[quote_box_center]Negli ultimi anni la fisarmonica ha avuto un’evoluzione straordinaria. Struttura, didattica e repertorio sono cresciuti esponenzialmente, così com’è migliorato il rapporto della fisarmonica con il corpo. I maestri delle più importanti scuole internazionali, italiane, francesi, russe e serbe, ci hanno raccontato i loro pareri e i segreti per la perfetta posizione.[/quote_box_center]

— Renzo Ruggieri —

[su_dropcap style=”flat” size=”5″]Q[/su_dropcap]ual è la posizione ideale della fisarmonica? In assoluto non esiste, ma esistono obiettivi da realizzare per ottenere un buon controllo delle nostre performance ed evitare futuri problemi fisici. Uno strumento stabile graverà meno sui nostri muscoli, garantirà maggiore precisione e minori paure con implicazioni psicologiche non indifferenti, soprattutto dal vivo. Abbiamo conosciuto molti fisarmonicisti che con il tempo hanno sviluppato forti dolori alla schiena dovuti proprio alla posizione scorretta.
I pareri delle diverse scuole internazionali, inoltre, mettono in evidenza quanto la questione sia dibattuta, il tutto amplificato dall’evoluzione continua che la fisarmonica sta compiendo sotto ogni ambito. Per un discorso serio sull’argomento, nonostante il poco spazio disponibile, abbiamo consultato quattro straordinari docenti internazionali (invitiamo il lettore a conoscerli meglio tramite internet). Si tratta anche di giurati internazionali, a capo delle principali istituzioni fisarmonicistiche del loro paese. La scelta delle nazioni non è stata casuale, infatti, si tratta delle scuole che attualmente stravincono ogni concorso al mondo. Non si vuole scrivere un trattato sull’argomento e per questo abbiamo preferito lasciarli liberi di indicare le loro priorità, nonostante il poco spazio a disposizione. Siamo sicuri che i vari consigli emersi saranno di grande aiuto nelle vostre scuole.

Posizione ideale

Riassumendo, la naturalezza e l’assenza di rigidità dovrebbero guidare qualsiasi scelta, soprattutto in relazione alla peculiarità di ogni studente. Non abbiamo notato regole rigidissime ma elementi base da conservare. La fisarmonica dovrà essere molto stabile sul corpo, con punti d’appoggio chiaramente fissati (interno gamba destra, sopra la gamba sinistra e sulla parte bassa del polso sinistro) e dovrebbe reggersi anche senza l’aiuto delle cinghie.
Lo strumento dovrebbe rimanere in orizzontale rispetto al corpo evitando (se non per aiutare il mantice) piegamenti ai quattro poli. La testa del musicista va tenuta dritta e con lo sguardo in avanti; si può girarla solo per aiutare alcune inversioni difficoltose.
I piedi sempre ben poggiati, in aiuto della stabilità generale. Le gambe abbastanza allineate, con un leggero allungamento della sinistra (si abbasserà leggermente) a favorire il blocco della tastiera all’interno dell’altra gamba.
La direzione del mantice dovrebbe imitare un ventaglio, senza mai alzarsi durante la chiusura. Per ottenerlo ci si lasci guidare dalla gravità in apertura e in chiusura dalla parte bassa del polso sinistro. Le inversioni andrebbero sempre fatte su una nota prestabilita e con fare deciso, senza accento. Poco prima di ogni inversione si faccia un rapido respiro.
Le braccia andrebbero tenute in linea con la tastiera del canto e perpendicolari con la cassa dei bassi. In aiuto al movimento generale dell’avambraccio destro, bisognerebbe mantenere la perpendicolarità anche quando ci si muove dall’alto verso la parte acuta della tastiera del canto, aiutandosi con tutta la spalla. Per la mano sinistra invece il braccio dovrebbe aprirsi oltre la cassa dei bassi in apertura mantice, per rientrare all’interno in chiusura. Altre scuole, non citate, optano per tenere stabile e in costante pressione il braccio sulla cassa dei bassi. Sulle posizioni di mani e dita, però, abbiamo riscontrato le maggiori differenze. Alcuni non ne parlano, altri mirano alla perfetta linea fra polso e braccio e altri alla naturalezza fatto che produce un diverso angolo della mano. Pensiamo che la verità sia nel trovare una posizione naturale e non rigida che, grazie a dita raccolte e sempre in contatto costante con i tasti, possa garantire vituosismi e precisione per ogni repertorio. A sinistra, dove l’ergonomia dallo strumento è penalizzante, si raccomanda di mantenere il pollice aderente all’indice e di non tenere troppo all’interno il polso, per lasciare alle dita la possibilità di muoversi liberamente.
Aggiungiamo che il peso dei tasti si modifica con la pressione dell’aria sul mantice e come tale richiede un controllo tecnico non indifferente. A volte quindi è necessario premere di più i tasti (maggiore suono) mentre altre volte è importante non farlo con articolazioni ricercate. Lo strumento a bottoni, e quello a piano, hanno tecniche simili, pur differenziandosi per piccoli dettagli, ad esempio, le dita sono leggermente più diritte nella tastiera a piano e più inclinate verso l’interno nella cromatica.

