Gli italiani si fanno riconoscere

terminal studios

Un luogo comune che spesso viene associato ad aspetti negativi della nostra italianità, ma che ancora più spesso si può invece accostare alla nostra capacità di distinguerci per capacità, inventiva e talento. Caratteristiche che ci portano a ottenere importanti risultati, anche fuori dalla nostra terra.

«Ciò che fanno davvero bene gli italiani è realizzare cose funzionali ed esteticamente eccellenti allo stesso tempo» spiega Ed Randall, Manager dei Terminal studios dove B-BEng e Amadeus (il distributore delle cabine Boxy in UK) hanno realizzato le nuove sale prova.

Siamo a Bermondsey, sud di Londra, e andiamo a visitare una delle più importanti reharsal room della città. Uno studio che ha ospitato artisti come Nirvana, Jamiroquai, Bjork, Chemical Brothers, Moby, Black Eyed Peas, e che, dopo vari spostamenti, ora ha trovato una nuova sede dove sono stati messi in atto i lavori per la costruzione delle nuove sale prova.

Abbiamo avuto il piacere di parlare con Claudio Lamberini, fondatore della compagnia umbra B-BEng e farci spiegare come funziona Boxy, un ambiente acustico insonorizzato verso l’esterno e trattato acusticamente all’interno, che viene costruito in tempi brevissimi, con un sistema modulare che, come ci spiega Claudio, ha il vantaggio di potersi adattare a varie esigenze, ma anche di poter essere smontato per essere spostato altrove. I tempi di riverberazione, spiega Claudio, sono un fattore fondamentale all’interno delle sale prova, ma non solo, avere una buona acustica è fondamentale in qualunque ambiente di lavoro.

La prima cosa che Claudio ci mostra infatti è la nuova applicazione BumbleBee App, una applicazione per sistemi Apple che permette di calcolare la quantità di materiale fonoassorbente da utilizzare in un determinato ambiente per raggiungere un tempo di riverberazione ottimale. Il software è semplicissimo, dopo aver inserito le dimensioni della stanza, indicato il tempo di riverberazione che vogliamo raggiungere e selezionato il sistema utilizzato per realizzare il trattamento acustico, in questo caso Boxy, viene fatto esplodere un palloncino. L’applicazione analizza il segnale registrato e ci indica la quantità di materiale fonoassorbente necessaria per ottenere un ambiente trattato a seconda delle nostre esigenze. «Siamo in un’epoca nella quale non si può perdere tempo, abbiamo bisogno di applicazioni che svolgano il lavoro di calcolo in poco tempo e diano un risultato in maniera semplice e immediata, così da permettere ai costruttori di andare avanti con i lavori».

Claudio ci spiega che la velocità e semplicità di costruzione di un prodotto è fondamentale e, effettivamente, i lavori sono stati svolti in tempi da record, con dei risultati eccellenti. Le due sale costruite ai Terminal studios “suonano” benissimo e i ragazzi che stanno continuando i lavori sembrano non faticare per nulla nella costruzione di queste due strutture che hanno delle dimensioni anche abbastanza importanti, il sistema Boxy infatti ha uno standard di 35 mq, ma la modularità di questo sistema permette di creare spazi anche più grandi come infatti è stato fatto per una delle due sale costruite ai Terminal Studios.

I pannelli fonoassorbenti sono dotati di magneti e sono ribaltabili, questo permette di avere una superficie assorbente o riflettente a seconda delle esigenze, come ci spiega Carl Freslov, responsabile di Amadeus, che insieme a B-BEng ha collaborato alla realizzazione dei lavori. Amadeus e B-BEng lavorano insieme da parecchio tempo e hanno realizzato, nel Regno Unito, alcuni dei lavori più importanti. Carl ci spiega che le leggi, in Inghilterra, sono molto rigide su quello che riguarda i tempi di riverberazione degli ambienti, soprattutto quelli lavorativi. La regolamentazione prevede dei limiti a seconda del tipo di utilizzo che si deve fare di un ambiente. Nelle scuole, per esempio, il tempo di riverberazione non deve essere superiore ai 500 ms, tutto questo è importante soprattutto per chi, come un insegnante, deve parlare a lungo. Il dover costantemente superare, con il volume della propria voce, il volume delle riflessioni di una stanza non curata acusticamente può portare a un veloce affaticamento, ma anche a una perdita di concentrazione.

Il sistema Boxy si adatta benissimo a qualunque situazione. I pannelli possono essere impreziositi con serigrafie che li rendono parte dell’ambiente, senza disturbare dal punto di vista estetico. Se tutto questo viene portato all’interno di uno studio o di una sala prova, i risultati diventano evidenti: avere un buon ambiente dove suonare, anche dal punto di vista estetico, è fondamentale soprattutto a certi livelli. Claudio Lamberini conclude con una riflessione interessante: «È affascinante vedere come gli inglesi apprezzino e celebrino in maniera evidente i prodotti che offrono dei risultati, così come fa Boxy».

Il loro sistema, qui in Inghilterra, sta infatti riscuotendo un grosso successo e, forse, questo dipende da una mentalità più aperta e pronta ad accogliere positivamente le novità. B-BEng e Amadeus hanno già realizzato studi e sale prova in posti come il Royal College of Music di Londra e il Royal Northern College di Manchester. Anche in questo caso i fattori fondamentali sono stati la velocità e la semplicità di realizzazione che, come ci spiegherà Ed Randall, manager dei Terminal Studios, sono stati uno degli elementi che hanno portato lui e il suo staff a scegliere il sistema Boxy: «Eravamo indecisi su alcune opzioni, ma quando abbiamo avuto la possibilità di visitare uno studio, realizzato con il sistema Boxy, abbiamo capito che era quello che volevamo. L’ambiente era piacevole, non solo dal punto di vista acustico, ma anche da quello estetico e l’estetica è un fattore importante, soprattutto quando si devono ricevere clienti di un certo livello. Un altro fattore decisivo è stata la modularità. Qui a Londra le cose cambiano molto in fretta e avere un sistema smontabile e trasportabile è qualcosa di effettivamente utilissimo. Quella sala prove diventa un investimento che dura nel tempo e che può essere fatto fruttare molto a lungo!». È proprio il caso di dirlo «Gli Italiani si fanno riconoscere dappertutto!»

 

Strumenti Musicali – Gennaio 2016

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