— Jacopo Giuliano

[quote_box_center]Sempre attenta ai grandi nomi del basso elettrico, Fender ama spesso introdurre nuovi modelli signature: questa volta è il turno dell’Adam Clayton Jazz Bass, modello dedicato al bassista di una band mondiale: gli U2.[/quote_box_center] [su_slider source=”media: 2199,2201,2200,2198″ link=”lightbox” title=”no”] [su_dropcap size=”5″]E[/su_dropcap]stratto dal case rigido (in dotazione), l’Adam Clayton Jazz Bass mette subito in risalto il suo carattere forte; è un’autentica macchina da rock’n’roll con un look unico. Come la maggior parte dei bassi signature prodotti da Fender, questo modello non differisce molto dalla linea produttiva attuale (American Standard), fatta eccezione per alcuni piccoli ma importanti dettagli. Il body è in ontano con una finitura Sherwood Green Metallic (l’unica disponibile) priva di qualsiasi imperfezione. Il manico è realizzato in acero  (pezzo unico) e presenta un profilo unico (presente solo su questo modello): si tratta di un “C” piuttosto accentuato che garantisce una piacevole sensazione di riempimento della mano sinistra senza però perdere nulla in maneggevolezza. La giunzione corpo/manico avviene tramite quattro viti e piastra in metallo cromato. La tastiera in palissandro ha un raggio di curvatura di 7,25” e ospita 20 tasti di dimensioni medie. I segnatasti sono block in madreperla, una scelta a nostro avviso esteticamente poco piacevole su uno strumento con questo look, ma è sempre e solo questione di gusti. Sulla paletta, caratterizzata dallo stesso colore del body, trovano posto l’abbassacorde circolare per le corde di RE e SOL e le quattro meccaniche Vintage Style Lollipop cromate. Il ponte, anch’esso cromato, è il Fender High-Mass Vintage che consente anche l’ancoraggio delle corde attraverso il corpo: grazie alle sue eccellenti doti di solidità e funzionalità viene impiegato su quasi tutti i bassi Fender di ultima generazione. La parte elettrica, come da copione, è costituita da due pick-up single-coil Fender Custom Shop ‘60s collocati con spaziatura anni Sessanta. La circuitazione prevede i seguenti controlli: i due volumi (uno per ogni pick-up) e un tono. Infine sul body è collocato il battipenna a tre strati “White Pearloid”.

Il test

Le prime sensazioni, una volta imbracciato lo strumento, sono una piacevole leggerezza e un eccellente comfort esecutivo reso possibile anche da un buon settaggio delle corde, ottimo sia per accompagnare (anche con una certa grinta) che per fraseggi vari… il tutto senza la minima ombra di sbavature e/o buzz indesiderati. Il connubio profile del manico/raggio della tastiera è un punto di forza che farà gola a numerosi bassisti, in particolare coloro che amano sperimentare varie sonorità senza rinunciare al feeling di un manico tradizionale. A mio modesto parere, l’Adam Clayton Jazz Bass possiede un carattere molto deciso, pur essendo abbastanza docile sotto le dita. I pick-up Fender Custom Shop ‘60s possiedono sia le migliori qualità dei single-coil passivi (limpidi e bilanciati) che una notevole grinta e un attacco preciso… nulla di meglio su un basso così. Com’è facile intuire, il carattere sonoro che ne scaturisce è quello di un Jazz Bass classico, caldo e diretto con in più una buona dose di presenza sulle medio-alte. Interessante ciò che si può ottenere con il controllo del tono passivo: si può tranquillamente passare, con una progressione uniforme e costante, dalla classica timbrica “tutto aperto” a sonorità più scure e profonde. Suonando con entrambi i magneti si ottiene quel timbro ormai ben delineato nelle nostre menti, adatto a qualsiasi tipo di tecnica e contesto musicale. Suonando in slap il risultato è oltremodo soddisfacente: lo strumento possiede una “botta” davvero impressionante e le armoniche escono precise e piacevoli alle nostre orecchie. Il pick-up al manico genera una timbrica adatta sia per l’utilizzo a plettro (magari sulle note di New Year’s Day), con una buona resa sulle basse, che in pizzicato (ottima sia in ambito rock che blues e musica “ol’ fashoned”). Il pick-up al ponte è ovviamente adatto per funky groove in fingerstyle e, ovviamente, per fraseggi solistici. Ci tengo a ringraziare Claudio Gaggino e lo staff di Bassline per il continuo e impagabile supporto.

Conclusioni

Tralasciando ovviamente gli aspetti puramente estetici, sui quali c’è poco o niente da eccepire (ogni strumento Fender possiede un proprio “fascino interiore”), il Fender Adam Clayton Jazz Bass possiede poche ma ottime caratteristiche: peso ridotto, un ottimo manico e un suono caldo e potente perfetto per il rock in tutte le sue molteplice facce.

M. Casale Bauer

Tel. 051.766648
www.casalebauer.com
info@casalebauer.com

2.009,34 Euro  Iva compresa

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Strumenti Musicali n. 4 — Agosto 2015

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