— J. Giuliano e E. Bazzotti

[quote_box_center]Un distorsore tutto italiano dalle qualità timbriche sorprendenti… e tutto da scoprire.[/quote_box_center] [su_slider source=”media: 2808,2809″ link=”lightbox” title=”no”] [su_dropcap size=”5″]I[/su_dropcap]l marchio Fattoria Mendoza, creato da Maurizio Beltrami, è un marchio dedicato a quei musicisti col pallino del più autentico suono vintage. Ogni pedale è progettato e realizzato con metodo point-to-point, o semi point-to-point, utilizzando la migliore componentistica disponibile (saldature in lega d’argento, cablaggi con cavo AWG, potenziometri Alpha forniti di capsula isolante e jack di tipo Neutrik). Oggi proviamo il distorsore Hi-Crunch.

Il test del chitarrista (di Emanuele Bazzotti)

L’Hi-Crunch è un pedale solido e intuitivo, con controlli chiari e ben disposti. I jack si inseriscono sul pannello superiore. Questo ci permette di risparmiare spazio in pedalboard se abbiamo tutti pedali simili, ma ci obbliga a ripensare i cablaggi se abbiamo pedali con connessioni laterali anche perché l’HI-Crunch, per la sua forma e per il fatto che comunque deve contenere tutti i componenti elettronici, è leggermente più grande rispetto a un pedale standard. La tecnica costruttiva point-to-point è molto simile a quella utilizzata negli amplificatori valvolari di alta qualità. Il risultato è un suono molto simile a quello di un amplificatore alzato al massimo, con l’unica differenza della dinamica che, per evidenti differenze tecnologiche, è diversa da quella di un amplificatore valvolare. In pratica siamo talmente convinti di suonare dritti nell’amplificatore che ci accorgiamo di suonare attraverso un pedale solo quando abbassiamo il volume dalla chitarra e la risposta non è quella che ci aspetteremmo. Poco male perché immaginiamo che chi acquisterà un pedale come questo, terrà il volume al massimo! Il timbro dell’Hi-Crunch è perfetto per il rock anni Settanta/Ottanta di scuola inglese, quando si suonava chitarra, amplificatore e qualche pedale per incrementare la distorsione. È il pedale che fa per noi se ci piacciono Deep Purple, Led Zeppelin, Queen, AC/DC. Pensando ai chitarristi, per farci un’idea di come suona basta pensare a Satriani o Van Halen agli inizi della loro carriera. Va bene anche per il blues, se ci piace quello un po’ più spinto. Il nome del pedale è davvero azzeccato: suona come un crunch ma “pompato”. Il timbro è sempre a fuoco anche con il guadagno al massimo. Molto interessante è il controllo di presenza, che troviamo solo nei pedali migliori. Con esso possiamo adattare il suono di qualsiasi chitarra per ottenere sempre il meglio dal pedale. Agendo sulla parte acuta del segnale, ci permette di avere sempre la definizione sull’attacco del plettro. Siccome si tratta di un pedale versatile, con controlli molto efficaci per adattarsi a qualsiasi chitarra, occorre fare attenzione a non esagerare con certe frequenze. Ecco che il controllo di presenza ci salva sempre la pelle offrendoci, insieme al controllo di tono, un suono chiaro e definito con qualunque chitarra. Possiamo scavare il suono per ottenere un timbro vintage senza però perdere quella definizione e quella chiarezza necessarie per uscire dal mix.

Il test del bassista (di Jacopo Giuliano)

Il distorsore Fattoria Mendoza Hi-Crunch ci regala una saturazione ricca e dinamica; mantiene inoltre una timbrica definita anche a livelli estremi, il tutto con un rumore di fondo praticamente inesistente. I controlli presenti sono Volume, che agisce sul livello del segnale in uscita, Gain, che aumenta o diminuisce la saturazione, e Tono che gestisce la frequenza armonica del suono in una gamma di basse e medie frequenze. Altra cosa importante è che tutti i controlli sono molto dinamici e sensibili al tocco del musicista. Il controllo Presence è un filtro che dà maggiore dinamica alle armoniche prodotte, tagliando o aggiungendo frequenze medio alte in uscita. L’Hi-Crunch è molto versatile poichè si trova a suo agio con diversi strumenti e con varie tipologie di pick-up (meglio se passivi). A bassi livelli di gain mette in evidenza un’ottima escursione dinamica che permette di “giocare” bene col proprio tocco, specie in pizzicato o eseguendo bicordi. Alzando il gain la saturazione si fa più forte pur mantenendo inalterate le peculiarità dello strumento… suonando a plettro poi la pressione sonora si fa ancor più forte. Complessivamente è un pedale semplice e completo, concepito per musicisti che sanno ascoltare quei piccoli dettagli che fanno la differenza.

Conclusioni

Come pedale per chitarra, il Fattoria Mendoza Hi-Crunch è perfetto per chi ama il suono naturale dell’amplificatore. Come pedale per basso è un distorsore espressamente dedicato a chi desidera il meglio: il suo vero punto di forza non è tanto ciò che offre (una distorsione calda e ricca di armoniche) ma ciò che non toglie al suono, ossia la pressione sonora e una risposta costante su tutte le frequenze.

Fattoria Mendoza

Tel. 339.3474979
www.fattoriamendoza.it
info@fattoriamendoza.it
170,00 Euro  Iva compresa

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Strumenti Musicali n. 5 — Ottobre 2015

 

Come pedale per chitarra

Rapporto qualità/prezzo ♦ ♦ ♦ ♦ ♦
Realizzazione ♦ ♦ ♦ ♦ ♦
Suono ♦ ♦ ♦ ♦
Facilità d’uso ♦ ♦ ♦ ♦

Ci è piaciuto. Il suono perfetto per l’hard rock anni Settanta/Ottanta e il controllo di presenza.
Non ci è piaciuto. La dinamica un po’ sotto le aspettative.

 

Come pedale per basso

Rapporto qualità/prezzo ♦ ♦ ♦ ♦ ♦
Realizzazione ♦ ♦ ♦ ♦ ♦
Suono ♦ ♦ ♦ ♦ ♦
Facilità d’uso ♦ ♦ ♦ ♦ ♦

Ci è piaciuto. Rapporto qualità/prezzo eccellente, timbro caldo, grande dinamica, hardware di qualità.
Non ci è piaciuto. La grafica dei controlli potrebbe essere più curata.

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