Conclusioni

Abbiamo trovato molto interessanti i vari focus posti dai maestri, che per certi versi sono riconducibili ai loro differenti stili di vita. Possiamo aggiungere che molti grandi artisti se ne infischiano della posizione ideale e spesso sono più creativi degli altri; ma questi non vincono competizioni, per fortuna aggiungiamo.
Pur rispettando i tanti e qualificati pareri, pur applicando molte delle regole citate, riteniamo che ciò che ascoltiamo sia sempre al di sopra di come lo si vede fare. Questo per noi genera le regole e anche le evolve. Il compito di un insegnante dovrebbe essere innanzi tutto quello di non rovinare l’allievo e per farlo a volte serve essere rigidi, altre il lasciar correre. Esistono ragioni che agevolano la precisione, altre la musicalità, altre ancora che aiutano a mantenersi attivi per tutta la vita. Qual è quindi la posizione ideale? Noi abbiamo scelto: la perfetta posizione è quella che vediamo a occhi chiusi!

I consigli dei maestri

[su_spoiler title=”Milian Bieletic (Serbia)” style=”fancy” icon=”chevron-circle”][su_dropcap style=”flat” size=”3″]I[/su_dropcap]l lavoro pedagogico di un insegnante parte dalla tenuta dello strumento. Al fine di non generare problemi futuri, allo studente, si lavori molto sulla rigidità fisica. La maturazione e i repertori impegnativi potrebbero rendere irrisolvibile questo tipo di problema. L’alunno sente la rigidità dapprima nelle mani, poi nelle braccia, nelle gambe e quindi in tutto il corpo; questo potrebbe suscitare anche problemi psicologici in quanto influenzerebbe negativamente le performance pubbliche.

1. Milian Bieletic (testa leggermente girata ad aiutare le inversioni).
1. Milian Bieletic (testa leggermente girata ad aiutare le inversioni).

Per una buona posizione le cinghie devono essere non larghe, per non far perdere il controllo dello strumento, e non strette, per non procurare mal di schiena. Nel primo caso diventerebbe difficile anche cambiare mentoniere, nel secondo lo strumento risulterebbe troppo alzato e difficile da suonare. Trovata la lunghezza adeguata, consiglio di utilizzare la cintura corta trasversale a collegamento delle due più lunghe. Una buona tensione delle cinte aiuterà il fisarmonicista a concentrarsi unicamente sulla musica. In base all’esperienza acquisita con i miei alunni, tengo la parte inferiore destra della tastiera sulla parte interna della coscia in modo da bloccare la chiusura mantice. Sulla gamba sinistra invece l’appoggio può essere variabile, dipende dalla costituzione e dall’altezza del fisarmonicista: sotto il mantice (tra la parte sinistra e destra del corpus inferiore) oppure più a sinistra seguendo la naturale conformazione dell’alunno. Ambedue le gambe possono disporsi sulla stessa linea o in alcuni casi con la gamba sinistra spostata in avanti (più bassa), in base alle esigenze del fisarmonicista.

