Flex Pitch (seconda parte)

L’Audio Track Editor mostra l’analisi operata da Flex Pitch sull’Audio Region
L’Audio Track Editor mostra l’analisi operata da Flex Pitch sull’Audio Region

Grazie alle funzionalità offerte da Flex Pitch (leggi qui la prima parte dell’articolo) ci si potrà ora concentrare appieno sull’interpretazione data dall’artista, potendosi permettere di gestire con tutta calma, in una fase successiva della lavorazione, l’aspetto relativo all’intonazione.

In maniera analoga a Flex Time, si può operare con Flex Pitch sia all’interno del Workspace sia dall’Audio Track Editor. Vi è però un’importante novità: questa volta nell’Audio Track Editor sono mostrate funzionalità non presenti all’interno del Workspace. Per utilizzare Flex Pitch alla sua massima potenza, è consigliabile visualizzare il Workspace e il Track Editor contemporaneamente. Apriamo quindi l’Audio Track Editor con un click sul pulsante Editors all’interno della Control Bar, assicurandoci che al suo interno sia attivo il pannello Track.

Flex Pitch all’interno dell’Audio Track Editor
Con Flex Pitch attivato, l’Audio Track Editor visualizza il materiale audio precedentemente analizzato con una veste grafica inedita. Ogni cambio di intonazione rilevato viene mostrato sotto forma di un segmento, che rappresenta una nota posta in corrispondenza di una tastiera visualizzata sulla parte sinistra. La posizione in senso verticale della nota definirà l’intonazione rilevata, mentre la dimensione in senso orizzontale ne mostrerà la durata. La rappresentazione grafica delle note è offerta sotto forma di un pannello virtuale trasparente che si sovrappone alla forma d’onda.

Tale soluzione è comoda e funzionale, al fine di poter visualizzare anche grandi estensioni d’intonazione mantenendo costante il punto di riferimento alla rappresentazione grafica della forma d’onda. Qualora non fosse visibile, provvediamo ad attivare l’Inspector dell’Audio Track Editor mediante il seguente percorso: Audio Track Editor Menu Bar View > Show Local Inspector.

Audio Track Editor Inspector
Audio Track Editor Inspector

Nell’Audio Track Editor Inspector vediamo disponibili alcuni parametri, con i quali sarà possibile effettuare rapide modifiche del materiale selezionato: Time Quantize, Scale Quantize, Pitch Correction e Gain.

Time Quantize (Quantizzazione del tempo) consente di allineare gli eventi in senso orizzontale uniformandoli alla risoluzione di quantizzazione attivata. La funzionalità Time Quantize presenta un selettore con il quale scegliere la risoluzione di quantizzazione, un pulsante marcato Q con il quale applicare le impostazioni attive alla selezione, quindi lo slider denominato Strength con il quale definire la percentuale di quantizzazione applicata. In sostanza, pur avendo attivato Flex Pitch, risulta comunque possibile operare sul tempo del materiale audio.

Scale Quantize (Quantizzazione dell’intonazione) consente di allineare gli eventi in senso verticale uniformandoli alla scala definita. Il selettore Scale Quantize si presenta suddiviso in due sub-aree e un pulsante marcato Q. Con la sub-area posta a sinistra possiamo definire la fondamentale della scala di riferimento (C, C#, D, ecc.), mentre con la sub-area centrale possiamo scegliere la qualità della scala (maggiore, minore, ecc.); con il pulsante Q possiamo applicare le impostazioni attive alla selezione.

Lo slider Pitch Correction
Lo slider Pitch Correction

Pitch Correction consente di allineare (intonare) gli eventi selezionati alla nota di riferimento, precedentemente rilevata da Flex Pitch. Si sarà certamente notato che, alle volte, i segmenti sono rappresentati fuori asse rispetto alla griglia di riferimento; ciò rappresenta la deviazione della nota dall’intonazione perfetta. Con lo slider Pitch Correction possiamo definire la percentuale di spostamento con un’intensità variabile da 0% (non viene applicata Pitch Correction) sino a 100% (l’evento si colloca alla posizione perfettamente intonata e in griglia).

Gain consente di attenuare/incrementare il volume del materiale audio sottostante la nota selezionata. L’operatività è simile a quella precedentemente descritta per il parametro Pitch correction. Dall’interno del Track Editor potremo di fatto modificare l’intonazione del materiale audio, afferrando la nota desiderata e trascinandola proprio come faremmo all’interno del Piano Roll.

Il Tool Menu dell’Audio Track Editor offre inoltre due tool inediti: Vibrato Tool e Volume Tool. Quest’ultimo consente di effettuare le stesse operazioni del Gain Slider, operando però direttamente sulla nota. Si tratta di due modi differenti di fare la stessa cosa; infatti, modificando il gain con il Volume Tool, si aggiornerà contestualmente il valore mostrato dal Gain Slider.

