— Emanuele Bazzotti

[quote_box_center]Una modello classico per festeggiare il sessantesimo compleano di una chitarra ormai entrata nella leggenda.[/quote_box_center] [su_slider source=”media: 637,639,638,640″ link=”lightbox” title=”no”] [su_dropcap size=”5″]B[/su_dropcap]uon compleanno, Stratocaster! Una delle chitarre più amate della storia ha compiuto 60 anni e Fender ne celebra l’anniversario con questa Classic Player che si ispira al modello anni Cinquanta, abbinando la finitura alla nitrocellulosa Desert Sand a meccaniche dorate e battipenna in alluminio anodizzato oro. Il resto delle caratteristiche è in pieno stile Stratocaster: corpo in ontano, manico in acero, pick-up single coil Fender. Il modello in esame rientra nella serie Classic Player che unisce design classico ed elementi moderni e comprende modelli in stile anni Cinquanta e Sessanta: Telecaster,

Telecaster Thinline, Telecaster Deluxe e Thinline Deluxe, Jazzmaster e Jaguar. Quando la Stratocaster viene introdotta sul mercato, nel 1954 da Leo Fender, lo scopo è quello di fornire al pubblico uno strumento ergonomico nelle forme, versatile nel suono (grazie ai tre pick-up) e dotato di leva vibrato. Il risultato è subito soddisfacente e si dimostra di lunga durata, visto che ancora oggi la Stratocaster è molto simile a quella del 1954. Il primo contatto con il pubblico di massa si ha nel 1957 quando il chitarrista dei The Crickets, Buddy Holly, suona una Stratocaster durante l’esibizione all’Ed Sullivan Show. Da quel giorno i successi si susseguono ininterrotti. La Stratocaster è uno strumento amato dai chitarristi, del resto se è stata scelta come elemento principale del proprio suono da chitarristi come Jimi Hendrix, Buddy Guy, Eric Clapton, Ritchie Blackmore, David Gilmour, Jeff Beck, Steve Ray Vaughan, Yngwie Malmsteen, John Frusciante, John Mayer (solo per citarne alcuni), qualche motivo ci sarà.

Il test

La 60th Anniversary Stratocaster ci viene consegnata in un bellissimo astuccio rigido, insieme al libro commemorativo. È una chitarra in piena linea con la tradizione. Gli unici elementi che ci fanno capire che è una chitarra particolare sono le targhette commemorative all’attacco del manico e sul retro della paletta. A parte questo la 60th Anniversary è la classica Stratocaster senza nulla di troppo. Il feeling al tatto è buono. La chitarra è ben bilanciata e la tastiera è ben rifinita. Il manico e la tastiera sono verniciati molto bene e la tastiera ospita tasti medium jumbo piuttosto bassi. Il profilo del manico è leggermente a “V” che potrebbe piacere oppure no, ma di certo non dà fastidio a chi non è abituato. Il ponte ha le sellette vintage e si ancora al corpo in soli due punti, come i ponti delle American Standard. Il suono è al cento per cento Stratocaster, grazie anche ai single coil American Vintage Strat. Il livello di uscita dei pick-up è piuttosto basso, per un suono vintage. Sebbene sia lo strumento versatile per definizione, questa scelta di pick-up la rende più adatta ai generi che necessitano di un suono poco distorto e piuttosto chiaro (surf, pop, rock/blues e funk). Certo si può impiegare anche in generi più pesanti ma va accoppiata a pedali e amplificatori specifici. Digerisce poco il jazz, per via delle scelte costruttive che generano suoni squillanti, in quel caso occorre accontentarsi del risultato che si ottiene chiudendo i toni. Abbiamo poi due controlli di tono; uno per il pick-up al manico e quello centrale e uno per il pick-up al ponte che ci aiutano a scurire il suono a gusto. Immaginiamo che se acquisterete questo strumento lo farete per il suono che può dare, ossia quello che sentiamo in milioni di dischi: il vero suono Strat! La prima posizione (pick-up al ponte) e la quinta (manico) si utilizzano in genere per gli assoli. Il pick-up al manico dà un suono più grosso mentre quello al ponte più canterino. La differenza di timbrica è data più dalla collocazione lungo la corda che dalla differenza nella costruzione dei pick-up. I due suoni sono omogenei fra loro e questo ci permette di passare dalla posizione 1 alla 5 a piacere in qualsiasi momento, senza avere picchi di volume e dover coinvolgere pedali o altro. Le tre posizioni rimanenti si usano in genere per le ritmiche pulite o poco distorte. Il suono nasale (posizioni 2 e 4) con due pick-up accesi è proprio il suono che molti cercano di imitare. Questa chitarra non teme i puliti e non teme i distorti grazie ai controlli di volume e tono che ci aiutano a definire il suono finale. La manopola del volume è essenziale quando si cerca un suono vintage perché controlla la quantità di saturazione. Fa benissimo il suo dovere e con l’amplificatore giusto basta abbassare il volume per passare dal suono per l’assolo a quello per la ritmica.

Conclusioni

Dopo sessant’anni di produzione, la Fender Stratocaster è sempre la stessa e sempre attuale; uno strumento che va al di là delle mode e dei gusti. La 60th Anniversary Classic Player ‘50s Stratocaster si inserisce nello stile produttivo di Fender con un occhio alla tradizione e uno al presente, prediligendo un po’ il passato. Nessun fronzolo aggiuntivo è stato inserito in questa Stratocaster dura e pura. Siamo sicuri che seguendo questa filosofia e accontentando quindi una buona fetta dei suoi estimatori la Fender Stratocaster celebrerà numerosi altri anniversari.

Casale Bauer

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Strumenti Musicali n. 1 — Febbraio 2015

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