2. Milian Bieletic (posizione ideale).
2. Milian Bieletic (posizione ideale).

Il piede sinistro deve essere ad angolo di circa 20 gradi sulla sinistra dell’alunno. Si faccia molta attenzione al ritorno del mantice perché proprio le inversioni generano rigidità. Il corpo può aiutare molto nelle inversioni e ogni volta che si chiude il mantice bisogna girare leggermente la testa entro 30 gradi a sinistra (foto 1). Il piede sinistro, soprattutto nel momento della chiusura, può aiutare alzandone la parte posteriore di un paio di centimetri, per poi riabbassarsi immediatamente non appena il fisarmonicista sente di essere rilassato. Anche il piede destro può avere un ruolo importante, cioè può alzare la parte posteriore in prossimità dei cambi mantice. Ma tutti questi suggerimenti sono secondari al fatto di avere i giusti punti di appoggio che rendono la fisarmonica stabile (foto 2). I più grossi errori che si fanno nell’impostare il braccio destro sono quelli di non avere gomito e polso “in tastiera”. Propongo in genere di pensare una linea che dovrebbe rappresentare il prolungamento della tastiera; la parte superiore del gomito dovrebbe essere la fine di tale linea. Così, il braccio ha una posizione più naturale, il gomito aiuta il polso ad essere più flessibile e gli conferisce un ruolo attivo nella modellazione del suono. Immaginate quanto sarebbe ridicolo un direttore d’orchestra con le braccia rigide! In breve questi sono i parametri più importanti per una corretta posizione della fisarmonica che, se soddisfatti, permetteranno al musicista di godere delle proprie interpretazioni.

[/su_spoiler] [su_spoiler title=”Frederic Deschamps (Francia)” style=”fancy” icon=”chevron-circle”][su_dropcap style=”flat” size=”3″]U[/su_dropcap]na buona posizione parte dal peso del musicista distribuito uniformemente in entrambi i glutei. I piedi saranno posti in parallelo al suolo e ben piantati a terra; non si alzino tacco o punta per non limitare la mobilità delle gambe. La fisarmonica va posizionata perfettamente parallela al corpo e le spalle in posizione naturale, evitando di alzare la spalla sinistra.

3. Frederic Deschamps (posizione ideale per la mano destra).
3. Frederic Deschamps (posizione ideale per la mano destra).

Lo strumento non deve essere inclinato verso destra, che è illogico, infatti in una situazione di apertura mantice si andrebbe contro la gravità e questo è un nemico da evitare. Non si attui quindi alcun movimento del corpo verso destra, contrario all’apertura. Si rimanga fermi. Il centro di gravità dello strumento va spostato invece verso sinistra, per favorire la tensione del mantice, che grazie al suo peso, mantiene regolare la forza da utilizzare sui tasti, in particolare della mano destra. Anche il rilascio del tasto ne guadagna in elasticità, infatti non affondandolo troppo sarà anche più agevole lasciarlo.
Generalmente utilizzo la respirazione in perfetta sincronia con l’apertura e chiusura del mantice, riempiendo i polmoni poco prima di ogni inversione. Il fisarmonicista dovrà mantenere una posizione diritta con il collo verticale, gli occhi fissi che guardano di fronte. Una posizione errata del collo (girato verso destra) crea una cattiva disposizione del gomito destro. Una posizione errata del collo (verso sinistra) spinge indietro il lato sinistro della fisarmonica e apre l’angolo tra la tastiera destra e l’avambraccio destro. Riguardo alla posizione delle mani, assicuratevi che il vostro gomito destro sia stabile e in posizione, perché altrimenti perderebbe il controllo delle dita. Movimenti irregolari, o non controllati, provocano tensioni, rallentano la velocità e creano vuoti di memoria (questo è largamente amplificato dall’effetto adrenalina in occasione di concerti e concorsi). Fate attenzione all’indice che è sempre in cerca di libertà, allargandosi. Tenete il pollice della mano sinistra ben chiuso e questo influirà positivamente anche nella chiusura della mano destra. Dita e dorso delle unghie (corte) devono sempre rimanere in contatto con la tastiera. Nella foto 3 si noti una buona posizione della mano con dita raccolte e in linea con polso e avambraccio. Quando muoverete le dita nei passaggi del pollice siate sempre scrupolosi e fate i movimenti rispettando l’immobilità totale di tutte le altre parti del corpo. Evitare assolutamente di premere a fondo i tasti suonando in superficie. Tenete il gomito destro alto senza mai piegarlo. A sinistra ricordate di portare avanti il polso per evitare eccessivi sforzi alle dita. Come ripeto spesso, una cosa complicata è solo un cumulo di cose semplici. Lavorando sui singoli movimenti, il vostro corpo elaborerà gli spostamenti nelle migliori condizioni. Consiglio quindi di isolare le cose semplici e in seguito lavorarle e controllarle tutte insieme.