I sei Hotspot
I sei Hotspot

All’interno dell’Audio Track Editor, portando il mouse sopra a una nota, vengono visualizzati sei punti afferrabili (Hotspot) con i quali è possibile modificare e gestire i seguenti parametri: Pitch Drift, Fine Pitch, Gain, Vibrato e Formant Shift.

Con Pitch Drift si possono gestire i portamenti d’intonazione all’inizio e alla fine della nota. Per questo motivo abbiamo due Hotspot dedicati al Pitch Drift, l’uno all’estremità superiore sinistra e l’altro a quella destra.

Fine Pitch, posto centralmente e in alto, consente di gestire l’intonazione mediante spostamenti fini e continui, con una risoluzione in centesimi di semitono.
In sostanza qui è riproposto esattamente lo stesso parametro disponibile all’interno del Workspace qualora siano attivati Flex Pitch e Flex View.

Vibrato è probabilmente l’Hotspot con il quale si opererà con maggiore frequenza. Mediante questo parametro è possibile gestire l’ammontare del vibrato specifico di ogni singola nota, quindi l’effettiva media d’intonazione percepita.
Il Vibrato rappresenta una modulazione dell’intonazione, caratteristica esecutiva attribuibile a molti strumenti musicali, primo fra tutti la voce. L’Hotspot Vibrato, che si trova centralmente e in basso, offre un’escursione che va da -400% a +600%. Impostare il parametro al valore 0 produrrà un innaturale appiattimento dell’intonazione a causa della totale assenza di modulazione. Ciò renderà la performance simile più a un sintetizzatore che a una voce umana, un effetto spesso cercato in alcuni generi musicali come l’hip hop. Un aumento del valore percentuale accentuerà la quantità di modulazione dell’intonazione, mentre impostare valori negativi porterà a una progressiva inversione della modulazione. Va chiarito che il parametro Vibrato modifica la modulazione d’intonazione della nota e non la sua intonazione assoluta, la quale è gestita dallo slider Pitch Correction o dal parametro Fine Pitch. Il Vibrato Tool consente di ottenere gli stessi risultati dell’Hotspot Vibrato utilizzando però un Tool in alternativa all’Hotspot corrispondente.

Gain consente di attenuare/incrementare il volume del materiale audio sottostante l’evento o gli eventi selezionati. L’escursione del parametro è di 60 dB (+/-30 dB). Il parametro impostato al valore 0 lascia invariato il volume originale. Gain Slider, Gain Hotspot e Volume Tool sono tre modi differenti di effettuare la stessa operazione. Formant Shift è l’Hotspot atto a gestire modifiche alla formante.
Facciamo un esempio per comprendere meglio la funzionalità in questione: alzando di più toni l’intonazione di una voce maschile ne otterremo come risultante un timbro simile alla voce di un bambino; al contrario, abbassandola di molti toni otterremo una voce perfetta per un film horror!

Con Formant Shift possiamo compensare questi grandi spostamenti, sia in senso acuto sia grave, mantenendo il timbro il più possibile attinente all’originale.
È particolarmente divertente sperimentare con settaggi estremi con i quali si potranno ottenere risultati inaspettati e/o timbri completamente nuovi. Grazie alle funzionalità offerte da Flex Pitch, con poche e semplici modifiche abbiamo raggiunto l’obiettivo di modificare la linea melodica, portandola nella direzione dettata dal nostro gusto, senza snaturare la performance originale. Oltre ai già citati Volume Tool e Vibrato Tool, all’interno del Tool Menu dell’Audio Track Editor sono disponibili, tra gli altri, anche lo Scissor Tool, il Glue Tool e, ovviamente, il Pointer Tool. Non rappresentano certamente una novità in senso assoluto, ma assumono un particolare utilizzo nel contesto di Flex Pitch.

Con lo Scissor Tool è possibile separare a piacimento le note rilevate da Flex Pitch nell’ottica di affinare ulteriormente l’intervento, ad esempio gestire il Vibrato specificamente per una porzione di nota.

Con il Glue Tool, al contrario, si potranno incollare insieme più note, mentre posizionando il Pointer Tool, agli estremi destro o sinistro della nota, si renderà disponibile il Resize Tool, con il quale è possibile modificarne la durata applicando Time Stretching in tempo reale. Ne risentiranno la nota precedente e quella successiva, che si comprimeranno/ espanderanno di conseguenza.

Nonostante Flex Pitch sia pensato per operare sull’intonazione di materiale audio, si evince dalla possibilità di quantizzare la posizione dell’evento, oltreché dalla disponibilità di Time Stretching in tempo reale, che è possibile operare anche sul timing della performance. Ciao, alla prossima.

 

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