche inevitabile soffermarsi a lungo nella “stanza delle meraviglie”, ovvero in una demo-room in cui erano esposti gli hardware originali sui quali sono stati modellati alcuni virtuali della casa francese: era davvero impossibile resistere al richiamo di Minimoog Model D, Prophet-5 e Prophet VS, Oberheim OB-Xa e SEM, Roland Jupiter-8, Yamaha CS80, tutti in pochissimi metri quadri! Il momento più alto della convention Arturia è stato toccato però durante la serata conclusiva dell’evento: per l’occasione la casa francese ha preso possesso del museo cittadino di Grenoble e nel suo auditorium è andata in scena una performance che è stata insieme case-history, esibizione musicale, annuncio di nuovi prodotti e anche emozionante momento collettivo in cui Brun ha guardato al proprio percorso e alla propria squadra per dire un gigantesco e corale “grazie!”. La serata ha infatti visto alcune esibizioni strumentali di membri del team Arturia alternati ad altri momenti più tipicamente “aziendali”. Un emozionato Frédéric Brun, alla presenza della sua famiglia seduta in prima fila e del sindaco di Grenoble, ha voluto commemorare questi 15 anni di successo alternando numeri indicanti crescite da capogiro con sinceri momenti di autoironia e commozione.

È stata poi annunciata la disponibilità del nuovo Arturia Software Center che sarà il centro nevralgico da cui installare, aggiornare e autorizzare tutti i software della casa, ma soprattutto una nuovissima interfaccia audio. Si tratta di un prodotto in cui Arturia ripone moltissime aspettative in quanto, a detta dell’azienda, offre funzionalità e prestazioni che nessun altra realizzazione concorrente è capace di racchiudere in un unico contenitore. Due parole infine sui momenti conviviali, cui Arturia ha voluto dare così tanto rilievo durante questa tre giorni: giovedì i partecipanti sono stati condotti da Et Toque (http://atelier-ettoque.com), un atelier di cucina con numerosi banchi ove sperimentare e preparare il cibo. Giornalisti e distributori sono stati suddivisi in 10 squadre e messi a cucinare ognuna un piatto diverso. Tali piatti sono stati poi alla base della cena svoltasi giovedì sera a casa di Frédéric Brun. Tra una portata preparata al mattino e un piatto di squisitissimi formaggi francesi, tra un aperitivo e una grigliata, capitava di assistere a jam session allestite con piano, chitarra e batteria a pad, direttamente nel grande open-space cucina/salotto della famiglia Brun, oppure ascoltare in giardino musica che usciva da casse Genelec. Venerdì sera invece, a conclusione del keynote di Brun, gli ospiti hanno potuto visitare alcune sale di arte moderna del museo di Grenoble, aperto in esclusiva per loro. Cose che succedono solo quando entusiasmo, arte e imprenditoria vanno a braccetto!

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