Un vero gioiellino dedicato all’inglese John Etheridge. Uno strumento dalle multiformi sonorità e con un rapporto qualità prezzo imbattibile.

 

Intervista a John Etheridge

Come mai hai scelto Fret-King e non altri marchi?
Parlando con Trevor Wilkinson, che ho conosciuto tramite Gordon Giltrap, ho capito immediatamente che sarebbe stata una persona incredibile con cui lavorare. Ha un enorme trascorso nel mondo delle seicorde e io ho sempre amato le sue chitarre e pick-up. Abbiamo parlato molto delle mie esigenze ed eravamo d’accordo entrambi su alcune priorità.

Quali sono le caratteristiche vincenti della Fret-King Elise JE?
Mi piace molto sia per il suono che per la sua forma. Il piccolo corpo semi-hollow mi affascina molto, mantiene sempre quel suono “legno oriented”, ma allo stesso tempo capace di risuonare con volume e di avere molto sustain. Mi è inoltre piaciuta molto la facilità nell’uso del Vari-coil che permette quella sottile variazione timbrica presente tra single coil e humbucker. Ho informato Trevor delle variazioni che avrei apportato. A me piace la tastiera in ebano perché facilita la vita nei passaggi veloci e mi piace avere una tastiera ampia così come il profilo del manico perché ho mani grandi! Abbiamo concordato su una misura che renda questa chitarra comoda per la maggior parte dei chitarristi, penso. Mi piace anche il battipenna, perché ci appoggio parte della mia mano destra ed è bello a vedersi! Volevamo che le corde passassero attraverso il corpo perché questo sistema offre maggior risonanza e Trevor ha progettato l’attaccacorde trapezoidale. Anche il colore utilizzato è particolare come scelta.

In quale situazione utilizzi maggiormente questo strumento?
Questa chitarra mi è soprattutto congeniale in campo jazz/fusion. È così versatile che riesco ad ottenere un gran bel suono jazz tramite un ampli AER e un adorabile suono overdrive con il Two-Rock. Come ho già detto, io sono particolarmente affezionato alle semi-hollowbody.

Secondo te la Fret-king Elise JE è la tua chitarra definitiva?
Stiamo discutendo sul possibile montaggio di una leva vibrato (tipo Vibrola o Whammy) senza però rovinare la chitarra in alcun modo. A me piace molto la leva, così quando avremmo sistemato questo particolare, allora la Fret-King JE sarà davvero la mia chitarra definitiva!

 

La serie Elise della casa britannica Fret-King consta di vari modelli, e già noi non c’eravamo lasciati sfuggire l’Elise Gordon Giltrap. Ma Trevor Wilkinson, fondatore della casa, ha incontrato i favori di un altro inglese, monumento di una raffinata rock-fusion inglese: John Etheridge. Basti ricordare che il nostro ha sostituito un certo Allan Holdsworth nei Soft Machine, e poi collaborò svariate volte con Stéphane Grappelli e con John Williams.

La Fret-King Elise JE si dimostra subito diversa dagli altri modelli omonimi per la paletta in stile Gibson con le meccaniche disposte 3+3. Presenta un corpo semi-hollow in mogano massello, con finitura honey. Uno sfizio per la vista, ma potrebbe risultare limitante come unico colore disponibile. La tastiera è in ebano, e questa è una novità, data la rarità dell’utilizzo di questo legno nelle seicorde elettriche. Il manico in mogano è impreziosito da un motivo tartarugato che rende più accattivante questo modello. Fret-King ha pensato di installare un attaccacorde ad arpa incollato, che in realtà non funge propriamente da attaccacorde poiché le corde passano attraverso il body per donare più sustain. I due pick-up installati sono delle ottime repliche dei leggendari PAF, ovvero i WVC dotati di Vari-coil. Questo potenziometro consente di sfruttare a pieno l’humbucker oppure, ruotando la manopola, di “sgonfiare” gradualmente il suono mettendo in azione un solo pick-up. L’ovvia differenza rispetto a un classico push/pull è quella di ottenere tutta la tavolozza timbrica presente nella “terra di mezzo”, tra l’humbucker e il single coil. Si differenzia pure dal celebre Varitone per la totale assenza di condensatori nel processo di cambiamento timbrico. Questa seicorde monta di seriecorde D’Addario XL 0.10-0.46 ed è prodotta in Corea.

Il test

La Elise John Etheridge si fa trovare all’interno di una custodia morbida imbottita che non evidenzia lo strumento di grande qualità presente all’interno. Quando la estraiamo si inizia a sorridere, perché è leggera e bilanciata. Il suono unplugged è corposo, dal retrogusto percussivo e il volume è piuttosto buono per essere una semi-hollow, probabilmente grazie alla presenza del legno massello che permette al corpo di vibrare maggiormente. La tastiera in ebano poi, oltre ad essere bella è davvero comoda e non abbiamo alcun problema a suonare qualsiasi fraseggio ci venga in mente. Gli accordi risuonano che è un piacere e il sustain è presente fino agli ultimi tasti. I buzz sono pressoché inesistenti. Il diapason corto ci permette di districarci meglio con aperture digitali piuttosto impegnative. Connettiamo il jack allo strumento. Il suono clean è nitido e avvolgente allo stesso tempo, estremamente vellutato e ricco di frequenze basse, soprattutto azionando l’humbucker al manico. I fraseggi jazz partono spontanei con questa sonorità. Il timbro anche con il pick-up al ponte è sempre piuttosto rotondo. Grazie al Vari-coil possiamo permetterci di sgonfiare il suono gradualmente. È bellissimo avere improvvisamente un suono quasi twang e sbizzarrirci con lick country quando un attimo prima provavamo a scimmiottare Wes con l’humbucker al manico coi toni leggermente chiusi. Con un suono crunch la Elise JE dona un suono graffiante e ricco di mordente, il blues è lì dietro l’angolo. Alzando il livello di gain possiamo tranquillamente suonare ritmiche con power chord in palm muting come se non ci fosse un domani, tanto è convincente il suono e dall’attacco deciso.

Conclusioni

Raramente ci imbattiamo in strumenti così competitivi come questa Fret-King Elise JE. A un prezzo così è davvero difficile trovare una seicorde dalla stessa profondità sonora, con così tante opzioni timbriche, dall’ottima qualità costruttiva, condita con una tastiera dall’immediata facilità d’esecuzione. Davvero una sorpresa. Sicuramente in mani esperte sarà goduta al meglio, ma a questo prezzo è davvero abbordabile per tutti, professionisti e amatori.

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Strumenti Musicali n. 2 — Marzo 2016

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