4. Frederic Deschamps (durante una lezione).
4. Frederic Deschamps (durante una lezione).

Minimizzando il numero delle posizioni, favorirete la memorizzazione, avrete un miglior controllo del vostro strumento con una netta riduzione delle possibilità di errore. Il corpo del fisarmonicista riconoscerà tutti i meccanismi che avete memorizzato e questo vi consentirà di avere sempre la posizione ideale senza dover pensare.[/su_spoiler] [su_spoiler title=”Massimiliano Pitocco (Italia)” style=”fancy” icon=”chevron-circle”][su_dropcap style=”flat” size=”3″]N[/su_dropcap]on può esistere una didattica statica e uguale per tutti. L’insegnante, aggiornandosi costantemente, personalizzerà le proprie tecniche per ogni singolo studente. La corretta posizione dello strumento parte dalla naturalezza. Una impostazione innaturale comporterebbe imprecisioni esecutive e futuri problemi fisici.

5. Massimiliano Pitocco.
5. Massimiliano Pitocco.

I grandi fisarmonicisti internazionali hanno tutti una posizione non perfettamente corretta, anche se efficace. L’impostazione di base quindi deve essere illustrata dall’insegnante, ma anche adattata all’allievo. Nello specifico, è importante avere la cinta sulla spalla sinistra ben stretta in modo da avere più aderenza e controllo della fisarmonica; quella destra un po’ più allargata.
La tastiera del canto va leggermente inclinata a destra nella parte superiore, l’estremità inferiore, invece, va bloccata con la gamba destra, fattore determinante per la chiusura del mantice. In alcuni casi adotto una terza cinghia collocata nella parte inferiore della schiena. Per migliorare le inversioni di mantice sono fondamentali: spalle, gambe e respiro. Per l’apertura si deve irrobustire la spalla destra mentre per la chiusura quella sinistra, e la gamba destra (che bloccherà la parte inferiore della tastiera). Tra un’inversione e l’altra inoltre bisogna inspirare prima del cambio e buttare fuori l’aria sull’inversione stessa. In tutto questo processo i piedi devono essere ben posizionati a terra (tacco e punta). Sconsiglio quindi alle donne di suonare con tacchi alti, pena la perdita di stabilità.
Il mantice va utilizzato come un ventaglio, serrando il più possibile la parte inferiore. Altrettanto importante è tenere l’avambraccio sinistro perpendicolare al fondo della fisarmonica e spingere in chiusura con la parte bassa del palmo. Quest’ultimo accorgimento è fondamentale per avere sempre chiusa la parte bassa del mantice e immettere aria nella fisarmonica dal basso verso l’alto, contrariamente, si otterrebbe un suono diverso da quello in apertura, si percepirebbero le inversioni e si alzerebbe il mantice con perdita di stabilità generale. Qualora necessitaste di maggiore/minore aria nelle inversioni, cercate di lavorare sull’affondo dei tasti e non facendo diminuendi o crescendi improvvisi.
Un’ultima annotazione: è importante essere non solo precisi sulla nota dove si vuol chiudere o aprire, ma anche decisi e senza accento, tipo un boscaiolo che taglia il ceppo in un solo colpo: netto e preciso! Talvolta si consiglia l’acquisto di una fisarmonica di dimensioni e peso troppo grandi o troppo piccole, con la conseguenza che si farà molta fatica nelle inversioni del mantice. Non trascurate questo fattore per non incorrere in problemi fisici; la fisarmonica deve essere delle giuste dimensioni, proporzionata alla struttura fisica dell’allievo a garantire un controllo totale e un corretto uso del mantice.

[/su_spoiler] [su_spoiler title=”Viatcheslav Semionov (Russia)” style=”fancy” icon=”chevron-circle”][su_dropcap style=”flat” size=”3″]U[/su_dropcap]na volta si suonava con 4 dita e la forma delle fisarmoniche era completamente diversa. Questo ha generato nuove diteggiature, nuovi modi per tirare il mantice e nuove posizioni strumentali. Come prima cosa la fisarmonica deve essere spostata verso sinistra, con il mantice libero di muoversi. La tastiera destra deve toccare l’interno della gamba destra per essere così ben fermata.

6. Viatcheslav Semionov, tavoletta interna per la separazione dal corpo.
6. Viatcheslav Semionov, tavoletta interna per la separazione dal corpo.

Quando poggiate la fisarmonica sulla gamba sinistra, questa deve essere portata leggermente avanti, abbassata al 90% dell’altra. A questo punto verificate che la fisarmonica sia completamente orizzontale, dovrebbe reggersi da sola senza cinghie. Le cinghie è bene tenerle in maniera naturale sul corpo, senza troppo stringerle; la cinghia destra va misurata con la mano in posizione sulla tastiera (ci si basi sul pollice) e la sinistra va stretta senza forzature.
Generalmente il naso del musicista dovrebbe essere in linea con i registri del canto. L’altezza della sedia dipende come immaginabile dalle gambe dell’alunno. Gli strumenti classici hanno una tavoletta sporgente interna (foto 6) che impedisce alla fisarmonica di piegarsi troppo in avanti. In realtà essa viene utilizzata anche per tenerla ferma, infatti premendo in avanti il braccio sinistro si otterrà una stabilizzazione generale molto utile (ottima per lo shake). Quando si vuole essere più liberi (ad esempio in atmosfere pacate), allora si spinge il mantice verso il corpo rendendo più libero lo strumento proprio perché la sporgenza suddetta non preme più sul petto del solista. Il braccio sinistro deve seguire la mano nelle sue escursioni ascendenti e discendenti, ma in alcuni passaggi particolarmente virtuosistici è possibile piegare il braccio al contrario della direzione delle dita (queste salgono mentre il braccio scende e viceversa). A destra polso e avambraccio, essendo più liberi di muoversi, procedono in linea perpendicolare alla tastiera.

7. Viatcheslav Semionov con allievo in posizione.
7. Viatcheslav Semionov con allievo in posizione.

Per i passaggi rapidissimi, dove si evita l’uso del pollice, (in particolare nei sistemi russi) il polso può essere piegato per agevolare il movimento sulle 3 file. La posizione delle dita deve essere naturale, perpendicolare al tasto. Provate a stringere il pugno, adesso aprite le dita e poggiatele sui tasti con un movimento spontaneo, naturalmente verificando la perpendicolarità; bene, questa è la vostra posizione e anche quella più adatta ai virtuosismi. Per le frasi melodiche è meglio allungare di poco le dita a rendere più morbido il movimento; anche la musicalità della frase ne guadagnerà. Il braccio della mano sinistra, in apertura mantice, dovrebbe aprirsi oltre la cassa dei bassi e rientrare all’interno, in chiusura. Suggerisco di fare il bellow shake come i violinisti suonano il tremolo; braccio aperto e fisa in avanti a creare un diverso uso dei muscoli. Pensate a una linea immaginaria che parta dalla vostra cinghia destra e diagonalmente arrivi all’angolo esterno della cassa dei bassi. Il richot shake invece necessita di una posizione rigorosamente orizzontale per essere equilibrato e silenzioso. Nella foto 7 si noti la posizione ideale di un mio alunno.

[/su_spoiler] [su_carousel source=”media: 492,505,504,503,502,501,500,499,498,497,496,495,494,493″ limit=”24″ link=”lightbox” width=”760″ height=”160″ items=”5″ title=”no” pages=”yes”] [su_spoiler title=”Discografia” class=”my-custom-spoiler”]

La discografia qui di seguito sarà divisa in tre parti – jazz, world e classica – seguendo la linea dello speciale. Partendo dalla musica jazz non si può non iniziare da dei miti che ci hanno lasciato da poco come Art Van Damme e Frank Marocco, entrambi iniziati alla musica all’età di circa 9 anni. Van Damme ha avuto molto successo in Giappone mentre negli Usa scrisse un programma con suo nome The Art Van Damme Show per la NBC. Il suo stile è caratterizzato da registri timbrici più ovattati e di lui si ricorda volentieri uno dei suoi album più recenti State Of Art. Da un big televisivo ad uno cinematografico: Frank Marocco ha partecipato alla colonna sonora di numerosi classici, da Dottor Zivago a Ratatouille. In Travelling in time si scoprono cinquant’anni della sua carriera. Spostandosi in Francia ecco Richard Galliano, fisarmonicista di origini italiane. Di lui si ricorda l’album Mare Nostrum per il quale ha collaborato con il trombettista Paolo Fresu e con Jan Lundgren al piano. La meraviglia di questo album è quanto la combinazione di questi strumenti suoni bene e naturale. Passaggio in Italia per il modern-jazz di Gianni Coscia e la sua collaborazione del 1999 con Trovesi, più volte suo partner musicale, per ascoltare l’album In cerca di cibo, avente una chicca: le note di copertina scritte da Umberto Eco, suo compagno di scuola e amico. Restando in Italia abbiamo il nostro Renzo Ruggieri che attualmente si occupa di Italian Jazz e, oltre ad aver suonato in tutto il mondo, nel 2007 ha accompagnato Antonella Ruggiero sul palco dell’Ariston in quanto ha curato gli arrangiamenti del disco live Souvenir d’Italie, uscito lo stesso anno. Spaghetti Time, del Renzo Ruggieri Group, è un album che attraversa tutti i suoni caratteristici dell’Italia. Tra i vari progetti di Ruggieri c’è Kramer Project che prende il nome dal fisarmonicista jazz forse più famoso di tutti i tempi: Gorni Kramer. Quest’ultimo fu protagonista della tv della prima ora, vi debuttò nei primi anni ’50 con Nati per la musica, assieme a Lelio Luttazzi, e da quel momento compose migliaia di canzoni. Viene in mente ad esempio il pezzo con il Quartetto Cetra Un bacio a mezzanotte. Nella zona world, quella forse più conosciuta a un pubblico più generalista, c’è Riccardo Tesi che assieme al suo gruppo Banditaliana ha vinto, con il disco Lune, il premio come miglior album italiano di world music. Renato Borghetti è uno degli artisti brasiliani di più solida carriera internazionale, è un’emozione ascoltarlo live e quindi Andanças – Live in Brussels è un ascolto pressoché obbligato. La fisarmonica diatonica, detta anche organetto diatonico, viene utilizzata sapientemente da Donatello Pisanello degli Officina Zoè. Le musiche di questo gruppo di pizzica sono coinvolgenti e massima espressione della fisarmonica la si ha nel pezzo Don Pizzica contenuto in Sangue Vivo. Collegandoci alla pizzica viene in mente Ambrogio Sparagna, colui che ha diretto dal 2004 al 2006 il concertone della Notte della Taranta, e che utilizza in maniera esemplare ed entusiasmante la fisarmonica, da provare il disco omonimo dove appare anche Francesco De Gregori. Pensando alla fisarmonica viene in mente, sempre nell’ambito della world music, la musica rom e il suo più famoso esponente in Italia: Santino Spinelli in arte Alexian, si veda uno dei suoi primi album, Gijem Gijem. Passando dalla world music a quella classica si incontra Friederich Lips con il suo album Apocalyps. A dire il vero però il papà di questo genere si può considerare Mogens Ellegaard, nell’al-bum Accordion Fireworks è presente il suo stile tra il barocco e il romantico. Il Motion Trio – formato da Wojtarowicz, Baranek e Gałazyn – cerca di utilizzare nelle sue composizioni tutte le sfaccettature della fisarmonica. Questi musicisti esplorano le nuove possibilità date da questo strumento e i loro concerti sono degli spettacoli musicali che contengono azione e dramma.

— Marina Coricciati

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